LA TAVOLA VALDESE RICONOSCE LA POSITIVITA' DEL DDL SUI
Contrariamente al reazionario e protervo Vaticano, la "Tavola del Sinodo Valdese" ha riconosciuto la bontà del testo del ddl approvato dal governo, relativo ai "Dico". Ancora una volta i gerarchi hanno perso un'occasione preziosa per mostrare un minimo di apertura mentale, necessaria per andare al passo coi tempi, a meno che tali gerarchi non abbiano scelto di appoggiarsi ad interventi dittatoriali come quelli avvenuti in Cile, in Italia, in Spagna, in Portogallo, in Brasile, in Grecia, in Nicaragua, in Croazia, ecc.
Ecco come si sono espressi i Valdesi:
"..Più obiettivo e sereno, invece, il giudizio della Tavola Valdese, che parla di «buon inizio»: «Riteniamo - ha detto il pastore Eugenio Bernardini - che il ddl sui Dico si ponga in una prospettiva di laicità. E, senza nulla togliere alla specificità del matrimonio, esso tutela diritti fondamentali delle coppie di fatto, anche omosessuali», difendendo la parte più debole della coppia.
Ecco invece come si sono espressi i gerarchi di palazzo:
«Una ferita nei confronti del matrimonio», per Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona e membro della Commissione episcopale per la Famiglia che considera la rovinosa cultura relativista alla base della legge e richiama alla propria responsabilità i parlamentari cristiani. «Il Dico vuole istituzionalizzare le convivenze sessuate: per questo appare alternativo rispetto al matrimonio», afferma Francesco D'Agostino, presidente dei Giuristi Cattolici, ai microfoni di Radio Vaticana, sottolineando il rischio di « fortissimi elementi di squilibrio perché le future coppie si porranno l'alternativa tra Dico e matrimonio».
Quando fu la volta della legge sul divorzio, i toni "apocalittici" usati dal clero ingannatore furono gli stessi! Anche allora si disinformava la gente, nel più puro spirito "evangelico", sui disastri catastrofici che avrebbe comportato la legge sul divorzio, introdotta democraticamente dal governo italiano, espressione della volontà popolare (che poi votò "plebiscitariamente" al referendum!).
Dopo un primo periodo di richieste di divorzio sensibilmente superiori alla media (a causa dell'elevato numero di situazioni famigliari che attendevano di veder risolvere i propri problemi con l'introduzione del divorzio) la media si è attestata via via ad uno dei valori più bassi tra i paesi che già da molto tempo prima di noi avevano introdotto tale istituto nel proprio tessuto normativo.
Dunque, i catastrofismi dei gerarchi vaticani si dimostrarono per quello che erano: un ignobile tentativo (oltre che di indebita ingerenza!) di "spaventare" l'opinione pubblica cattolica affinchè quest'ultima esprimesse un voto favorevole alla rapacità del clero cattolico! (non dimentichiano i lucrosi proventi che scaturivano dall'attività della "Sacra Rota": un ignobile arnese di "divorzio" casareccio, usato dal clero per la felicità degli "amici" e degli amici degli amici!)
Con i Dico stiamo ripercorrendo lo stesso tracciato! Le coppie di fatto eterosessuali che attendono di veder riconosciuti i propri diritti e, soprattutto, quelli dei loro figli (cosa che ai "pietosi" gerarchi vaticani, tanto preoccupati per la famiglia, non importa un fico secco!), sono la netta maggioranza tra tutte le coppie di fatto, mentre quelle omosessuali sono un'esigua minoranza: sufficiente però per "caricare" i malandati cannoni dell'arnese clericale, che tuonano scorreggiando più che scoppiando!
Superata la fase di assestamento iniziale, come accaduto per il divorzio, i casi si attesteranno a valori assai contenuti. Comunque, rimane l'aspetto ESSENZIALE che per uno Stato VERAMENTE LAICO, una coppia che non sia andata a farsi annacquare ed incensare dallo stregone di turno, ha gli stessi diritti/doveri di una coppia di plagiati che abbia deciso di far "benedire" la loro unione!
Ciò che fa fede, IN ENTRAMBI I CASI è la dichiarazione, firmata, di sottostare agli stessi obblighi e doveri verso il partner e verso l'eventuale prole, cosi come accade per le coppie "regolarmente" sposate! Ciò che dicono i gerarchi clericali e ciò che essi si auspicano, deve valere SOLO come "consiglio" alle proprie pecorelle e non come pretesa che l'imposizione sia obbligatoria per tutti, anche per quelli che non sono nè cristiani, nè cattolici e che in genere se la ridono delle buffonesche figure "porporate"!