Trasparenza spicciola per evitare lo sciacallaggio ‘involontario’
Oggi ho fatto un bonifico di solidarietà, pro terremotati abruzzesi, su un conto corrente bancario creato appositamente per questo scopo e con causale esplicita.
Con grande sorpresa e fastidio mi sono accorto di dover pagare anche una commissione alla mia banca e dei giorni di valuta che vanno a vantaggio della banca stessa.
Penso che balzelli analoghi valgano per i bollettini postali e altre forme di pagamento; non so come funzionino gli SMS e le telefonate a specifici numeri di solidarietà da 1, 2 o più euro.
Anche se una parte della commissione copre il costo del servizio, ritengo questo comportamento particolarmente immorale, vista la motivazione del versamento.
Gli enti preposti al convogliamento dei contributi pro terremotati e per altre calamità naturali (istituti di credito, poste, aziende telefoniche), si devono impegnare a non lucrare sulla solidarietà della gente garantendo: zero giorni di valuta e zero costi di commissione in addebito al donatore, disponibilità immediata sul conto di destinazione con applicazione degli interessi attivi previsti per la migliore clientela. Spero anche che questi conti correnti siano a costo zero e che su di essi non gravi l'imposta di bollo governativa.
Se i sistemi informatici non sono pronti a gestire automaticamente tali condizioni, basta l'impegno ufficiale degli enti ad accreditare sul conto di destinazione gli eventuali costi di commissione incassati e retrodatare la disponibilità (con relativo calcolo degli interessi attivi) al giorno di versamento.
Per evitare il senso di nausea dei donatori/clienti, questi meccanismi di compensazione devono essere immediatamente e ampiamente pubblicizzati presso i luoghi di donazione, fisici (uffici postali/bancari) e virtuali (siti internet). Inoltre, gli enti stessi dovrebbero divulgare giornalmente i dati sull'andamento della raccolta.