Sabato 27 giugno 2026
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STRATEGIA GOLPISTA PER COLPIRE TUTTI GLI ESPONENTI DI RILIEVO DELLA MAGGIORANZA

Robin Hood · · 4 interventi
La vicenda fa il paio con quella del "panfilo" posseduto da D'Alema, durante la campagna denigratoria orchestrata dalla sozza destra fascista nel 2001.

Intercettazioni, D'Alema querela.
I Ds fanno quadrato intorno al ministro dopo le
accuse della Stampa su presunti fondi segreti:
«Si vuole delegittimare il partito»

ROMA - «Indecenti affermazioni». «Spazzatura che era in circolazione da molto tempo ad opera di provocatori che sono noti e le cui gesta sono all'attenzione della magistratura». La replica di Massimo D'Alema alle indiscrezioni pubblicate ieri su La Stampa, relative a suoi presunti fondi segreti all'estero, arriva poco dopo una nota ufficiale dei Ds, che nega l'esistenza di conti bancari esteri ascrivibili, direttamente o indirettamente, alla Quercia: «Si tratta di una calunnia contro la quale agiremo in ogni sede, a partire da quella giudiziaria». La querela è già pronta. A scatenare la pronta reazione dei Ds sono due pagine che parlano di un rapporto confidenziale della Kroll, l'agenzia di investigazioni più importante d'America, "intercettato" dall'ex security di Telecom e finito negli atti dell'inchiesta milanese sui dossier illegali che raccontano della guerra tra Marco Tronchetti Provera e Daniel Dantas per il controllo di Brasil Telecom, in cui si accenna a fondi segreti all'estero di alcuni esponenti della maggioranza.

Per i diessini l'obiettivo di questa operazione è chiaro: è in atto una «campagna di aggressione per delegittimare sul piano morale e politico i Ds e i suoi dirigenti». Unanime la solidarietà al ministro degli Esteri: il presidente della Camera Fausto Bertinotti si è detto preoccupato per i «miasmi che stanno investendo la politica. Sento qualche pericolo per un così disinvolto utilizzo di notizie non verificate, infondate o palesemente e manifestamente incredibili».

Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, all'assemblea plenaria del Consiglio superiore della magistratura, ha fatto un richiamo alla vicenda delle intercettazioni quando ha sottolineato come sia necessario evitare che «nei provvedimenti giudiziari siano inseriti riferimenti a persone estranee, non necessarie per la motivazione». La Stampa, in un comunicato della direzione, ha respinto le accuse di fare giornalismo spazzatura, sottolineando che il dossier è al centro di un'inchiesta della magistratura milanese. Ma ha aggiunto anche che l'articolo, «fornendo un dettagliato e inedito contributo per decifrare il gigantesco puzzle che da mesi sta avvelenando la politica italiana, precisava che non esistono altri documenti per dimostrare affermazioni tanto pesanti». Ossia l'esistenza di conti segreti di alcuni esponenti della maggioranza, in particolare del ministro degli Esteri Massimo D'Alema.

Il documento incriminato è un rapporto «privilegiato e confidenziale», intitolato Project Tokyo e redatto dagli uomini della Kroll. In realtà il nome Tokyo nasconderebbe il vero obiettivo del dossier, ossia Telecom. In quel documento ci sarebbe un passaggio, ritrovato anche in alcune mail intercettate dagli uomini della ex security Telecom che verranno esaminate in un'udienza peritale lunedì prossimo, che scuoterebbe pesantemente il mondo politico italiano. Due righe in inglese, che tradotte in italiano suonano così: «Fonti d'intelligence in Italia indicano che Inepar (un fondo brasiliano) era la società che ha movimentato i fondi per l'allora primo ministro D'Alema, che ha coinvolto le attività Telecom». Nulla più ma, secondo l'articolo de La Stampa, queste accuse sarebbero state poi intercettate dagli uomini del "Tiger team", la task force creata da Telecom per contrastare, a detta sua, l'azione di spionaggio della Kroll e dare una svolta alla vicenda di Brasil Telecom.

Passaggio dopo passaggio, queste "due righe" sarebbero poi finite in mano a Marco Mancini, ex numero due del Sismi arrestato per il caso Abu Omar, che le avrebbe ricevute da Emanuele Cipriani, un investigatore legato ad ambienti massonici e alla vicenda Laziogate. Da Mancini a Pollari il passo è breve: l'ex capo del Sismi avrebbe consigliato a Mancini di mostrare quei documenti ai diretti interessati, che però smentiscono di essere mai venuti a conoscenza di quei dossier. Da qui una ricostruzione che abbraccia i casi più scottanti della politica italiana degli ultimi anni, dal rapimento di Abu Omar alle intercettazioni Telecom, all'inchiesta Antonveneta-Unipol Bnl, fino alle ultime vicende legate al viceministro Visco e alla Guardia di finanza.

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