TERRORISMO CATTOLICO
Il totalitarismo ha sempre utilizzato il terrore per imporsi e mantenere le posizioni di comando.
Non suscitano pertanto scalpore le bordate del segretario del laboratorio del terrore clericale, noto come Congregazione per la Dottrina della Fede, se non per il livello di livore e squallore morale che esprimono.
Difficile immaginare livelli più miseri e astiosi di argomentazioni.
La povertà morale e intellettuale degli esponenti delle gerarchie ecclesiastiche fa temere che presto l'ira di Dio si abbatterà sulla Città del Vaticano, la Sodoma e Gomorra del XXI secolo.
Il terrorista monsignor Angelo Amato ha la pretesa di insegnarci che chi ricorre all'aborto è un terrorista "dal volto umano", non quindi come lui che di umano non ha nulla.
Affermazioni demenziali ma anche, con tutta evidenza, disoneste sul piano intellettuale, poiché a pronunciarle è una persona che sa bene quale sia il significato del termine "terrorismo" e quindi non può essere perdonato perché non sa quel che dice.
L'aborto è un dramma sociale e umano, dramma individuale e collettivo.
Monsignor Amato è solo patetico e melodrammatico.
Opporsi all'aborto è sacrosanto. Personalmente sono fieramente contrario all'aborto e per questo sono assolutamente favorevole alla regolamentazione per legge dell'interruzione volontaria della gravidanza. Regolamentazione necessaria per favorire la cultura della prevenzione, per gestire un drammatico problema che diversamente finirebbe nella clandestinità con le conseguenze ben note a tutti, per sviluppare la cultura della responsabilità, unica risorsa di un Paese democratico, sulla quale non sarà mai troppo quel che s'investe.
Amato e la sua Chiesa Cattolica, invece, danno del terrorista a una donna che abortisce ma insistono nell'insulsa dottrina e predicazione che si oppone a ogni cultura della contraccezione. Mettono l'AIDS tra i primi problemi ma discutono, da decenni (ma cosa sono in confronto con l'eternità? e le persone che intanto muoiono, beh non è un loro problema, loro sono impegnati in importanti analisi teologiche) se ammettere l'uso del preservativo.
Blaterano di povertà e di cancellazione del debito dei paesi poveri ma si oppongono all'affermazione di ogni politica per il contenimento della crescita demografica, prima tra le cause di povertà. Persino l'Arabia Saudita è oggi più povera rispetto agli anni settanta; nonostante la crescita, il PIL pro-capite è diminuito per il semplice motivo che la popolazione cresce a un ritmo superiore a quello dell'economia. Come si può garantire benessere, alimentazione, scuole, servizi ospedalieri quando la popolazione raddoppia ogni 15-20 anni?
La realtà è che la Chiesa Cattolica ha bisogno del dolore, della sofferenza, della miseria per "conservare" se stessa. Amano così tanto i poveri che vorrebbero che tutti lo siano.
L'importante, d'altra parte, è pentirsi dei peccati per essere assolti e continuare a peccare. La Chiesa Cattolica ha bisogno del peccato, del male. Fomentare il peccato e i sensi di colpa, anche questo è terrorismo.
E il limbo, cui sono (forse erano) destinati i non battezzati e i "mai nati" che cos'è?
Solo un'ipotesi teologica dice Ratzinger, una certezza diceva Pio X, fatto pure santo. Allora a chi dare ascolto?
Quanti sensi di colpa hanno generato nelle donne invitandole a dare un nome al bimbo mai nato perché potesse uscire dal limbo e conoscere la gloria di Dio, negata ovviamente a chi non è stato battezzato. Ma e se non conosco il sesso del mio bambino mai nato? Non importa, nominalo al maschile e al femminile al resto penserà Dio, diceva il solerte sacerdote. E così durante la celebrazione della santa messa si procede al battesimo del bambino mai nato.
Quanti incubi, quante atroci sofferenze hanno patito le donne spronate dal confessore a pregare per il bambino mai nato affinché non restasse in eterno nel limbo, senza colpa ma senza i "requisiti" per godere della luce divina.
Se questo non è terrorismo l'11 settembre non esiste.
Non suscitano pertanto scalpore le bordate del segretario del laboratorio del terrore clericale, noto come Congregazione per la Dottrina della Fede, se non per il livello di livore e squallore morale che esprimono.
Difficile immaginare livelli più miseri e astiosi di argomentazioni.
La povertà morale e intellettuale degli esponenti delle gerarchie ecclesiastiche fa temere che presto l'ira di Dio si abbatterà sulla Città del Vaticano, la Sodoma e Gomorra del XXI secolo.
Il terrorista monsignor Angelo Amato ha la pretesa di insegnarci che chi ricorre all'aborto è un terrorista "dal volto umano", non quindi come lui che di umano non ha nulla.
Affermazioni demenziali ma anche, con tutta evidenza, disoneste sul piano intellettuale, poiché a pronunciarle è una persona che sa bene quale sia il significato del termine "terrorismo" e quindi non può essere perdonato perché non sa quel che dice.
L'aborto è un dramma sociale e umano, dramma individuale e collettivo.
Monsignor Amato è solo patetico e melodrammatico.
Opporsi all'aborto è sacrosanto. Personalmente sono fieramente contrario all'aborto e per questo sono assolutamente favorevole alla regolamentazione per legge dell'interruzione volontaria della gravidanza. Regolamentazione necessaria per favorire la cultura della prevenzione, per gestire un drammatico problema che diversamente finirebbe nella clandestinità con le conseguenze ben note a tutti, per sviluppare la cultura della responsabilità, unica risorsa di un Paese democratico, sulla quale non sarà mai troppo quel che s'investe.
Amato e la sua Chiesa Cattolica, invece, danno del terrorista a una donna che abortisce ma insistono nell'insulsa dottrina e predicazione che si oppone a ogni cultura della contraccezione. Mettono l'AIDS tra i primi problemi ma discutono, da decenni (ma cosa sono in confronto con l'eternità? e le persone che intanto muoiono, beh non è un loro problema, loro sono impegnati in importanti analisi teologiche) se ammettere l'uso del preservativo.
Blaterano di povertà e di cancellazione del debito dei paesi poveri ma si oppongono all'affermazione di ogni politica per il contenimento della crescita demografica, prima tra le cause di povertà. Persino l'Arabia Saudita è oggi più povera rispetto agli anni settanta; nonostante la crescita, il PIL pro-capite è diminuito per il semplice motivo che la popolazione cresce a un ritmo superiore a quello dell'economia. Come si può garantire benessere, alimentazione, scuole, servizi ospedalieri quando la popolazione raddoppia ogni 15-20 anni?
La realtà è che la Chiesa Cattolica ha bisogno del dolore, della sofferenza, della miseria per "conservare" se stessa. Amano così tanto i poveri che vorrebbero che tutti lo siano.
L'importante, d'altra parte, è pentirsi dei peccati per essere assolti e continuare a peccare. La Chiesa Cattolica ha bisogno del peccato, del male. Fomentare il peccato e i sensi di colpa, anche questo è terrorismo.
E il limbo, cui sono (forse erano) destinati i non battezzati e i "mai nati" che cos'è?
Solo un'ipotesi teologica dice Ratzinger, una certezza diceva Pio X, fatto pure santo. Allora a chi dare ascolto?
Quanti sensi di colpa hanno generato nelle donne invitandole a dare un nome al bimbo mai nato perché potesse uscire dal limbo e conoscere la gloria di Dio, negata ovviamente a chi non è stato battezzato. Ma e se non conosco il sesso del mio bambino mai nato? Non importa, nominalo al maschile e al femminile al resto penserà Dio, diceva il solerte sacerdote. E così durante la celebrazione della santa messa si procede al battesimo del bambino mai nato.
Quanti incubi, quante atroci sofferenze hanno patito le donne spronate dal confessore a pregare per il bambino mai nato affinché non restasse in eterno nel limbo, senza colpa ma senza i "requisiti" per godere della luce divina.
Se questo non è terrorismo l'11 settembre non esiste.