I Talebani hanno ucciso l'interprete di Mastrogiacomo. La sua morte e molte altre che verranno dovute all'imbecillità del governo italiano.
KABUL (Reuters) - I talebani hanno ucciso oggi l'interprete afghano di Daniele Mastrogiacomo dopo che il governo si è rifiutato di liberare diversi guerriglieri in carcere.
Lo ha detto un esponente dei talebani e lo riferisce anche l'agenzia di stampa afghana Pajhwok.
"Abbiamo aspettato a lungo, ma il governo non ha accolto le nostre richieste . Lo abbiamo ucciso oggi", ha detto stamani a Reuters per telefono Shahabuddin Aatil, un portavoce del capo militare dei talebani, il mullah Dadullah.
Secondo quanto riferisce il sito Internet di Pajhwok, Ajmal Naqshbandi è stato ucciso alle 15 ora locale e il suo corpo è stato abbandonato nella zona di Loya Wala nel distretto di Hazarjusft.
Il giornalista di Repubblica, Daniele Mastrogiacomo era stato rapito ai primi di marzo assieme al suo autista e al suo interprete afghani.
L'inviato italiano è stato liberato il 19 marzo scorso quando il governo afghano ha liberato cinque talebani, ma l'interprete era rimasto nelle mani dei rapitori.
La vicenda del sequestro Mastrogiacomo è stata ampiamente criticata in Italia e in Afghanistan, mentre gli esperti di sicurezza hanno avvisato che questa vicenda avrebbe potuto portare a un maggior numero di rapimenti di stranieri.
La scorsa settimana, due francesi membri di una ong -- un uomo e una donna -- sono stati rapiti assieme ad altri tre colleghi afghani nella provincia desertica di Nimroz.
Venerdì, il presidente afghano Karzai aveva escluso altre trattative con i talebani.