Lunedì 15 giugno 2026
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SPUTTANATI!

lucillafiaccola1796 · · 1 interventi
SPUTTANATI!
http://covodelleanguille.wordpress.com/
intervista rilasciata per il canale Russia Today da Webster Tarpley, un Giornalista ed uno studioso di quelli veri, che mostra per la professione che svolge un amore autentico ed un grande rispetto per i propri lettori ed ascoltatori. Chiarirà tutti i suoi quesiti. Invito chiunque a vedere FINO ALLA FINE questa IMPRESCINDIBILE dissertazione (da me visionata DOPO i precedenti interventi a questa “analisi”), ed a reggersi forte, dato che le verità esposte sono inconfessabili dall’organo mass-mediatico occidentale, preso nella sua interezza. Allego inoltre parte d’un articolo scritto da Gianluca Freda, dal quale prendo anche il video, articolo che spiega molto bene la disastrosa situazione intellettuale nella quale versa una parte considerevole (ma non ancora maggioritaria, per fortuna!) della cittadinanza italiana.
Video: http://video.libero.it/app/play?id=932a5ca87ac602eb08139452e1446b70.........(parte di) articolo scritto da Gianluca Freda: link originale http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=807:gianluca-freda&catid=32:politica-internazionale&Itemid=47

“La manifestazione sindacal-pacifista di ieri contro la guerra in Libia ha avuto successo quanto un raduno di degustatori della marmellata di cipolle. Non se l’è filata proprio nessuno e questa è una buona notizia. Sono state ben poche le emittenti televisive o radiofoniche interessate a trasmettere, in diretta o in differita, gli spillaccheranti deliri di questo popolo di balordi terminali. Ha fatto eccezione l’imperterrita e irredimibile Radio Popolare, dalle cui frequenze ho potuto ascoltare, finché mi ha retto lo stomaco, la consueta silloge di tardivi piagnistei, solidarietà e pietismo verso i tripolitani bombardati. Il tutto per bocca di di pulzelle e pulzelli che fino all’altroieri mattina sventolavano su Twitter le allegre bandierine della rivolta del “popolo” contro il “dittatore”. Ora assistono impietriti e con la boccuccia a “o” alla macellazione – perpetrata con l’avallo della loro ideologia da sussidiario – di quello stesso “popolo” che fino ad oggi, nelle grinfie del “crudele dittatore”, aveva vissuto egregiamente, prosperando e facendo prosperare le nazioni limitrofe. Non li chiamerò “pacifinti”, come va oggi di moda, perché si tratterebbe di un’imprudente minimizzazione della realtà. Essi purtroppo non sono finti, come molti avevano ottimisticamente supposto, ma reali e concreti quanto i dolori nella minzione per chi è affetto da carcinoma alla prostata. Ascoltare le loro lacrime di coccodrillo è per chiunque un’esperienza rivelatrice e terribile. Non si riesce a immaginare, senza averne un’esperienza uditiva diretta, quale sia il livello d’ignoranza, di rincitrullimento ideologico, di perniciosa astrazione dalla realtà di questa masnada di prefiche del dopobomba. Non si può credere, senza ascoltarli dal vivo, che dopo oltre vent’anni di rivoluzioni colorate e di guerre statunitensi accortamente preparate con valanghe di menzogne giornalistiche, questi bimbiminchia non abbiano ancora capito come funziona il motore dell’aggressione statunitense e non siano in grado di avvertirne la messa in moto fin dai primi sussultori scoppiettii nei servizi d’apertura dei telegiornali. Non sono bastati vent’anni di invasioni, di bufale sui “dittatori sanguinari” e sulle “armi di distruzione di massa”, di fosse comuni farlocche, di sbrodolate sui “diritti umani” risoltesi nell’ecatombe di milioni di persone in nome del principio di autodeterminazione dei popoli, per mettere un po’ di sale nelle loro zuccacce vuote. Non sono bastati decine e decine di siti internet nei quali i meccanismi propagandistici e psicologici del consenso sono stati esposti e studiati nel dettaglio per strapparli alla loro puerile riconversione del mondo in grossolane categorie kantiane: il “popolo”, il “dittatore”, la “democrazia”, la “rivoluzione”, i “diritti”, la “libertà”… in nome e per mezzo di queste frescacce, milioni di persone sono state massacrate dagli USA negli ultimi vent’anni, l’Europa è stata ridotta in uno stato di servitù senza ritorno, intere nazioni sono state cancellate, ma loro non vogliono darsene per intesi e continuano, vezzosi & gagaroni, a salmodiare questa cantilena, a cincischiare di “masse arabe” e “rivolte di popolo” su Facebook, a intrattenersi con le loro battutine e le loro stucchevoli vignettucce satiriche sui social network gentilmente forniti dal nemico. A questi bambaloni, la mamma ha spiegato che il mondo funziona così: da una parte c’è il “popolo”, che è sempre buono e giusto, e ci mancherebbe altro, visto che dentro al “popolo” ci sono anche loro, che sono buoni per definizione. Poi ci sono i “dittatori”, da citare sempre congiuntamente all’aggettivo “sanguinari”, anche quando, come nel caso di Gheddafi, hanno dato ricchezza, benessere, unità, sovranità e indipendenza economica alla propria nazione. I “dittatori” sono sempre cattivi, perché picchiano il povero popolo e lo privano di alcuni “diritti umani” fondamentali, come quello di scrivere stronzate su Facebook o di incitare al golpe militare contro il governo del proprio paese attraverso Twitter. E poi c’è la “democrazia”, che è una cosa bella e santa, tranne quando viene eletto Berlusconi, il quale rappresenta un “pericolo” e una “anomalia”, essendo sostenuto da una parte di “popolo” ancora immatura, cioè non ancora convertita alla religione dei bimbiminchia. Quando il “dittatore” lo picchia troppo forte, il popolo si arrabbia, scende in piazza, spacca tutto, fa la rivoluzione e instaura la democrazia, come succede in tutti i film americani, che fanno parte della dieta alimentare dei bimbiminchia quanto i Fonzies e i Kellogg’s Choco Pops. E questo è il mondo, nell’infantilismo iperuranio del pacifismo piazzettaro. Questa alluvione di fanfaluche ha avuto fra i suoi principali propugnatori – oltre ai suddetti minorati del volemose bene – gli ambienti del giornalismo, del sindacalismo e dell’intellettualismo di sinistra, mai dimostratisi così spudoratamente incompetenti, cialtroni, traditori, gravidi di malafede e proni al nemico come in questa esecrabile occasione. Nel tentativo di rimediare qualche consenso elettorale presso i cervelli bacati e di mostrarsi servili e pronti all’obbedienza verso i dominanti USA, i componenti dell’acquitrino ex comunista hanno messo in campo il peggio della loro weltanschauung da luna park, hanno dato fondo ad intere miniere di menzogne e distorsioni informative. Di un tentato golpe tribale, finanziato e orchestrato dagli interessi americani, con l’ausilio di alcuni sguatteri europei (Francia e Inghilterra in primis), hanno fatto una gioiosa primavera del popolo libico in rivolta contro il tiranno. Della legittima e sacrosanta reazione del governo libico al tentato putsch, hanno fatto uno “ sterminio perpetrato dal dittatore contro il suo popolo”. Quando lo sterminio, dopo l’intervento della coalizione da essi invocata, è iniziato sul serio, hanno glissato elegantemente, ciarlando d’altro o nascondendosi dietro i “né..né” tra la folla dei pacifisti buggerati. “Né con Gheddafi, né con gli USA”: una posizione traballante e vigliacca, in cui la doppia negazione, ben lungi dall’equivalere ad un’affermazione, come avviene nella grammatica prescrittiva, è invece equiparabile ad un muggito bovino, al rantolo di un’ideologia che, non avendo più nulla d’intelligibile da comunicare all’universo mondo, non intende comunque risparmiargli il fragore dei suoi rutti. Mai era successo che, per avere qualche scampolo di verità su una guerra americana, il lettore di quotidiani dovesse rivolgersi ai giornali della destra, dove è stato possibile reperire – fra inevitabili cumuli di baggianate – qualche prezioso articolo di Marcello Foa o di Giancarlo Perna. Perfino Giuliano Ferrara, resosi conto che la storiella del “tiranno che massacra il suo popolo” era divenuta ormai insostenibile, ha scritto nel suo editoriale sul “Foglio” di oggi: “Tutto nasce da quella balla che l’inviato di guerra Ricucci ha denunciato in solitario: le fonti di disinformazione erano tutte dalla parte dei ribelli ed erano piazzate tra Bengasi e Londra, i diecimila morti fatti da Gheddafi non esistono, i bombardamenti del raìs contro il suo popolo sono un’invenzione macabra, le fosse comuni lanciate in tv erano un piccolo cimitero marino d’antan, la solita emittente Al Jazeera imbrogliava le carte e voleva rifarsi non si sa quale verginità sul terreno molle di un Gheddafi odiato dagli islamisti puri e duri [...]”. In realtà Ricucci non ha denunciato affatto “in solitario” le menzogne dei media, che erano state immediatamente evidenziate su questo e altri blog. A parte questo, viene da chiedersi come mai il più filoatlantico dei giornalisti italiani denunci oggi con tanto vigore le bufale propagandate dai media americani per sostenere e giustificare una guerra americana. Che cosa sta succedendo?”
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