Sulla scienza pre-terremoto di L'Aquila
In verità tutta questa pietà questa compassione di quella parte del Mondo scientifico che è solidale con i colleghi della Commissione Grandi rischi, condannati, per aver rassicurato la popolazione, potrei arrivare pure a comprenderla, ma sicuramente di compassione ne provò assai di più per quei poveracci che fidandosi della scienza son rimasti sotto alle macerie, perché se si fosse detto loro, in verità noi non siamo in grado di stabilire cosa accadrà, molti di quei morti sarebbero ancora in vita: magari in mezzo alle macerie ma ancora vivi. Invece 309 persone sono morte e chi li rassicurò, dopo la catastrofe non ha avuto la decenza di dimettersi dagli incarichi che ricopriva. No, proprio non si fa così.
Francesco Mangascià
Francesco Mangascià