Domenica 14 giugno 2026
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Il sistema notarile italiano

dino b · · 21 interventi
La funzione notarile (intesa come funzione che garantisce la legalità degli atti) è di per sé utile. Utile, si badi bene, non indispensabile. Tutti i sistemi giuridici di tipo anglosassone (detti di “common law”) non prevedono tale funzione, e questo non impedisce loro di funzionare più che correttamente, se è vero, come è vero, che questo sistema sta alla base della prima potenza economica e politica del mondo.
Da questo punto di vista è corretto affermare che il notaio e la funzione da lui ricoperta sono un optional di cui si potrebbe fare benissimo a meno. E' una figura marginale, se è vero, come è vero, che se fosse cancellata dalla faccia della terra noi continueremo tranquillamente a vendere e comprare immobili, costituire e sciogliere società ed a fare migliaia di attività economiche senza sentirne la mancanza.
Quanto sopra non significa però, come detto, che queste funzioni non siano utili. La funzione di tutela non si discute.
Dove sta il problema allora? Beh, il problema sta nel fatto che in Italia questa “utilità” è resa obbligatoria per legge e che è erogata da un pubblico ufficiale il quale, invece di essere un dipendente pubblico, è un libero professionista. Un po’ strano no?
Cosa direste se in Italia ci fosse una legge che vi obbliga a comprare solo auto Fiat, ad avere solo telefoni della TIM, a bere solo latte della Parmalat, a viaggiare solo con Alitalia e via dicendo? Vi verrebbe il dubbio che la Fiat, la TIM, la Parmalat e l’Alitalia si approfitterebbero della “esclusiva” concessagli dalla legge.
Sapete com’è, se la legge esclude ogni concorrenza è normale poi che il prezzo dei beni e delle prestazioni sia unilateralmente definito a vantaggio del venditore (fate caso ad esempio a quello che accade nel settore dei carburanti per autotrazione, settore in cui la concorrenza di fatto non esiste).
Avreste o non avreste dei dubbi circa la “congruità” del prezzo a cui quei servizi e quei beni sono erogati? Beh, per i notai italiani quei dubbi sono qualcosa di più di semplici dubbi.
Facciamo quattro conti? Il reddito medio dei notai nel 2008 è stato di 408.000 € (dato pubblicato dal Sole 24 ore il 27 giugno 2010), il che significa che aggiungendo anche i contributi ogni notaio italiano è costato alla collettività almeno 500.000 € (ho approssimato per eccesso, molto probabilmente la cifra è ancora più alta). Considerando che il puro costo del notaio è il 50% del costo dello studio notarile, arriviamo a circa 1.000.000 € di costo per ogni notaio (ed anche qui ho approssimato per eccesso)
I notai italiani sono circa 4700 (contro i 6200 che la legge italiana prevederebbe), il che significa che il sistema notarile italiano nel 2008 è costato alla collettività qualcosa come 4.700.000.000 di €. Mica male, no? O, meglio, mica male per i notai. Per chi paga sono dolori, come sa bene chiunque si sia trovato nella scomoda situazione di “cliente di notaio”.
Adesso facciamo un piccolo e semplice calcolo… Ipotizziamo che i notai italiani diventino 9000, come in Francia ed in Germania, che grazie alla concorrenza ci sia un calo dei prezzi per cui ognuno di loro si “accontenta” (si fa per dire) di 100.000 - 150.000 € l’anno (come in Francia ed in Germania), e che invece di fare l’”industriale del rogito” ognuno di loro faccia davvero il professionista (nel senso che ognuno di loro segue personalmente il cliente, proprio come in Francia ed in Germania, invece di limitarsi a mettere la firma su un documento preparato da un suo collaboratore magari a partita IVA). Beh, sapete quanto risparmieremmo? Non meno di 2.000.000.000 di Euro. Eh sì, signori miei. Due miliardini tondi tondi che rimarrebbero nelle nostre tasche invece di finire in quelle dei notai. Avendo come effetto collaterale un servizio migliore e più capillare.
Perché questo non avviene? Beh, è semplice, perché quella dei notai è una lobby economica molto abile a difendere i propri interessi.
Una lobby poco propensa ad accettare critiche più che giustificate, totalmente chiusa alla più pallida forma di concorrenza (eh sì, perché lorsignori vogliono fare i “liberi” professionisti solo quando gli fa comodo), che difende a spada tratta i propri interessi facendosi scudo di una legge del 1913, quando c’erano ancora l’Impero Austroungarico, lo zar di Russia e la televisione non era ancora stata inventata.
Eppure certe esperienza dovrebbero invitare la classe notarile ad un piccolo esame di coscienza.
Nei passaggi di proprietà degli autoveicoli l’eliminazione della figura notarile ha portato ad un abbattimento dei costi ed ad uno spettacolare miglioramento della qualità del servizio (niente più code chilometriche per farsi firmare due carte).
Per non parlare poi del trasferimento delle quote societarie: fino al 1993 erano esclusiva prerogativa notarile con fior di parcelle, da quando la legge ha allargato questa competenza ai commercialisti vengono fatte gratis...
A fronte di questi esempi qualche dubbio su a chi sia veramente utile il sistema notarile italiano viene...sarà mica utile in primis ai notai, dato che assicura loro ricchissime prebende???
Ma i notai, come avremo modo di approfondire in seguito, non sono una categoria propensa confessare le proprie (umane) debolezze, né ad ammettere in modo trasparente che dietro la polverosa prosopopea che decanta l’irrinunciabilità della funziona notarile non c’è altro che il desiderio di difendere a tutti i costi una ricca ma socialmente ingiustificabile rendita di posizione.

Cambieranno le cose? Non a breve, però non è detto che un cambio di governo non porti ad una revisione di questo sistema che puzza di medioevo ...
Nel 2007 siamo stati ad un passo dallo sradicare l'ormai quasi secolare rendita di posizione sui rogiti (proposta di legge Lulli), non è detto che tra pochi anni non ci sia un secondo round, e che questo round non si concluda in un modo diverso...
❤️
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