Tutti holding e Opus Dei
ROVERARO IN CAMPUS
Ma è attraverso l'altra società in cui spicca il nome di Roveraro che cominciamo ad addentrarci nei rivoli miliardari della corazzata Opus Dei. Una strada che, forse, potrà contribuire a gettare luce sulle circostanze della sua improvvisa uscita di scena. Alla data del 1 giugno 2006 Gianmario Roveraro risulta infatti titolare di 364.715 azioni della Campus Biomedico spa, 36 milioni e passa di euro in dote, che rappresenta oggi uno dei capisaldi nel principale intreccio italiano fra politica, religione, affari. E' qui, infatti, che ritroviamo fianco a fianco come soci, fra gli altri, lo stesso Roveraro e Giuseppe Garofano: dentro l'università privata dell'Opus Dei alle porte di Roma, lautamente foraggiata da denaro pubblico («al solo Campus Biomedico dell'Opus Dei - scrive ad esempio l'agenzia cattolica di sinistra Adista - vengono dati 20 milioni di euro per il 2004 e 30 milioni di euro per il 2005») e benedetta fin dalla nascita da un big dell'attuale governo di centrosinistra come il vicepresidente del Consiglio (ed allora sindaco di Roma) Francesco Rutelli.
Ma dell'intenso feeling sbocciato fra la Margherita e l'Ovra ci occuperemo più avanti. Perchè ora seguiamo la pista che dal socio del Campus Giuseppe Garofano porta alla luce le nuove holding della fede. E cominciamo dal Cense, Promozione Centri Educativi, che come sempre parte dall'irrefrenabile "istinto" ad allevare il ceto eletto per trasformarsi subito in un sistema di potere dalle dimensioni di una multinazionale. Con la bellezza di 4 milioni 232.860 euro come capitale sociale, Cense vede schierato al suo interno - insieme allo stesso Garofano - interi pezzi del sistema Italia, in forme dirette o mediate. Sede legale nella capitale, in viale Eritrea 154, amministrata da giovani e poco noti manager generalmente allevati "in casa" dalla Prelatura (in questo caso il quarantatreenne Gian Luca Giovannucci, romano, presidente del cda), Cense racchiude nel suo parterre societario personaggi noti come l'ex ministro della Pubblica istruzione Francesco D'Onofrio o il re dei trapianti Raffaello Cortesini insieme a corazzate edili del calibro di Gico Costruzioni (attiva il Libano ed Algeria, nonchè aggiudicataria di grossi appalti per la Salerno-Reggio Calabria ) e Total Service spa (che aveva lavorato per le opere del Giubileo.
Se interessa collegatevi al sito:
http://www.disinformazione.it/holding_opus_dei.htm
BUONA LETTURA
E....DOPO LA LETTURA MEDITATE
Ma è attraverso l'altra società in cui spicca il nome di Roveraro che cominciamo ad addentrarci nei rivoli miliardari della corazzata Opus Dei. Una strada che, forse, potrà contribuire a gettare luce sulle circostanze della sua improvvisa uscita di scena. Alla data del 1 giugno 2006 Gianmario Roveraro risulta infatti titolare di 364.715 azioni della Campus Biomedico spa, 36 milioni e passa di euro in dote, che rappresenta oggi uno dei capisaldi nel principale intreccio italiano fra politica, religione, affari. E' qui, infatti, che ritroviamo fianco a fianco come soci, fra gli altri, lo stesso Roveraro e Giuseppe Garofano: dentro l'università privata dell'Opus Dei alle porte di Roma, lautamente foraggiata da denaro pubblico («al solo Campus Biomedico dell'Opus Dei - scrive ad esempio l'agenzia cattolica di sinistra Adista - vengono dati 20 milioni di euro per il 2004 e 30 milioni di euro per il 2005») e benedetta fin dalla nascita da un big dell'attuale governo di centrosinistra come il vicepresidente del Consiglio (ed allora sindaco di Roma) Francesco Rutelli.
Ma dell'intenso feeling sbocciato fra la Margherita e l'Ovra ci occuperemo più avanti. Perchè ora seguiamo la pista che dal socio del Campus Giuseppe Garofano porta alla luce le nuove holding della fede. E cominciamo dal Cense, Promozione Centri Educativi, che come sempre parte dall'irrefrenabile "istinto" ad allevare il ceto eletto per trasformarsi subito in un sistema di potere dalle dimensioni di una multinazionale. Con la bellezza di 4 milioni 232.860 euro come capitale sociale, Cense vede schierato al suo interno - insieme allo stesso Garofano - interi pezzi del sistema Italia, in forme dirette o mediate. Sede legale nella capitale, in viale Eritrea 154, amministrata da giovani e poco noti manager generalmente allevati "in casa" dalla Prelatura (in questo caso il quarantatreenne Gian Luca Giovannucci, romano, presidente del cda), Cense racchiude nel suo parterre societario personaggi noti come l'ex ministro della Pubblica istruzione Francesco D'Onofrio o il re dei trapianti Raffaello Cortesini insieme a corazzate edili del calibro di Gico Costruzioni (attiva il Libano ed Algeria, nonchè aggiudicataria di grossi appalti per la Salerno-Reggio Calabria ) e Total Service spa (che aveva lavorato per le opere del Giubileo.
Se interessa collegatevi al sito:
http://www.disinformazione.it/holding_opus_dei.htm
BUONA LETTURA
E....DOPO LA LETTURA MEDITATE