Le ultime buffonate di Evo Morales
Morales la butta sul patriotttismo adesso Veniamo alle carte in mano del 1 Presidente Indio della Boliva il Presidente Evo Morales. Quando quest'Indio che illitterato non è si volgeva alla folla nella campagna elettorale nel suo idioma originario il Quecha, il suo grido, Causachum coca wanuchum yanquis, faceva anche sorridere per la capacità dell'artista nella recita, patriottica assai, ma io gli avrei una domanda: « Pres.Morales, coca, cacao e yanquis a parte, ma chi aveva nella mani il rifornimento idrico della sua capitale La Paz e ad El Alto?» Il rifornimento idrico di La Paz e di El Alto, appartiene ad un consorzio privato, le Aguas de Illimani che è controllato dalla Suez, la quale inoltrò una causa per l'interruzione, del contratto di fornitura, voluta dalla Bolivia sotto la spinta di una richiesta di massa, ma avendo la Suez acquistato l'8% del consorzio, gode della protezione della World Bank e pertanto questa disputa giudiziaria, da cui potrebbe anche scaturire la guerra sudamericana per l'acqua, si terrà aIl' ICSID International Center for Settlement for Investiment Disput, una corte internazionale fondata dalla World Bank:questo adire legale di cui la Suez gode grossi vantaggi anche legali, non mi sembra un assioma giudiziario rassicurabile, intendo per il paese.
Morales non ha soddisfatto nemmeno gli Indios, poiché nel 20007 la marcia degli Indios di ben 608 km a piedi per rivendicare i propri diritti e per recuperare le terre perdute, fu la sfida di più di 800 indigeni appartenenti a ben 36 gruppi etnici della Bolivia Orientale, partiti da Santa Cruz de la Sierra con mèta Sucre, il centro amministrativo e politico, dove normalmente si riunisce l'Assemblea Costituente. Obiettivo ufficiale della manifestazione era la richiesta di autonomia e di rappresentanza al Congresso e di rispetto della terra su cui vivono da secoli. La manifestazione giunse in un momento molto critico per la Bolivia, che il 6 agosto 2007 avrebbe dovuto avere la nuova Costituzione, fiore all'occhiello insieme alla nazionalizzazione degli idrocarburi della nuova politica adottata dal presidente Evo Morales. E invece l'Assemblea Costituente dopo oltre dieci mesi di tormentati lavori sembrava essere giunta ad un punto di stallo per mancanza di accordo su molti punti. Tra le novità della Carta in discussione avrebbe dovuto esserci anche l'introduzione del diritto indigeno. Ma la nuova Bolivia degli Aymara e dei Quechua, degli Uru-Chpaya e degli Awà stenta ancora adesso nel 2008 a decollare. Anche per questo gli indigeni decisero di scendere in strada. Il sogno è finito. Il sognatore sogna nei sogni degli altri. Ma chi se ne importa delle buffonate che fa Morales con l'ambasciatore statunitense. Ma chi gli crede più!