Spampinato- Ruta e quei giudici anticostituzionali, siciliani
Era la notte tra 27 e il 28 ottobre del 1972, quando Roberto Campria figlio di un magistrato, il Presidente del tribunale Saverio Campria, si presenta negli uffici della polizia di Ragusa, sporco di sangue e con una Smith & Wesson calibro 38 per confessare, e prendere le attenuanti, l'omicidio di un giornalista scomodo, Giovanni Spampinato. Incredibilmente a Roberto Campria, per quell'assassinio, sarà contestato solo il reato di omicidio semplice e non quello aggravato: verrà poi condannato a soli 14 anni, ne sconterà 7. Dopo ciò, Giovanni Spampinato diventerà un altro numero di quella casistica che prova che la legge è ignobilmente non-uguale per tutti, specie se gli imputati sono imparentati con qualche casta, in questo caso, la Casta dei giudici. L'omicidio Spampinato,dopo 36 anni, ormai solo un caso da consegnare alla noiosità della storia, e così stava facendo lo storico Carlo Ruta, nel suo blog www.accaddeinsicila.net oscurato d'autorità (Se state cercando il sito di Carlo Ruta visitate www.leinchieste.com ) ma, a un magistrato, Agostino Fera, che spudoratamente, all'epoca dei fatti, sostenne che a causare al morte del giornalista erano stati i giornali, non è stato bene. Costui, dopo denuncia fatta, ha ottenuto una sentenza invereconda, e anticostituzionale, art 21, dal tribunale di Modica il cui giudice, Patricia Di Marco, ha condannato lo storico Carlo Ruta, per il crimine di 'Stampa Clandestina'. Fa bene Anna Masera, sulla stampa di Torino on line a definirla da oscurantismo cinese, Libertà sul Web, sentenza oscurantista in Italia, poiché sicuramente lo è.