Lunedì 15 giugno 2026
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TOLLERANZA ZERO PER CHI INQUINA

L'INFORMATORE · · 0 interventi
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su: www.cfa-monferrato.it


Fa piacere scoprire che anche la scienza ortodossa gradualmente conferma
quanto vado comunicando ed insegnando (nei corsi e seminari di
qualificazione nella vigilanza ambientale) da almeno una quindicina di anni,
cioé da quando ho fondato il Gruppo Gevam Onlus. Mi riferisco all'oggetto
dell'articolo sotto riportato: la "Teoria sociologica delle finestre rotte",
che personalmente da molti anni ho adattata ed applicata all'ambiente, e
credo essere stato il primo a parlarne in Italia ... La teoria è derivata
dal Capo della Polizia Metropolitana durante l'amministrazione di Rudolph
William Louis Giuliani (Rudy Giuliani) un politico statunitense di origine
italiana, che è stato sindaco di New York dal 1 gennaio 1994 al 31 dicembre
2001 ed ha portato ad applicare l'ormai famosa procedura della TOLLERANZA
ZERO contro i crimini. Da noi in Italia si è sempre preferito (e non certo
per bontà o pacifismo politico ma per grette valutazioni elettorali e
gestione del business dei rifiuti) ricorrere alla sola educazione
ambientale, protrattasi per decenni con risultati risibili, perché priva di
un altrettanto necessaria sorveglianza e repressione ambientale. I risultati
infatti si sono visti e ci hanno fatto vergognare a livello planetario.
Questo è avvenuto nonostante una ricerca scientifica psicosociologica
tedesca fin dai primi anni 90 avesse dimostrato che non sussiste alcuna
correlazione tra atteggiamenti sociali ed individuali favorevoli
all'ambiente e la quantità di informazioni di cui si dispone. Il che
significa che puoi fare tutta l'educazione ambientale che vuoi, fino allo
spasimo, ma con molti individui è assolutamente inutile, perché l'unico
linguaggio che potranno capire per indurli a rispettare l'ambiente è la
repressione. E secondo il comune buon senso, sarebbe meglio pervenire per
gradi e mediando, e non passare da un estremo all'altro, come ho già
riferito in un precedente articolo, riferendomi al nuovo decreto che prevede
addirittura l'arresto per coloro che abbandonano rifiuti domestici
ingombranti, quando fino a ieri si impediva la vigilanza ambientale ed il
presidio territoriale, si chiudevano tutti e due gli occhi o si applicava
una ridicola pena pecuniaria ...
Cordiali saluti. Claudio Martinotti. Presidente Gevam Onlus

Teoria sociologica delle finestre rotte, e diffusione del disordine sociale
ed ambientale
Fonte: Le Scienze http://lescienze.espresso.repubblica.it
Un ambiente urbano degradato, con rifiuti per strada, case malandate, muri
coperti di tag e graffiti contribuisce al disordine sociale? Una ricerca
olandese dice di sì
Un ambiente urbano degradato, con rifiuti per strada, case malandate, muri
coperti di tags e graffiti contribuisce al disordine sociale? Molti lo
ritengono, aderendo a quella che i sociologi chiamano "teoria delle finestre
rotte".
Tuttavia, questa ipotesi era formulata solo sulla base di considerazioni
osservazionali, dalle quali è a volte difficile ricavare relazioni causali
affidabili. Per questo un gruppo di ricercatori dell'Istituto di scienze
sociali e comportamentali dell'Università di Groningen, diretto da Kees
Keizer, ha pensato di sottoporre a prova sperimentale la teoria, allestendo
sei situazioni in cui verificare se l'osservazione della violazione di una
consuetudine o di una norma sociale può influire sulla tendenza delle
persone a violare quella o un'altra norma. Il risultato della ricerca è ora
pubblicato in un articolo su "Science".
Nella più semplice delle sei serie di situazioni sperimentali create, i
ricercatori hanno collocato dei volantini sulle biciclette parcheggiate di
fronte a un muro di un supermercato che recava un chiaro cartello di
proibizione a tracciare su di esso dei graffiti. Il volantino veniva legato
con un nastro elastico al manubrio della bici in modo da costringere ad
asportarlo per portare la bici con comodità.
A sera i ricercatori hanno poi contato i volantini rimasti a terra nel
parcheggio, da cui erano stati rimossi i cestini dei rifiuti, constatando
che quando il muro era immacolato, solo il 33 per cento dei ciclisti buttava
a terra il volantino, violando la norma consuetudine di non imbrattare le
strade, mentre i restanti lo portavano con sé per cestinarlo in un secondo
momento. Se però il muro era imbrattato, ad abbandonare a terra il volantino
era ben il 69 per cento delle persone. Questo tipo di risultato ha trovato
conferma anche negli altri più complessi e impegnativi esperimenti, portando
i ricercatori a ipotizzare che quando un certo comportamento di violazione
delle norme e dei costumi diventa più comune, influenza negativamente,
secondo un modello di violazione incrociata delle norme e delle
consuetudini, la propensione ad attenersi a esse. (gg)


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