Lunedì 15 giugno 2026
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LA SOLITA "MOSSA...D"

lucillafiaccola1796 · · 2 interventi
FISICA/MENTE luogo comune PRETESTI DI GUERRA CUBA, LUSITANIA, PEARL HARBOUR, TONCHINO: UN VIZIO LUNGO UN SECOLO http://www.luogocomune.net/site/modules/911/index.php?filename=911/pretesti/pretesti.html CUBA E L'AFFONDAMENTO DELLA U.S.S. MAINE La storia degli Stati Uniti come potenza planetaria comincia alla fine del 19 secolo, con la breve ma importantissima guerra ispano-americana del 1898, nella quale gli Stati Uniti tolsero alla Spagna il controllo su Cuba e Portorico nell'Atlantico, e su Guam e Filippine nel Pacifico. Buona maggioranza degli storici ormai concorda sul fatto che tale guerra fu scatenata da un pretesto il cui artefice fu lo stesso futuro presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt (da non confondersi con Franklin Delano Roosevelt, che guidò il paese dalla Grande Depressione fino alla Seconda Guerra Mondiale). Al tempo Ministro della Marina, Roosevelt già da tempo aveva preparato l'invasione navale dell'isola, ed attendeva solamente una scusa per entrare in azione. Questa scusa fu provvidenzialmente fornita da una improvvisa esplosione a bordo dell'incrociatore U.S.S. Maine, che affondò in pochissimo tempo portando con sè piu di duecento marinai americani, del tutto ignari di ciò che stava accadendo Gli Stati Uniti accusarono immediatamente gli spagnoli di aver piazzato una mina a bordo, e nonostante questi negassero ogni responsabilità, e chiedessero invece una commissione mista per indagare sulle vere cause dell'affondamento, gli USA dichiararono sbrigativamente guerra e l'attacco ebbe inizio. In poco tempo l'intera flotta navale spagnola fu affondata, e gli sconfitti furono costretti ad andare ai trattati di pace di Parigi senza poter porre alcuna condizione. Fu così che persero praticamente tutto quello che restava loro del potente impero marittimo, le cui origini risalivano addirittura ai tempi di Cristoforo Colombo. Roosevelt approfittò poi della vittoriosa campagna di guerra per farsi fotografare in tutte le pose in sella al suo cavallo preferito, riuscendo così a conquistarsi - grazie alla complicità degli "yellow papers" di Pulitzer (i tabloid dell'epoca) - un notorietà sufficiente a vincere con facilità le susseguenti elezioni presidenziali. Una speciale commissione d'inchiesta americana avrebbe poi stabilito, nel 1987, che in realtà gli spagnoli non ebbero alcuna responsabilità nell'attentato, ma che l'esplosione sarebbe avvenuta "a causa di esplosivi stivati troppo vicino alle caldaie". Una spiegazione ridicola, ovviamente, ed un modo tanto ipocrita quanto tardivo per chiedere scusa alla Spagna - e soprattutto alla Storia - senza ammettere la propria colpa.
LUSITANIA E I GUERRA MONDIALE Curiosamente, su sempre l'affondamento di una nave, il Lusitania, a dare agli Stati Uniti un motivo per scendere in campo, al fianco di Francia e Inghilterra, contro l'Impero Germanico nella prima Guerra Mondiale. La nave, che batteva bandiera britannica, viaggiava da New York a Liverpool con oltre mille e duecento passeggeri, di cui 123 americani, e pare trasportasse anche un carico segreto di armamenti destinati all'Inghilterra. La nave fu colpita il 15 Maggio 1915 dai siluri degli U-Boat tedeschi al largo dell'Irlanda, e affondò in soli 18 minuti. Non si salvò nessuno. Questo incidente causò un'escalation che portò in breve tempo il presidente americano Wilson a dichiarare guerra alla Germania. Ufficialmente non si è mai saputo perchè i tedeschi abbiano deciso di colpire la nave, ma si sospetta che la notizia degli armamenti "segreti" sia stata fatta filtrare appositamente fino a loro, in modo da "incentivare" il loro già latente desiderio di interrompere i rifornimenti americani con una preda particolarmente succulenta.
PEARL HARBOUR E II GUERRA MONDIALE Così accadde anche fra Stati Uniti e Giappone, nel noto attacco del 1941 alla base navale di Pearl Harbour, che fornì agli americani il pretesto per entrare in guerra contro l'asse Roma-Berlino-Tokio. Di quel fatto parliamo più dettagliatamente in un pagina a parte, visto i molti paralleli che corrono con il più recenti fatti dell'11 Settembre.
GOLFO DEL TONCHINO E GUERRA IN VIETNAM E fu sempre una nave americana, la U.S.S. Maddox, che fu presa di mira da siluri vietnamiti, nel Golfo del Tonchino, a provocare la rapida escalation che portò Lindon Johnson, nel Luglio 1964, a dichiarare guerra al Viet-Nam del Nord. Ma lo stesso McNamara, allora Segretario della Difesa, ha riconosciuto in una recente intervista che si trattò di una plateale messinscena. Fino ad allora infatti l'appoggio militare statunitense, iniziato sotto la presidenza Kennedy, era stato puramente esterno. La lunga e tormentata guerra, che costò agli Stati Uniti circa 60.000 morti, si sarebbe rivelata la prima ed unica sconfitta militare americana nella storia. (Visto questo apparente "vizio" degli americani, ci sarebbe quasi da stupirsi - almeno per chi è convinto della matrice interna degli attentati dell'11 Settembre - che non abbiano cercato anche in questo caso di lanciare una nave contro le Torri Gemelle).
PEARL HARBOUR http://www.luogocomune.net/site/modules/911/index.php?filename=911/pearlhar/pearlhar.html "Oggi 7 Dicembre 1941, giorno che vivrà nell'infamia, gli Stati Uniti d'America sono stati improvvisamente e deliberatamente attaccati dalle forze aeree e navali dell'Impero del Giappone." Con questo discorso al Congresso, il Presidente Roosevelt annunciò al mondo l'ingresso degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale. (Ciò che non disse, è che i giapponesi avevano già dichiarato guerra agli Stati Uniti da qualche ora). Durante l'attacco da parte dei giapponesi, gli americani persero più di tremila uomini e una dozzina di preziose navi da guerra, che risultarono completamente distrutte dall' incursione dei kamikaze. Gli americani infatti non si aspettavano minimamente di essere attaccati, e molti marinai morirono mentre ancora stavano prendendo il sole sulla tolda delle loro navi. Le stesse navi poi erano disposte l'una dietro l'altra, in due file parallele (parte bassa della foto), e ciò si tradusse per i caccia giapponesi in un vero e proprio tiro al bersaglio ad occhi chiusi. L'"infamia" subita fu sufficiente a giustificare, agli occhi della popolazione americana, un ingresso in guerra che li avrebbe poi portati a stabilire il controllo su gran parte di quella fetta di mondo. Solo molti anni più tardi, gli storici hanno cominciato a portare alla luce dei fatti che dipingono un ben diverso ritratto di quella storica giornata. Sei mesi prima dell'attacco, inspiegabilmente, gli alti comandi di Washington avevano fatto ritirare i radar della difesa aerea del porto, mentre era stata sospesa ogni attività di decodifica delle comunicazini radio dei giapponesi sulla costa opposta. Lo stato di apparente sicurezza aveva poi indotto i comandanti delle navi ad assumere la posizione di allineamento descritta sopra, che è conosciuta come una classica posizione di pace. Si seppe invece in seguito che Roosevelt aveva parlato personalmente con Yamamoto, il quale lo aveva chiaramente minacciato di attaccare la sua flotta a Pearl Harbour, almeno una settimana prima che ciò accadesse. Quando infine, la mattina del 7 Dicembre, la notizia che i giapponesi stavano puntando su Pearl Harbour giunse a Washington, si innescò una stranissima sequenza di intoppi, malintesi e ritardi, che fece sì che l'allarme per i marinai arrivasse al porto quando i primi caccia erano già in vista delle navi. Tra i disguidi più curiosi, ricordiamo che la stessa dichiarazione di guerra, regolarmente consegnata quel mattino dagli ambasciatori giapponesi al governo americano, rimase a lungo su un tavolo della Casa Bianca, a causa della improvvisa scomparsa del traduttore ufficiale. E quando il messaggio di allarme finalmente partì per Pearl Harbour, dovette viaggiare sui vecchi fili del telegrafo, poichè risultò che i ponti radio con le Hawaii erano stati improvvisamente interrotti. Il messaggio fu infine consegnato a mano, da un fattorino in bicicletta, quando ormai era troppo tardi. In conclusione, gli storici concordano ormai sul fatto che l'attacco a Pearl Harbour sia stato fortemente "voluto" da parte degli americani, che prima provocarono i giapponesi fino a farli cadere nella trappola, e poi fecero di tutto per impedire che le vittime si potessero organizzare per potersi difendere. Evidentemente si volle una mattanza vera e propria, con le vittime ignare ed indifese, per scatenare nella popolazione quel tanto di indignazione in più che sarebbe servito a giustificare l'entrata in guerra di un colosso come l'America contro l'Impero del Sol Levante. Ricordiamo infine - anzi, anticipiamo, per chi ancora non lo sapesse - che dopo l'11 Settembre 2001 moltissimi politici ed altri importanti personaggi americani hanno definito quegli attacchi "la Pearl Harbour del 21simo secolo".
OPERAZIONE NORTHWOODS http://www.luogocomune.net/site/modules/911/index.php?filename=911/nwoods/nwoods.html Uno modo diverso di vedere il mondo "Non è possibile che gli americani abbiano fatto questo a se stessi". Lo abbiamo pensato tutti, almeno una volta, dopo gli attentati a Torri e Pentagono. Ed in realtà restiamo ancora di quell'opinione: non è possibile. Ma qui non stiano parlando degli americani come popolo, stiamo parlando di un ristretto gruppo di persone molto particolari, che si ritrovano in America come in Russia, in Congo come in Cina, e che stanno ai massimi livelli del potere mondiale. E costoro sembrano vedere il mondo, da quel particolarissimo punto di vista, in maniera completamente diversa da come lo vediamo noi comuni mortali. Per loro infatti dieci o centomila morti non fanno una gran differenza, di fronte ai progetti di continua "ristrutturazione geopolitica" che per qualche motivo sembrano sentirsi perennemente in diritto - se non addirittura in dovere - di portare a termine. Quello che segue è un prezioso documento della CIA, declassificato di recente, che può forse aiutarci a capire meglio questa differenza di mentalità. Pur risalendo a più di cinquant'anni fa, è un documento che oggi risulta piu attuale che mai. Breve quadro storico Siamo nel 1962, in piena guerra fredda, quando Cuba non era ancora passata ufficialmente sotto l’ombrello sovietico. I vari progetti per riprendersi l’isola erano iniziati già nel ’59, subito dopo la rivoluzione di Castro, quando l’allora vice-presidente di Eisenhower, Richard Nixon, gettò le basi - con gli uomini della CIA appunto - di quella che sarebbe poi diventata l'operazione “Baia dei Porci”. Nixon, contando di stravincere l'elezione del '60, si era in realtà preparato il piano per sè stesso, ma anche se poi le elezioni le vinse Kennedy - a dimostrazione che la vera politica estera la fanno Pentagono e Cia, e non i presidenti – le spinte per riprendersi Cuba si erano fatte a quel punto incontenibili: gli interessi economici da una parte (zucchero, turismo e casinò), e l’importanza strategica dall’altra, facevano sì che bisognasse agire al più presto. Quelle che vediamo sono alcune pagine, con nostra parziale traduzione, di "Operation Northwoods", una serie di proposte alternative di invasione, che vennero preparate dalla CIA su richiesta del Comandi Riuniti delle Forze Armate. (QUI trovate l'originale completo, in formato PDF). Come è noto, Kennedy finì invece per sottoscrivere "Baia dei Porci", con le conseguenze che tutti conoscono. OPERATION NORTHWOODS I Comandi Riuniti Memorandum per il Ministro della Difesa Soggetto: Giustificazione per un intervento militare su Cuba (A) 1. Su richiesta del comando operativo del Progetto Cuba si chiede ai Comandi Riuniti di descrivere, in maniera breve ma precisa, dei possibili pretesti che essi considerano sufficienti a fornire giustificazioni per un intervento armato degli USA su Cuba. 2. E' chiaro che qualunque azione che diventi pretesto per un intervento armato dovrà portare [prima] ad una decisione politica, la quale determinerà a sua volta un’azione militare. (B) 5. I vari corsi di azione suggeriti, come descritti nell’allegato A, si basano sulla premessa che l’intervento militare americano risulterà da un periodo di prolungata tensione con Cuba, che avrà messo gli Stati Uniti nella posizione di potersi rivalere giustificatamente di torti subiti. L’opinione pubblica mondiale, e l’assemblea delle Nazioni Unite, dovrebbero assumere un atteggiamento favorevole [nei nostri confronti] in seguito ad una campagna che dipingesse il governo di Cuba come irruento ed irresponsabile, e come un inquietante ed imprevedibile minaccia alla serenità dell’Occidente. La prima parte del documento contiene una lista di idee varie per sobillare la popolazione, convincerla che Castro è finito, ecc. che assomiglia molto ad un documento simile, di qualche anno dopo (link in coda). Ma a un certo punto, il gioco delle proposte si fa decisamente più pesante: 8 . E’ possibile creare un incidente che dimostri in maniera convincente che un jet cubano ha attaccato ed abbattuto un volo charter tra gli Stati Uniti e la Giamaica, o il Guatemala, Panama o Venezuela. La destinazione verrebbe scelta essenzialmente per rendere necessario il passaggio dell’aereo sopra Cuba. I passeggeri potrebbero essere un gruppo di studenti, o un qualunque altro grupppo di persone con un interesse in comune, che giustifichi il fatto di aver noleggiato un volo non di linea. a. Un aereo della base militare di Eglin verrebbe ridipinto e numerato in modo da assomigliare in tutto e per tutto ad un aereo civile regolarmente registrato, che appartenga ad una società della CIA a Miami. Al momento opportuno il duplicato andrebbe a sostituire l’aereo civile, e vi verrebbero caricati i passeggeri al completo, tutti sotto nomi falsi, accuratamente studiati. Il vero aereo civile verrebbe invece convertito in un “drone” (automa, o bersaglio volante, telecomandato). b. Gli orari di partenza dei due voli verrebbero coordinati in modo da permettere un incontro a Sud della Florida [in mare aperto]. Dal punto dell’incontro in poi, l’aereo con passeggeri scenderebbe a quota minima ed atterrerebbe direttamente su una pista secondaria della base di Eglin, dove tutto sarà stato preordinato per evacuare i passeggeri, e riportare l’aereo alle sue condizioni iniziali. (La tecnica di sostituzione prevede che il drone emerga da bassa quota, proprio sul limite inferiore degli schermi radar, e che lì si sovrapponga all'aereo vero, in modo da permettere a quest'ultimo di abbassarsi a sua volta sotto la linea di visibilità, dando l'impressione ai controllori di volo di seguire sempre lo stesso oggetto volante). Nel frattempo il drone proseguirà lungo la rotta originale. Una volta su Cuba il drone lancerebbe un S.O.S. sulle frequenze internazionali, comunicando di essere stato attaccato da un MIG cubano. La trasmissione [pre-registrata, si suppone] si interromperebbe di colpo, a causa della distruzione in volo dell'aereo, da noi attivata a distanza. Questo farebbe si che fossero le stazioni radio ... ... dell’emisfero occidentale a dire agli Stati Uniti che cosa è successo al loro arereo, e non gli Stati uniti a dover “vendere” l’incidente. Non è chiaro quale sia il destino previsto per i passeggeri, ma la cosa sembra quasi un sottinteso che non è necessario specificare. Difficile infatti immaginare i turisti che tornano a casa e raccontano a tutti di questa stranissima gita ai Caraibi. Segue una variante della stessa proposta: 9. E’ possibile ricreare un incidente che faccia apparire come un MIG cubano abbia abbattuto un aereo della nostra aviazione militare, in acque internazionali, in un attacco non provocato. a. Quattrto o cinque F-101 viaggerebbero, distanziati l’uno all’altro, fra la base di Homestead, in Florida, e Cuba. Il compito sarebbe quello di invertire la rotta e simulare delle esercitaioni di difesa militare a Sud della Florida,. Questi aerei cambiereebbero spesso la frequenza delle loro tornate, mentre agli equipaggi verrebbe detto di tenersi sempre a 12 miglia di distanza dalla costa cubana. b . Ad un certo punto, giunto in vicinanza della costa cubana, uno dei piloti comunicherebbe di essere stato attaccato da un Mig cubano, e di stare pr schiantarsi. Dopo di che punterebbe immediatamente a Ovest, volando a quota minima [solito trucco], e raggiungerebbe una base secondaria di Eglin. L’aereo sarebbe atteso da personale apposito, ridipinto immediatamente con un nuovo numero di registro, e regolarmente parcheggiato. Il pilota, che aveva partecipato alla missione sotto falso nome, tornerebbe alla sua vita normale, mentre lui e l’aereo risulterebbero scomparsi per sempre. c. Nel preciso momento in cui l’aereo sarebbe stato abbattuto, un sottomarino, o una piccola imbarcazione, avrebbero distribuito in mare pezzi di un F-101, paracadute, ecc…, a quindici-venti miglia dalla costa cubana, per poi allontanarsi. I piloti rientrati a Homestead, per quello che ne sanno loro, avrebbero una storia vera da raccontare. Imbarcazioni e velivoli inizierebbero così la ricerca, e troverebbero i resti dell’aereo. Come abbiamo visto, quello che per qualcuno potrebbe essere, oggi, solo il frutto della fantasia di uno sceneggiatore di Hollywood, per altri era la mentalità con cui si recavano quotidianamente al lavoro, già più di 50 anni fa.

PRIMA GUERRA MONDIALE 1914-1918 Con la I guerra mondiale J. D. Rockefeller guadagnó 200 milioni di dollari. Curiosamente, fu l'affondamento di una nave, il Lusitania, a dare agli Stati Uniti un motivo per scendere in campo, al fianco di Francia e Inghilterra, contro l'Impero Germanico nella prima Guerra Mondiale. La nave, che batteva bandiera britannica, viaggiava da New York a Liverpool con oltre mille e duecento passeggeri, di cui 123 americani, e pare trasportasse anche un carico segreto di armamenti destinati all'Inghilterra. La nave fu colpita il 15 Maggio 1915 dai siluri degli U-Boat tedeschi al largo dell'Irlanda, e affondò in soli 18 minuti. Non si salvò nessuno. Questo incidente causò un'escalation che portò in breve tempo il presidente americano Wilson a dichiarare guerra alla Germania. Ufficialmente non si è mai saputo perchè i tedeschi abbiano deciso di colpire la nave, ma si sospetta che la notizia degli armamenti "segreti" sia stata fatta filtrare appositamente fino a loro, in modo da "incentivare" il loro già latente desiderio di interrompere i rifornimenti americani con una preda particolarmente succulenta. Dietro le facciate l'amministrazione USA stava cercando ogni tipo di scusa per riuscire ad entrare in guerra. Uno dei principali consiglieri e mentore di Woodrow Wilson era il Colonnello Edward House, un uomo che aveva stretti legami con i banchieri internazionali, che volevano l'ingresso in guerra. In osservazioni scritte del Segretario di Stato William Jennings: "I grandi interessi bancari erano fortemente interessati nella guerra mondiale, considerate le ampie opportunitá di raggiungere grossi profitti". È importante comprendere come una delle cose piú redditizie che possono capitare ai banchieri internazionali é la GUERRA, che costringe lo Stato a chiedere in prestito ancor piú denaro dalla Banca Centrale pagando il relativo interesse. In documenti riguardanti una conversazione intercorsa tra il Colonnello House, consigliere di Wilson, e Sir Edward Grey, il Ministro degli esteri inglese, su come riuscire a far entrare l'America in guerra, Grey si chiese: "Cosa farebbero gli Americani se i Tedeschi facessero affondare una nave da crociera con passeggeri americani a bordo?" House rispose: "Credo che una vampata di indignazione colpirebbe gli Stati Uniti e questo sarebbe sufficiente di per sè, per farci entrare in guerra". Quindi il 7 Maggio 1915, essenzialmente sulla base di un suggerimento di Sir Edward Grey, una nave chiamata Lusitania venne deliberatamente portata sulle acque territoriali tedesche, dove era noto che si trovavano navi militari tedesche. E, come prospettato, i sottomarini tedeschi silurarono la nave, facendo esplodere un carico di munizioni a bordo. Affondó in 18 minuti e rimasero uccise 1200 persone. Per capire meglio la natura programmata di questo piano: l'Ambasciata Tedesca aveva fatto pubblicare un annuncio sul New York Times, mettendo in guardia coloro che si stavano imbarcando sulla Lusitania, che lo avrebbero fatto a proprio rischio e pericolo in quanto una nave proveniente dall'America diretta verso l'Inghilterra e che attraversava zone di guerra, avrebbe rischiato di essere distrutta. Il risultato, come anticipato, dell'affondamento della Lusitania fu un' ondata di rabbia che attraversó il popolo americano e l'America entró in guerra poco dopo.
COREA 1950-1953 L'impero giapponese si annesse la Corea nel 1910 e la tenne fino alla fine della 2GM. Come tutti i regimi coloniali, anche quello giapponese fu particolarmente brutale e crudele. Migliaia di Coreani vennero costretti a lavori forzati nelle fabbriche giapponesi in Corea ed in Giappone. Molti furono costretti ad indossare l'uniforme dell'esercito giapponese. Le donne coreane vennero obbligate ad essere "donne di conforto" per i soldati giapponesi. La lingua coreana venne vietata e sostituita dal giapponese. Ovviamente c'era anche la resistenza in Corea. Molti lasciarono il paese per unirsi alla numerosa comunità coreana residente da lungo tempo in Manciuria e nella Cina nord-orientale (un tempo all'interno del Regno Coreano). Vennero costituite delle armate di guerriglieri, alleate con i comunisti cinesi, per combattere contro i Giapponesi. Va detto che c'erano intere forze comuniste "cinesi" costituite da Coreani. Migliaia di loro parteciparono alla successiva guerra civile in Cina che portò alla caduta di Chiang Kai-shek. Altri Coreani collaboravano invece con i Giapponesi. Erano i latifondisti, le classi capitaliste ed anche coloro i quali erano diventati ufficiali dell'esercito giapponese e della polizia. Con la fine della Guerra, centinaia di "comitati del popolo" sorsero in tutta la Corea. La maggior parte erano di sinistra e nazionalisti, composti da attivisti locali, senza essere controllati dai comunisti del Partito dei Lavoratori. Questi comitati iniziarono a creare un governo unificato. L'esercito USA divise la Corea all'altezza del 38° parallelo, una linea immaginaria, di modo che i Russi prendessero i giapponesi al di sopra di essa e gli Stati Uniti al di sotto. I Russi accettarono questa divisione "temporanea". A quel tempo la parte nord aveva la maggior parte delle industrie coreane, mentre nella parte sud c'era la maggior parte della popolazione (almeno i 2/3). Ci si attendeva la formazione di un governo unitario. Nel Sud, l'esercito USA soppresse i comitati del popolo, mise fuori legge i sindacati operai e quelli dei contadini, represse i militanti di sinistra. E puntò invece alla costruzione di un governo composto da coloro che avevano collaborato con i Giapponesi. Per dare smalto alla cosa, fu fatto venire dagli USA il nazionalista coreano Syngman Rhee. Venne eretto uno stato autoritario, la Repubblica di Corea, con trappole "democratiche" (elezioni, ecc.), ma con l'uccisione di oppositori e di fuorilegge della sinistra. Nel Nord, l'esercito russo aveva portato ex-combattenti delle forze di guerriglia coreane. Erano guidate da Kim Il Sung. Fu fondata la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Fecero fuori la vecchia classe dei latifondisti e si presero le industrie dei capitalisti. Costruirono una nuova collettivizzata classe dominante che usasse lo stato come agente della accumulazione capitalistica (capitalismo d stato). Stalin aveva meno interesse verso l'Asia Orientale rispetto all'Europa dell'Est, dove controllava strettamente gli stati fantoccio. Aveva cercato di tenere Mao completamente fuori dal rovesciamento del regime di Chiang (cosa che Mao non avrebbe mai dimenticato). Egli non aveva il controllo totale sui coreani del nord, che erano dirigenti autentici di una lotta di liberazione nazionale e che potevano usare la Cina contro la Russia. Tra ottobre e novembre 1946, ci furono considerevoli rivolte nel sud contro i vecchi collaborazionisti dei giapponesi, contro i latifondisti ed il regime. Le rivolte furono sedate con una grande repressione, a cui parteciparono le basi militari USA. Nell'aprile 1948 ci fu una rivolta su vasta scala nell'isola di Cheju [Jeju], anch'essa repressa. Nell'ottobre 1948, ammutinamenti e ribellioni portarono ad una situazione bellica di guerriglia in gran parte della Corea del sud, in alcuni posti protrattisi fino a scoppiare in vera e propria guerra. I due regimi espressero la loro intenzione di riunificare la Corea, ciascuno sotto il proprio Stato. Si dotarono di propri eserciti per posizionarli sul 38° parallelo. Ci furono da entrambe le parti piccole scaramucce di confine e provocazioni. Gli USA non rifornirono deliberatamente di certo materiale bellico l'esercito del sud, allo scopo di impedire un'invasione del nord, come minacciato dal governo e dalle gerarchie militari della Corea del Sud. Agli inizi, l'Esercito Coreano del Popolo (il Nord), sbaragliò le truppe dell'esercito della Repubblica di Corea, che collassava, fuggiva o si arrendeva. L'esercito USA non fece molto meglio. Le forze del Nord spinsero quelle USA e sud-coreane fino al porto di Pusan [Busan] a sud-est, conquistando il 90% della Corea entro il mese di agosto. Nel frattempo, nei territori conquistati veniva fatta la riforma della terra ed imposto il governo del Nord. Ma gli USA ed suoi alleati (specialmente i britannici) risposero immediatamente. Per ordine del presidente Truman, sbarcarono in Corea, ufficialmente sotto l'egida dell'ONU (sebbene gli USA fossero la forza principale ed in Corea ci sarebbero andati anche senza l'ONU). Si ripresero il Sud e poi in settembre, fecero uno sbarco ambizioso nella Penisola di Incheon, alle spalle delle linee nord-coreane. Ora toccava a loro precipitarsi in ritirata. Le truppe USA/ONU respinsero quelle nord-coreane fino a 38° parallelo e dichiararono vittoria - dato che la Cina comunista aveva minacciato un suo intervento se gli USA avessero invaso il nord. Ma gli USA e le forze del ROK andarono oltre e in ottobre passarono il confine cinese sul fiume Yalu [Amnok], mentre le forze sud-coreane si prendevano città del nord ed iniziavano ad occupare porzioni della Corea del Nord. Per i comunisti cinesi era un attacco diretto alla loro rivoluzione. Infatti, vi erano forse negli Stati Uniti che vedevano la guerra coreana come una pietra miliare in direzione di un attacco alla Cina. La flotta USA venne dislocata a difesa di Taiwan per impedire ai comunisti cinesi di completare la loro guerra civile perseguendo Chiang a Taiwan. Come promesso, la Cina intervenne in ottobre unendosi alle forze nord-coreane. Per la fine di gennaio, avevano respinto le forze USA e quelle sud-coreane riportandole sul parallelo di partenza. A quel punto seguirono due anni di guerra di posizione stile 1GM, con guerra di trincea, piccole avanzate e ritirate. Nel corso degli anni gli Stati Uniti hanno usato la loro potente industria militare contro i loro nemici - e lo stesso accadde con il popolo coreano. Gli aerei USA sganciarono bombe sul Nord e su parti del Sud. Bombe incendiarie vennero usate per bruciare le città ed il napalm venne usato in grandi quantità contro la popolazione. Ogni città del nord e la maggior parte dei villaggi venne gravemente danneggiata. Infine gli USA bombardarono i due principali bacini per l'irrigazione nel Nord, causando gigantesche alluvioni e perdite di vita. Nel frattempo gli USA e la Corea del sud trattavano i profughi come nemici di guerra e si resero responsabili di una serie di massacri. Ci fu una discussione assai seria all'interno del governo USA sulla possibilità di usare la bomba atomica in Corea e in Cina. Vi furono voli di sondaggio sulla Corea del Nord per valutare un possibile attacco atomico. Per fortuna, gli Stati Uniti decisero di no. Le alte tensioni nel governo e nel paese contro una guerra impopolare portarono il presidente Truman a rimuovere il generale in capo in Corea, Douglas MacArthur, per aver richiesto l'uso della bomba atomica ed un allargamento della guerra in territorio cinese. Dopo 2 anni di negoziati, nel luglio 1953, la guerra si concluse con un armistizio, con cui si diceva che la guerra ufficialmente non era finita (e che la Corea del Sud non ha mai siglato). Ci furono errori di valutazione da tutte le parti. La Corea del Nord era sicura che gli USA non avrebbero sostenuto massicciamente la Corea del Sud. Gli USA era sicuri che la Cina non si sarebbe intromessa se essi avessero preso il Nord. Dopo tre anni di conflitto la penisola era devastate, più di tre milioni di coreani morti, e milioni di profughi che vagavano in un paesaggio distrutto. Infine le sue parti contendenti erano ritornate ai punti di partenza (la zona demilitarizzata è infatti molto vicina al 38° parallelo). Quasi 35mila soldati statunitensi vi morirono. La guerra era diventata assolutamente impopolare e la fiducia nel presidente Truman era diventata talmente bassa, che non si ricandidò per la presidenza. Diversamente da quanto sarebbe poi successi per la guerra in Vietnam, non vi fu nessun movimento pacifista, vista anche l'isteria anti-comunista del periodo. Invece, venne eletto presidente il repubblicano "Ike" Eisenhower con la promessa di mettere fine alla guerra in Corea. Iniziata il 25 giugno 1950 finì il 27 luglio 1953 con l' armistizio!
VIETNAM 1964-1975 Il 31 luglio 1964 il cacciatorpediniere americano USS Maddox si trovava in missione di ricognizione nel Golfo del Tonchino. Lo scopo ufficiale della missione era quello di raccogliere informazioni sui radar e sui sistemi di difesa costiera dei nord-vietnamiti (Operazione De Soto). Il Maddox non era l'unica unità presente nella zona con lo stesso scopo, infatti, tra il febbraio e il marzo del 1964 era stato impiegato nell'area anche il cacciatorpediniere USS Craig. Il 2 agosto 1964, quattro motosiluranti nord-vietnamite (classe P4), alle ore 16:00 locali si avvicinarono sino a 10 miglia dal cacciatorpediniere e, in accelerazione, lanciarono una salva di siluri. Rispondendo immediatamente all'attacco con le sue artiglierie da 127 mm il Maddox, con l'aiuto del supporto aereo della vicina portaerei USS Ticonderoga, distrusse una delle unità attaccanti e danneggiò le altre tre. Lo scontro avvenne a circa 23 miglia dalla costa nord-vietnamita mentre il cacciatorpediniere stava puntando verso sud in acque internazionali. Carta che illustra le spiegazioni della US Navy sull'incidente del golfo del TonkinoDopo lo scontro di quel 2 agosto 1964 il presidente Lyndon Johnson ordinò che venisse portata a termine l'operazione De Soto e che il Maddox si congiungesse al cacciatorpediniere USS Turner Joy inviato di rinforzo. Il 3 agosto unità di commandos sud-vietnamite sbarcarono sulle isole di Hong Me e Hon Nieu scatenando una nuova reazione delle unità veloci della marina nord vietnamita, di questa operazione erano al corrente i comandanti dei cacciatorpediniere statunitensi operanti nell'area.L'incidente del Golfo del Tonchino fu uno scontro navale tra due cacciatorpediniere statunitensi e alcune torpediniere nordvietnamite, che si svolse nell'agosto 1964 proprio nel Golfo del Tonchino. Immediatamente dopo lo scontro armato, il presidente Lyndon Johnson si appellò al Congresso per approvare la Risoluzione del Golfo del Tonchino, che autorizzò il presidente a dare il via alla partecipazione statunitense alla Guerra del Vietnam.L'Asia si presenta durante la guerra del Vietnam come punto debole del contenimento che gli Usa volevano esercitare nei confronti del comunismo. Abbiamo la Cina di Mao, Corea del Nord, il Laos e la Cambogia comunisti. Insomma, agli Usa rimaneva solo il Giappone sotto controllo, e quindi intervenire era strettamente necessario per evitare il cosiddetto effetto domino del comunismo.
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