Martedì 16 giugno 2026
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UCCIDERE IL PORCELLUM!

Sergio · · 20 interventi
Uccidere il porcellum.
Questa la parola d'ordine che si leva dal Palazzo ed è rilanciata dai media.

Quali le colpe del porcellum?
Creare instabilità e ingovernabilità.

Come uccidere il porcellum?
Con il mattarellum, sostiene Dini e non solo lui.
No, uccidiamolo con i referendum.
Meglio ancora con la bozza Bianco.

Il mattarellum, la legge elettorale con la quale abbiamo votato nel 1994, nel 1996 e nel 2001, garantiva stabilità e governabilità?

La legislatura nata dal voto del 1994 si è conclusa dopo appena due anni, passati con due diversi presidenti del consiglio, Berlusconi e Dini. Il governo Berlusconi cadde perché la maggioranza perse pezzi per strada e iniziarono i ribaltoni.

La legislatura successiva, nata dal voto del 1996, vide l'avvicendamento di ben tre diversi presidenti del consiglio (Prodi, D'Alema, Amato), non so quante formazioni di governo e diversi cambi di maggioranza. Ancora ribaltoni.

La legislatura iniziata con il voto del 2001 durò cinque anni nonostante le fibrillazioni interne alla maggioranza.

Il mattarellum non garantì per niente stabilità e governabilità. Non era neanche una bella legge: vero campionario di ardite architetture elettorali e astrusità. Pensate alla metafisica dello scorporo, alle liste civetta, all'impossibilità di eleggere alcuni parlamentari, alla coesistenza del proporzionale con l'uninominale e la conseguente conflittualità interna alle coalizioni.

Il referendum permette di superare alcune storture del porcellum, ma non può risolvere i nodi presenti nella legge senza procedere a una sua intera riscrittura.

La bozza Bianco potrà uccidere il mattarellum, ma solo a patto che prima si facciano fallire i referendum. Infatti, poiché non recepisce le proposte referendarie non può essere neanche approvata. Bisognerebbe far svolgere i referendum, farli fallire cavalcando l'astensionismo e quindi procedere all'approvazione della bozza Bianco che intanto diventerà altro. C'è poi un'altra possibilità che vorrei non cominci a frullare nelle teste dei nostri "politicazzi": rinviare per decreto lo svolgimento del referendum, approvare la bozza Bianco o quel che sarà, indire le elezioni e poi far fallire i referendum o con l'astensione o con qualche acrobazia legislativa.
Sarebbe un disegno golpista e non mi sembrano ancora maturi i tempi per osare tanto.

Uccidiamo pure il mattarellum, ma non collochiamolo sull'altare sacrificale perché sarebbe materia per gli studiosi di antropologia umana: in quale altra civiltà si placa l'ira divina sacrificando un suino?

Il porcellum ha delle colpe, è una legge del cavolo, ma non dipende da essa l'ingovernabilità e l'instabilità.
Questo è un dato oggettivo. Chiunque affermi il contrario dice il falso.
A determinare l'instabilità e l'ingovernabilità è:
>la proliferazione dei partiti; fenomeno presente nel vecchio sistema proporzionale e acuitosi nella stagione del mattarellum;
>la pochezza di poteri che la Costituzione attribuisce al presidente del consiglio; la caduta del governo non determina, Costituzione alla mano, il venir meno della legittimità del Parlamento stesso e il Primo Ministro non ha il potere di scioglimento delle Camere;
>la mancanza di vincolo di mandato che caratterizza i nostri eletti; i cambi di casacca sono consentiti e questo può determinare e ha determinato storicamente la caduta di molti governi e il formarsi di nuove maggioranze;
>l'esistenza di corpi elettorali, metodi di assegnazione dei seggi e di calcolo dei resti differenti tra le due camere; tutti aspetti previsti dalla Costituzione, non dal porcellum;
>un bicameralismo definito perfetto, ma in realtà imperfetto perché creando una camera fotocopia dell'altra non facilita la funzione legislativa che spetta in via ordinaria al Parlamento e non all'Esecutivo.

La demonizzazione del porcellum è funzionale solo alle logiche di potere alle quali sono incatenate le due coalizioni che si contendono il Paese.
L'obiettivo è formare nell'opinione pubblica l'idea che le colpe sono solo di una parte politica in modo che il sistema di potere sia messo al riparo dal rischio di riforme reali.
E' il trionfo del berlusconismo, vestito di volta in volta dall'una o dall'altra coalizione; versione riveduta e corretta del celebre "meglio tirare a campare che tirare le cuoia".

Il Presidente della Repubblica, lecitamente, ha affidato a Marini il compito di cercare di formare un governo, trovare una maggioranza per varare una nuova legge elettorale: con i referendum incombenti, la strada è segnata quindi vedo poche possibilità di successo.
Ritengo si sia persa un'ottima occasione per impegnare a fondo i parlamentari nel tentativo di uscire da una situazione istituzionale divenuta insostenibile.
Ritengo che lo scioglimento del solo Senato sarebbe stata la strada più produttiva.

L'invito al dialogo che da più parti, anche dalla Presidenza della Repubblica, è stato a più riprese rivolto alle forze politiche si sarebbe potuto tradurre immediatamente in una campagna elettorale per l'elezione del Senato che avrebbe dovuto anticipare i temi del dialogo, da svilupparsi in Parlamento.
Si sarebbe creata una situazione nuova che, in forza di una concreta possibilità di differenti maggioranze tra le due camere, avrebbe potuto indurre tutti alla concretezza.
Per la prima volta gli elettori avrebbero avuto la possibilità di discernere i politici responsabili dai parolai.

Temo che l'incarico al presidente Marini non sarà risolutivo e non potrà portare alcun risultato apprezzabile: dopo il fallimento di questo tentativo rimarrebbero solo le elezioni anticipate e ciò è una ghiotta opportunità per chi sin d'ora vuole il "voto subito", nella convinzione di avere la vittoria in tasca. Perché costoro dovrebbero essere interessati alla buona riuscita di Marini?

Si profila una prossima campagna elettorale dai toni così prevedibili che potremmo votare risparmiandoci lo spettacolo deprimente di inutili giaculatorie. Andremmo ancora una volta allo scontro e ormai è chiaro che una coalizione non riesce a imprimere alcun reale cambiamento al Paese perché vissuta come "contro l'altra metà degli italiani".

Purtroppo, le decisioni del Presidente della Repubblica rischiano, involontariamente, di favorire un gioco politico strumentale.
Compensare il fallimento del centrosinistra, causato dallo sfilacciamento della maggioranza per le contraddizioni interne, con la responsabilità che sarà imputata al centrodestra per il fallimento dell'incarico a Marini.

Il mio pronostico è che Marini fallirà e avremo con ogni probabilità elezioni anticipate: il centrosinistra affermerà che siamo a questo punto per l'irresponsabilità scellerata del centrodestra; il centrodestra affermerà che siamo sull'orlo del baratro per il fallimento del centrosinistra che, senza avere un progetto politico condiviso e i numeri per governare, ha fatto perdere all'Italia due anni preziosi.

Un film già visto.
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