Sabato 27 giugno 2026
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Tutelare i risparmiatori, non le banche

Paolo 1 · · 4 interventi
Mi sa che questa delle banche in crisi sia una delle tante porcate, al limite della legalita' (quando non oltre ...), tipiche del sistema capitalista.
Dopo le speculazioni sul prezzo del petrolio (grazie all'uso spregiudicato dei contratti derivati, dicono, ma non mi convince, perche' ai produttori di petrolio interessano gli ordini veri di acquisto, quelli alla fine dei quali incassano i soldi, e non degli ordini finti tesi solo a far aumentare il prezzo, chissa' perche' poi, visto che solo gli ordini dui acquisto veri contano e solo questi dovrebbero avere un qualche effetto sul prezzo: se uno speculatore prenota del petrolio a 200 dollari il barile, ma si sa che alla fine non esercitera' la sua opzione di acquisto, e io invece mi offro di comprarlo a 40 dollari, e lo sceicco Bin Bin Ali sa che io il petrolio lo comprero' davvero mentre lo speculatore no, che peso credete possa avere il prezzo sparato dallo speculatore? nessuno. E' la domanda vera che determina il prezzo.) e sulle materie prime e i cereali, adesso le banche si dicono in crisi. Bene, in libero mercato, con libera iniziativa e libera concorrenza, chi va in rosso fallisce e vincono gli altri, piu' bravi. Si imputa la crisi ai subprime USA e ai prodotti derivati legati a tali mutui sumprime (quelli per far comprare casa a chi non ha i soldi per comprarsela, ma tanto se non paga gliela sequestrano e quindi non ci sono rischi), ma nessuno da' informazioni complete e attendibili su come e quanto si sia propagato questo pasticcio. Lo strano e' che i prodotti finanziari derivati sono fatti apposta per coprirsi da dei rischi (ad esempio punto su un rialzo dei tassi, ma con dei derivati con poca spesa scometto sulla eventualita' opposta e cosi' riduco il mio rischio), e se usati da dei professionisti non sono pericolosi, ma anzi molto utili. E gli esperti delle banche sono dei professionisti. Viene da sospettare che sia un nuovo caso di banche (o altro) che si riducono apposta sull'orlo del fallimento per chiedere poi soldi allo Stato. E lo Stato non deve dare loro denaro, deve lasciarli fallire. Molti esperti (Magnaschi a Zapping, e tanti altri) sostengono che le banche sono necessarie, se falliscono e' il caos, ma queste sono tesi false e faziose, giochi di parole per appoggiare il gioco sporco delle banche. certo di banche c'e' bisogno, almeno una ci vuole, persino nell'URSS una banca c'era, ma non e' detto che abbiamo bisogno di quelle banche. Morto un papa se ne fa un altro. Basta pensare a quali sono le funzioni di una banca:
- erogare crediti: chi ha ottenuto un credito e' posto, chi non lo ha ancora ottenuto lo chiedera' a qualche altra banca, non fallita
- custodire i risparmi (in genere su conti correnti e depositi bancari): sono coperti da un fondo di garanzia fino a 103000 euro, quindi nessun rischio, perche' sui c/c si tengono solo gli spiccioli, visto che rendono poco
- per tutti gli altri investimenti finanziari (titoli di Stato, obbligazioni, azioni) la banca puo' aver agito solo come intermediario (il piccolo risparmiatore non puo' accedere direttamente alla Borsa), per cui anche se fallisce chi ha comprato dei titoli ne rimane in possesso, soprattutto perche' dal 1999 sono stati dematerializzati, cioe' non sono nulla di fisico, ma solo annotazioni contabili su dei computer, insomma e' come se compraste una biro da un tabaccaio, se poi il tabaccaio fallisce la biro nessuno ve la toglie.
In conclusione il fallimento di una o piu' banche non e' una tragedia. Se hanno lavorato male e magari disonestamente, lasciamoli fallire, padroni, manager e anche semplici operatori di sportello, che la loro parte di responsabilita' ce l'hanno anche loro.
Paolo
❤️
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