STORIA IN PILLOLE.
da: Cronista
Data: 12 Luglio 2006
da: Paolo 1
Data: 11 Luglio 2006
Per Alex, Nadia e Civile.
Nadia, il nazifascismo e' stato vinto, ma sei sicura che sia stato debellato?
Civile, sul fronte orientale i Tedeschi avevano scatenato una vera e pripria guerra di sterminio (sono parole loro), tanto che Stalin in un pubblico discorso aveva promesso che al tentativo di sterminio da parte nazista avrebbero risposto con una loro guerra di sterminio, e questo modo di sentire era diffuso anche tra gli alleati occidentali ("l'unico tedesco buono e' quello morto"), poi pero' i sovietici cominciarono a distinguere, nella loro propaganda, tra nazisti e popolo tedesco, e ando' a finire che quando arrivarono in Germania non sterminarono proprio nessuno, al massimo provocarono un po' di orgasmi a qualche povera vedova (magari proprio del fronte orientale ...).
E' vero. Ci sono comunque molti episodi di squallida propaganda anticomunista, condotta sulla falsariga delle campagne di disinformazione in cui i fascisti si erano specializzati: tecnica poi eredita dai governi del dopoguerra che più che democratici si dovrebbero definire "postfascisti".
Una di queste campagne contemplò l'episodio dei 6.000 ufficiali polacchi inizialmente fatti prigionieri dai sovietici quando furono costretti ad invadere la Polonia, per impedire ad Hitler di impossessarsene completamente, con grave minaccia per i confini occidentali dell'Unione Sovietica. Molti soldati, soprattutto di origine ebraica, scelsero senza indugio di combattere a fianco dei russi quando Hitler scatenò l'operazione "Barbarossa" per l'invasione dell'Unione Sovietica.
L'Armata Rossa non fu in grado di sostenere l'attacco e fu costretta non solo ad abbandonare il suolo polacco, sotto il suo controllo, ma anche a ripiegare profondamente nelle proprie retrovie, lasciando ai nazisti un immenso territorio. Durante la ritirata si presentò il problema degli ufficiali polacchi prigionieri dei russi i quali si erano rifiutati sino alla fine di combattere a fianco dei russi contro i nazisti. (tutto l'apparato governativo e militare polacco era ferocemente e visceralmente anticomunista).
Ai russi non restavano che due possibilità, visto l'impossibilità a trascinarsi dietro i prigionieri polacchi, dovendo fuggire frettolosamente davanti all'avanzata delle forze naziste: o lasciare liberi tali ufficiali o sopprimerli. Stalin (perchè sembra che la scelta fu sua) optò per la seconda soluzione. Il motivo non è difficile da capire, anche se la nostra sensibilità non ci permette di accettare tout-court la cosa: i sovietici temevano che i polacchi una volta liberi si unissero ai nazisti per combattere contro i russi.
Qualcosa di analogo accadde sulle montagne del nord Italia, ove operarono massicciamente i partigiani. Spesso accadeva che durante gli scontri con i repubblichini alcuni di quest'ultimi si arrendevano ed i partigiani li prendevano in consegna come prigionieri. Venivano adattate a prigioni vecchie abitazioni di montagna. Tuttavia, quando venivano scatenati dei rastrellamenti da parte dei repubblichini e dei nazisti, i partigiani erano costretti a fuggire precipitosamente. In tale situazione appariva logicamente impossibile trascinarsi dietro i prigionieri e la scelta era, come è facile immaginare, tra lasciarli liberi o sopprimerli.
Ovviamente la scelta non era stata "normalizzata" dai comandi partigiani ed ogni comandante locale si comportava secondo la propria sensibilità. Così accadde che in varie occasioni i fascisti prigionieri venenro liberati ed in altre vennero invece fucilati.
Diversa fu invece la sorte dei partigiani che caddero in mano dei repubblichini e dei nazisti loro alleati: essi non solo vennero TUTTI soppressi (fucilazione o impiccagione) sul luogo di cattura, ma prima venivano anche TORTURATI!
Sulla vicenda dei 6 mila ufficiali polacchi soppressi dai sovietici in ritirata, si innestò una speculazione a livello mondiale, al fine di dimostrare quanto fossero stati cattivi i comunisti sovietici e Stalin in particolare.
Ciò che rende particolarmente infame tale campagna calunniosa è l'oblio storico, sia da parte della carta stampata che da parte delle emittenti radiotelevisive pubbliche, di ciò che fece l'esercito polacco in territorio russo qualche tempo dopo l'inizio della rivoluzione bolscevica. Infatti, mentre l'Armata Rossa era impegnata nella guerra civile contro i tentativi controrivoluzionari sostenuti dalla cosiddetta "armata bianca", sostenuta ed equipaggiata dalle forze occidentali (in tale contesto si ebbe persino lo sbarco americano nell'area di San Pietroburgo dove vennero allestiti addirittura dei campi di concentramento per "infilarvi" i bolscevichi catturati!) il reazionario governo polacco sferrò un'attacco contro i "rossi" sovietici. Superato di slancio il confine orientale, le forze polacche passarono rapidamente all'occupazione dell'Ucraina, puntando velocemente verso Mosca, a cui si avvicinarono pericolosamente.
Durante questa invasione, i soldati polacchi, spronati dai propri ufficiali, compirono ogni sorta di atrocità nei confronti della popolazione civile russa. Chiunque veniva sospettato di essere un bolscevico od un loro simpatizzante veniva messo al muro e fucialto: spesso dopo essere stati torturati. E' stato calcolato che furono oltre 80 mila le vittime delle atrocità polacche: oltre 10 volte il numero degli ufficiali polacchi fucilati dai sovietici in ritirata! Non solo, ma in questo caso si trattò di militari e non di rappresaglia feroce contro la popolazione civile, come fecero i polacchi durante l'invasione della Russia negli anni '20. Il mondo occidentale restò a guardare tutto ciò SENZA ESPRIMERE LA MINIMA CONDANNA all'indirizzo dei polacchi invasori!
Dopo aver accusato il primo colpo, il governo rivoluzionario bolscevico riuscì a riorganizzarsi e a far fronte alla minaccia portata avanti dai polacchi nei confronti della capitale sovietica: Mosca! L'Armata Rossa fu così in grado non solo di resistere alla pressione dei polacchi ma anche di sferrare a sua volta un formidabile contrattacco che costrinse i polacchi ad arretrare precipitosamente. Sull'onda di questo entusiasmante successo l'Armata Rossa spinse sempre pià a fondo il contrattacco e in pochi giorni l'esercito p0lacco fu costretto a riattraversare di nuovo il confine russo-polacco: questa volta in senso opposto!
Sulla spinta "inerziale" del proprio attacco, l'Armata Rossa inseguì i polacchi nel loro stesso territorio, portandosi in poco tempo a ridosso della capitale: Varsavia! Fu a questo punto che le potenze occidentali, preoccupate per le sorti della Polonia (perchè temevano lo sviluppo di una rivolta comunista anche in questo paese) fecero ai russi un "aut-aut" intimando loro di cessare le ostilità e di ritirarsi oltre il confine. I russi, paghi del successo ottenuto e non avendo, ovviamente, le forze sufficienti per opporsi agli occidentali, decisero di ritirarsi entro i propri confini.
La cosa più stupefacente è che di questa guerra non si trova traccia in nessun testo di storia, in uso presso le scuole pubbliche. Perchè??!.. Il sottoscritto ne venne a conoscenza solo dopo aver visto un bel film su tale evento, mandato in onda molti anni fa, e di sera, dalla terza rete RAI.
cronista
Data: 12 Luglio 2006
da: Paolo 1
Data: 11 Luglio 2006
Per Alex, Nadia e Civile.
Nadia, il nazifascismo e' stato vinto, ma sei sicura che sia stato debellato?
Civile, sul fronte orientale i Tedeschi avevano scatenato una vera e pripria guerra di sterminio (sono parole loro), tanto che Stalin in un pubblico discorso aveva promesso che al tentativo di sterminio da parte nazista avrebbero risposto con una loro guerra di sterminio, e questo modo di sentire era diffuso anche tra gli alleati occidentali ("l'unico tedesco buono e' quello morto"), poi pero' i sovietici cominciarono a distinguere, nella loro propaganda, tra nazisti e popolo tedesco, e ando' a finire che quando arrivarono in Germania non sterminarono proprio nessuno, al massimo provocarono un po' di orgasmi a qualche povera vedova (magari proprio del fronte orientale ...).
E' vero. Ci sono comunque molti episodi di squallida propaganda anticomunista, condotta sulla falsariga delle campagne di disinformazione in cui i fascisti si erano specializzati: tecnica poi eredita dai governi del dopoguerra che più che democratici si dovrebbero definire "postfascisti".
Una di queste campagne contemplò l'episodio dei 6.000 ufficiali polacchi inizialmente fatti prigionieri dai sovietici quando furono costretti ad invadere la Polonia, per impedire ad Hitler di impossessarsene completamente, con grave minaccia per i confini occidentali dell'Unione Sovietica. Molti soldati, soprattutto di origine ebraica, scelsero senza indugio di combattere a fianco dei russi quando Hitler scatenò l'operazione "Barbarossa" per l'invasione dell'Unione Sovietica.
L'Armata Rossa non fu in grado di sostenere l'attacco e fu costretta non solo ad abbandonare il suolo polacco, sotto il suo controllo, ma anche a ripiegare profondamente nelle proprie retrovie, lasciando ai nazisti un immenso territorio. Durante la ritirata si presentò il problema degli ufficiali polacchi prigionieri dei russi i quali si erano rifiutati sino alla fine di combattere a fianco dei russi contro i nazisti. (tutto l'apparato governativo e militare polacco era ferocemente e visceralmente anticomunista).
Ai russi non restavano che due possibilità, visto l'impossibilità a trascinarsi dietro i prigionieri polacchi, dovendo fuggire frettolosamente davanti all'avanzata delle forze naziste: o lasciare liberi tali ufficiali o sopprimerli. Stalin (perchè sembra che la scelta fu sua) optò per la seconda soluzione. Il motivo non è difficile da capire, anche se la nostra sensibilità non ci permette di accettare tout-court la cosa: i sovietici temevano che i polacchi una volta liberi si unissero ai nazisti per combattere contro i russi.
Qualcosa di analogo accadde sulle montagne del nord Italia, ove operarono massicciamente i partigiani. Spesso accadeva che durante gli scontri con i repubblichini alcuni di quest'ultimi si arrendevano ed i partigiani li prendevano in consegna come prigionieri. Venivano adattate a prigioni vecchie abitazioni di montagna. Tuttavia, quando venivano scatenati dei rastrellamenti da parte dei repubblichini e dei nazisti, i partigiani erano costretti a fuggire precipitosamente. In tale situazione appariva logicamente impossibile trascinarsi dietro i prigionieri e la scelta era, come è facile immaginare, tra lasciarli liberi o sopprimerli.
Ovviamente la scelta non era stata "normalizzata" dai comandi partigiani ed ogni comandante locale si comportava secondo la propria sensibilità. Così accadde che in varie occasioni i fascisti prigionieri venenro liberati ed in altre vennero invece fucilati.
Diversa fu invece la sorte dei partigiani che caddero in mano dei repubblichini e dei nazisti loro alleati: essi non solo vennero TUTTI soppressi (fucilazione o impiccagione) sul luogo di cattura, ma prima venivano anche TORTURATI!
Sulla vicenda dei 6 mila ufficiali polacchi soppressi dai sovietici in ritirata, si innestò una speculazione a livello mondiale, al fine di dimostrare quanto fossero stati cattivi i comunisti sovietici e Stalin in particolare.
Ciò che rende particolarmente infame tale campagna calunniosa è l'oblio storico, sia da parte della carta stampata che da parte delle emittenti radiotelevisive pubbliche, di ciò che fece l'esercito polacco in territorio russo qualche tempo dopo l'inizio della rivoluzione bolscevica. Infatti, mentre l'Armata Rossa era impegnata nella guerra civile contro i tentativi controrivoluzionari sostenuti dalla cosiddetta "armata bianca", sostenuta ed equipaggiata dalle forze occidentali (in tale contesto si ebbe persino lo sbarco americano nell'area di San Pietroburgo dove vennero allestiti addirittura dei campi di concentramento per "infilarvi" i bolscevichi catturati!) il reazionario governo polacco sferrò un'attacco contro i "rossi" sovietici. Superato di slancio il confine orientale, le forze polacche passarono rapidamente all'occupazione dell'Ucraina, puntando velocemente verso Mosca, a cui si avvicinarono pericolosamente.
Durante questa invasione, i soldati polacchi, spronati dai propri ufficiali, compirono ogni sorta di atrocità nei confronti della popolazione civile russa. Chiunque veniva sospettato di essere un bolscevico od un loro simpatizzante veniva messo al muro e fucialto: spesso dopo essere stati torturati. E' stato calcolato che furono oltre 80 mila le vittime delle atrocità polacche: oltre 10 volte il numero degli ufficiali polacchi fucilati dai sovietici in ritirata! Non solo, ma in questo caso si trattò di militari e non di rappresaglia feroce contro la popolazione civile, come fecero i polacchi durante l'invasione della Russia negli anni '20. Il mondo occidentale restò a guardare tutto ciò SENZA ESPRIMERE LA MINIMA CONDANNA all'indirizzo dei polacchi invasori!
Dopo aver accusato il primo colpo, il governo rivoluzionario bolscevico riuscì a riorganizzarsi e a far fronte alla minaccia portata avanti dai polacchi nei confronti della capitale sovietica: Mosca! L'Armata Rossa fu così in grado non solo di resistere alla pressione dei polacchi ma anche di sferrare a sua volta un formidabile contrattacco che costrinse i polacchi ad arretrare precipitosamente. Sull'onda di questo entusiasmante successo l'Armata Rossa spinse sempre pià a fondo il contrattacco e in pochi giorni l'esercito p0lacco fu costretto a riattraversare di nuovo il confine russo-polacco: questa volta in senso opposto!
Sulla spinta "inerziale" del proprio attacco, l'Armata Rossa inseguì i polacchi nel loro stesso territorio, portandosi in poco tempo a ridosso della capitale: Varsavia! Fu a questo punto che le potenze occidentali, preoccupate per le sorti della Polonia (perchè temevano lo sviluppo di una rivolta comunista anche in questo paese) fecero ai russi un "aut-aut" intimando loro di cessare le ostilità e di ritirarsi oltre il confine. I russi, paghi del successo ottenuto e non avendo, ovviamente, le forze sufficienti per opporsi agli occidentali, decisero di ritirarsi entro i propri confini.
La cosa più stupefacente è che di questa guerra non si trova traccia in nessun testo di storia, in uso presso le scuole pubbliche. Perchè??!.. Il sottoscritto ne venne a conoscenza solo dopo aver visto un bel film su tale evento, mandato in onda molti anni fa, e di sera, dalla terza rete RAI.
cronista