Sindrome pollo
Ho finalmente acquistato fiduciosamente del pollo crudo alla Coop (contrariamente al solito in offerta quasi conveniente). Cercando di informarmi sul significato dell'obbligatoria "etichetta" ho chiesto a ben tre addetti, uno più stranito dell'altro, e mi hanno mandato verso il banco dei lessi dove doveva esserci esauriente spiegazione.... C'era un cartelletto che recitava ..a norma di disposizioni ecc. e poi appiccicato sopra la stessa simil-etichetta della confezione. Al chè cercando di informarmi meglio(perchè non si capisce un vero tubo)non ho ottenuto altro che un bel """ma così c'è la tracciabilità -- fatta di sigle, numeretti ecc."" a casa, poi, abbiamo come per le altre serie di prodotti, buttato la sporca ed appiccicosa ma sacra etichetta nel sacco dell'immondizia( o dovevamo metterla in cassaforte?) Poi abbiamo cotto il pollo sul camino e ne abbiamo mangiato un pezzo. Se fra dieci giorni mi viene uno smalvino (febbre ecc.) che farò?? DELLA FAMIGERATA ETICHETTA DI TRACCIABILITA', che ora è in discarica e non in cassetta di sicurezza in banca, ammesso di capirci qualcosa, che me ne son fatto???? Eppoi, come attribuire legalmente a quel pollo mangiato dieci giorni prima la responsabilità della mia malattia?? Alla faccia di tutti coloro che l'hanno imposta per scopi commerciali invece di mettere controlli severissimi alle origini e al consumo. Queste etichette stanno già diventando un alibi per i governanti e per gli operatori commerciali in quanto credono di essersi così tolta una responsabilità..ma non è vero.