Siamo tutti irlandesi
La concezione più negativa e pessimista della politica, quella che si sviluppa contro il consenso dei cittadini imponendo loro arbitrariamente dominio e obbedienza a ogni nefandezza, e ruberia, è quella dei sostenitori del Trattato di Lisbona. L'Irlanda ha detto no, così come tempo addietro avevano già detto no alla costituzione europea Francia e Olanda. I cittadini di tre nazioni, hanno votato e hanno tutti optato per il no. Questa unione europea, i cui politici sono in fondo poco più che degli impiegati ma si comportano con la stessa arroganza di monarchi come se fossero stati istituzionalizzati da dio per governare nei paesi altrui, non ha in nessun conto i diritti culturali degli europei, cui vuol imporre un impoverimento intellettuale, oltraggiandone la cultura, allo scopo di proclamarsi come ultima divinità-guida di una nuova religione che prende il nome di Nuovo Ordine Mondiale ma, stavolta, di fronte allo smacco subìto dai mercanti della nostra cultura, dei bottegai, noi, anche se proveniamo da una cultura giudaico-cristiana di tradizione ellenica, irridenti nei confronti dei falliti, affermiamo che siamo tutti irlandesi.