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Tasse Tasse Tartassati

Pierino · · 1 interventi
Preso come modello di riferimento un nucleo familiare composto da due genitori che guadagnano in tutto 2200 euro al mese e con due figli

Tasse e rincari, la famiglia spende 1300 euro in più

(Piero Rauber)

Il calcolo su base annuale considerando gli aumenti delle imposte comunali e del «paniere»
Almeno 800 euro derivano da tariffe aumentate di recente dal Municipio

I rincari di imposte e servizi previsti dal bilancio 2007 del Comune, abbinati all'aumento generalizzato del costo degli alimentari, faranno spendere quest'anno a una famiglia media triestina, composta da padre, madre e due figli, oltre 1300 euro in più rispetto al 2006. Di questi, 800 euro vengono proprio dalle nuove imposte e tariffe varate dall'amministrazione municipale. La stima è calcolata su un nucleo familiare che vive in un appartamento di proprietà di 80 metri quadri, che si mantiene con un reddito netto mensile di 2200 euro, dato dal lavoro dipendente di entrambi i genitori, e che si affida ad alcuni servizi comunali per i due figli, come i rientri pomeridiani a scuola per il più grande e l'asilo nido per il più piccolo.
LE IMPOSTE Fra imposte e tariffe collegate al bilancio 2007, la famiglia-tipo alleggerirà il proprio salvadanaio annuale di oltre 800 euro. La voce di spesa più pesante a livello di tassazione locale (si faccia riferimento alla tabella a lato, ndr) è un +240 euro l'anno di Irpef, conteggiato su un imponibile familiare di 40mila euro l'anno, che dà per l'appunto 2200 euro netti al mese. Ciò si deve all'aumento dell'addizionale comunale dallo 0,2% in vigore fino all'anno scorso fino allo 0,8% attuale. Prendendo in considerazione quindi un appartamento di proprietà sugli 80 metri quadrati, per un valore di mercato di 120mila euro (circa 80mila di rendita catastale, da cui si calcola l'Ici), l'aumento del 27,3% della Tarsu (passata da 2,11 a 2,69 euro al metro quadro) si annulla in sostanza con il taglio dell'Ici dal 5 al 4,5 per mille.
I SERVIZI Come conseguenza delle nuove tariffe sui servizi, invece, la «nostra» famiglia spenderà 225 euro in più all'anno per portare il figlio minore all'asilo nido comunale: 25 euro per nove mesi, come previsto dall'aumento da 275 a 300 euro mensili applicato alla fascia Isee (l'indicatore equivalente di reddito, patrimonio e numero di componenti del nucleo familiare) in cui rientra tale famiglia, cioè fra i 14mila e i 18mila euro. Ma in questo caso l'esborso può rientrare attraverso i 60 euro al mese del nuovo contributo che arriva dalla Regione, che con un totale annuo di 540 euro «pareggia» le maggiori uscite determinate anche dalle altre tariffe sui servizi di cui i due figli della famiglia-tipo risultano essere «utenti»: fra questi figurano l'iscrizione di 10 euro a testa per i ricreatori, nonché i 20 euro di abbonamento mensile allo scuolabus e i 18 euro al mese in più per i Sis (i rientri scolastici pomeridiani, per i quali nel 2006 la quota mensile era di 87 euro, oggi è di 105) che i genitori pagano per il ragazzo più grande.
ALIMENTARI Salgono, nel contempo, le cifre sugli scontrini del supermercato: circa 10 euro la settimana rispetto all'anno scorso. Una scelta oculata dei prodotti in offerta, e una successiva gestione misurata del paniere nel corso della settimana stessa, consente a mamma e papà di rientrare oggi nel «tetto» dei 65 euro di spesa ogni sette giorni, a fronte dei 55 sborsati nel 2006, con i prezzi di carne e verdura che hanno subito in dodici mesi un +15%. «Con tutte queste pressioni fra bollette, imposte locali e nazionali - spiega a questo proposito la presidente dell'Organizzazione per la tutela dei consumatori Luisa Nemez - la gente non esita a stringere proprio sul mangiare».
I SINDACATI «Questi numeri - così il segretario della Cgil Franco Belci - dicono che il Comune ha varato in realtà una manovra opposta a quella che il sindaco aveva preannunciato. Il taglio dell'Ici è una piccola voce che si perde in una raffica di aumenti, figlia di un ragionamento contraddittorio, che non sta in piedi e di cui la gente comincia ormai ad accorgersi».
«Si tratta di una logica perdente - gli fa eco il segretario della Cisl Luciano Bordin - perché porta via alle famiglie parte delle risorse altrimenti spendibili sul territorio in termini di consumi. E poi si colpisce soprattutto il reddito dipendente o la pensione, che rappresentano la maggioranza cittadina».
«Trieste - conclude il segretario della Uil Luca Visentini - è il comune d'Italia che ha applicato più aumenti e più tagli ai servizi. Torniamo a stigmatizzare la scelta di un decremento dell'Ici a pioggia, senza favorire i meno abbienti, e di un concomitante incremento dell'addizionale Irpef che finora non ha mostrato contropartite, ma che è servito evidentemente solo a fare cassa».
(04 aprile 2007)
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