Sindacati fischiati
Mirafiori, base fischia sindacati
La fabbrica Fiat ha fischiato i sindacati per non aver fatto abbastanza muro sulla Finanziaria. Le due assemblea a Mirafiori con i leader di Cgil e Uil, Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti, hanno messo in evidenza le preoccupazioni dei lavoratori, in particolare per quanto riguarda previdenza e Tfr. Critiche ai sindacati sono giunte anche riguardo ad una eccessiva vicinanza al governo.
Quasi due ore di assemblea, a tratti anche vivace, per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che insieme ai leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, e' tornato a Mirafiori a 26 anni dall'ultima assemblea unitaria, per spiegare ai lavoratori i contenuti della Finanziaria.
Agli oltre duemila lavoratori tra addetti alla carrozzeria e impiegati degli enti centrali, Epifani e' tornato a ripetere quello che da tempo il sindacato dice sulla manovra economica del governo. "E' una Finanziaria molto pesante -ha detto- che ha due necessita': quella di rimettere in ordine i conti pubblici e di recuperare soldi per gli investimenti. E' dunque una Finanziaria -ha sottolineato ancora Epifani- che nella sua essenza di fondo prova a lavorare per lo sviluppo e l'equita' anche se ha dei difetti che noi abbiamo piu' volte sottolineato. La critica piu' grande e' quella che manca di cuore".
Ma e' quando Epifani tocca il tema delle pensioni e del Tfr, che le reazioni dei lavoratori si fanno piu' vivaci, animate da un denominatore comune: la richiesta al sindacato di garantire certezze per il futuro. E cosi', a fianco dell'impiegato degli enti centrali che ricorda al leader della Cgil che "questa non e' ne puo' essere la Finanziaria dei lavoratori e neppure del sindacato", c'e' l'addetto alle lastrature che sottolinea "il sindacato deve rappresentare i lavoratori, non abbiamo un governo amico e uno nemico, tutti i lavoratori meritano rispetto e un sindacato che li tuteli sulle condizioni del lavoro e del futuro".
Poi, mentre un impiegato chiede che il sindacato sia il rappresentante di tutti, a piu' riprese i lavoratori che prendono la parola scandiscono "le pensioni e il Tfr non si toccano", mentre il cassaintegrato che teme il mancato rientro in fabbrica punta il dito sulla precarieta'. A tutti, Epifani cerca di dare rassicurazioni garantendo l'impegno del sindacato a cominciare dal tavolo su pensioni e mercato del lavoro che si aprira' a gennaio e promette che qualsiasi ipotesi di accordo che su questi temi sara' presa con il governo sara' sottoposta a referendum tra i lavoratori perche' spiega "sulla previdenza deve essere il lavoratore a dire l'ultima parola". Parole che solo in parte convincono la platea che in qualche caso isolato rumoreggia e avanza qualche contestazione. Anche qualche fischio isolato accompagna la riunione, cosi' come recriminazioni tra delegati delle diverse organizzazioni sindacali che tra di loro polemizzano sull'appartenenza e sulle simpatie politiche. Al termine, comunque, Epifani e' soddisfatto. "E' stata una straordinaria esperienza non sono mancate le perplessita' su Tfr e pensioni -riconosce il leader della Cgil- ma io credo che quando vengono spiegate sia possibile superarle. Questa assemblea -conclude- pure con qualche accenno vivace, e' stata una prova di vitalita' e di fiducia".
************
Finalmente i lavoratori hanno capito da che parte stanno davvero i sindacati... dalla parte del proprio potere!!! Infatti ricoprono cariche per poi approdare nei posti che contano, come hanno già fatto Cofferati e D'Antoni. Tutto legittimo, ma dovrebbero spiegarlo ai lavoratori, illusi che siano lì per ben altro motivo.
Il tutto con l'aiuto delle contribuzioni dei lavoratori convinti di dare mandato a qualcuno per tutelare i propri interessi.
Non è più così, infatti con l'ultima finanziaria i benefici sono ricaduti tutti sulle imprese ed i ceti più deboli saranno solo colpiti dalle nuove tasse, addolcite dal ridicolo sconto sull'Irpef (chi di Irpef paga già poco perchè guadagna poco di benefici ne avrà quasi zero).
Tutto questo non lo dico io.. l'hanno detto i lavoratori a Mirafiori contestando i vertici che hanno contribuito ad eleggere.
Non è concepibile che siano i sindacati a difendere una siffatta manovra finanziaria che colpirà solamente i soliti ceti già tartassati.
scronista
La fabbrica Fiat ha fischiato i sindacati per non aver fatto abbastanza muro sulla Finanziaria. Le due assemblea a Mirafiori con i leader di Cgil e Uil, Guglielmo Epifani e Luigi Angeletti, hanno messo in evidenza le preoccupazioni dei lavoratori, in particolare per quanto riguarda previdenza e Tfr. Critiche ai sindacati sono giunte anche riguardo ad una eccessiva vicinanza al governo.
Quasi due ore di assemblea, a tratti anche vivace, per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che insieme ai leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, e' tornato a Mirafiori a 26 anni dall'ultima assemblea unitaria, per spiegare ai lavoratori i contenuti della Finanziaria.
Agli oltre duemila lavoratori tra addetti alla carrozzeria e impiegati degli enti centrali, Epifani e' tornato a ripetere quello che da tempo il sindacato dice sulla manovra economica del governo. "E' una Finanziaria molto pesante -ha detto- che ha due necessita': quella di rimettere in ordine i conti pubblici e di recuperare soldi per gli investimenti. E' dunque una Finanziaria -ha sottolineato ancora Epifani- che nella sua essenza di fondo prova a lavorare per lo sviluppo e l'equita' anche se ha dei difetti che noi abbiamo piu' volte sottolineato. La critica piu' grande e' quella che manca di cuore".
Ma e' quando Epifani tocca il tema delle pensioni e del Tfr, che le reazioni dei lavoratori si fanno piu' vivaci, animate da un denominatore comune: la richiesta al sindacato di garantire certezze per il futuro. E cosi', a fianco dell'impiegato degli enti centrali che ricorda al leader della Cgil che "questa non e' ne puo' essere la Finanziaria dei lavoratori e neppure del sindacato", c'e' l'addetto alle lastrature che sottolinea "il sindacato deve rappresentare i lavoratori, non abbiamo un governo amico e uno nemico, tutti i lavoratori meritano rispetto e un sindacato che li tuteli sulle condizioni del lavoro e del futuro".
Poi, mentre un impiegato chiede che il sindacato sia il rappresentante di tutti, a piu' riprese i lavoratori che prendono la parola scandiscono "le pensioni e il Tfr non si toccano", mentre il cassaintegrato che teme il mancato rientro in fabbrica punta il dito sulla precarieta'. A tutti, Epifani cerca di dare rassicurazioni garantendo l'impegno del sindacato a cominciare dal tavolo su pensioni e mercato del lavoro che si aprira' a gennaio e promette che qualsiasi ipotesi di accordo che su questi temi sara' presa con il governo sara' sottoposta a referendum tra i lavoratori perche' spiega "sulla previdenza deve essere il lavoratore a dire l'ultima parola". Parole che solo in parte convincono la platea che in qualche caso isolato rumoreggia e avanza qualche contestazione. Anche qualche fischio isolato accompagna la riunione, cosi' come recriminazioni tra delegati delle diverse organizzazioni sindacali che tra di loro polemizzano sull'appartenenza e sulle simpatie politiche. Al termine, comunque, Epifani e' soddisfatto. "E' stata una straordinaria esperienza non sono mancate le perplessita' su Tfr e pensioni -riconosce il leader della Cgil- ma io credo che quando vengono spiegate sia possibile superarle. Questa assemblea -conclude- pure con qualche accenno vivace, e' stata una prova di vitalita' e di fiducia".
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Finalmente i lavoratori hanno capito da che parte stanno davvero i sindacati... dalla parte del proprio potere!!! Infatti ricoprono cariche per poi approdare nei posti che contano, come hanno già fatto Cofferati e D'Antoni. Tutto legittimo, ma dovrebbero spiegarlo ai lavoratori, illusi che siano lì per ben altro motivo.
Il tutto con l'aiuto delle contribuzioni dei lavoratori convinti di dare mandato a qualcuno per tutelare i propri interessi.
Non è più così, infatti con l'ultima finanziaria i benefici sono ricaduti tutti sulle imprese ed i ceti più deboli saranno solo colpiti dalle nuove tasse, addolcite dal ridicolo sconto sull'Irpef (chi di Irpef paga già poco perchè guadagna poco di benefici ne avrà quasi zero).
Tutto questo non lo dico io.. l'hanno detto i lavoratori a Mirafiori contestando i vertici che hanno contribuito ad eleggere.
Non è concepibile che siano i sindacati a difendere una siffatta manovra finanziaria che colpirà solamente i soliti ceti già tartassati.
scronista