Mercoledì 17 giugno 2026
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Università

Stefano · · 3 interventi
Gentile Aduc,
Sono un dottorando senza borsa in materie umanistiche, che con grandi sacrifici personali e della propria famiglia sta cercando di ottenere il tanto agognato titolo. La diatriba che coinvolge l'università in questo momento, francamente, mi fa un po' sorridere: io non diventerò mai un ricercatore, non potrò continuare la mia carriera scientifica forse per mancanza di capacità, ma forse anche per altro. Chi ignora che il sistema concorsuale attualmente premia soprattutto coloro che hanno un supporto, chiamiamolo così, esterno? Cooptazione la chiamano, che nel mio personale vocabolario è un sinonimo di raccomandazione. Solo costoro o principalmente costoro otterranno la possibilità di fare ricerca ricevendo un compenso; gli altri, coloro che per amore della disciplina intraprendono questa strada sono condannati a essere sbeffeggiati e a vivere in mezzo a una strada. Scusate il mio pessimismo, ma sono stanco dell'ipocrisia del mondo accademico, dove quando piove, piove sempre sul bagnato.
Mi spiego meglio: un dottorando in qualità di "studente", perché è così che viene spesso considerato, è tenuto a partecipare a conferenze e attività concorsuali. Chi otterrà i rimborsi secondo voi? Chi credete che venga pagato in occasione di trasferte e soggiorni all'estero? E cosa può ottenere un dottorando se non intraprende la strada universitaria? Ne ho avuto di recente un esempio pratico: chiedevo di fare uno stage in una biblioteca pubblica e mi hanno risposto negativamente: per loro la mia formazione era ininfluente, come era ininfluente il fatto che avessi acquisito da solo le competenze teoriche necessarie e che avessi pure alcuni mesi di esperienza in biblioteca. Non volevo sbeffeggiare il mestiere del bibliotecario, tutt'altro, volevo acquisire ulteriori competenze di carattere pratico ma nulla. Addirittura il funzionario, molto gentilmente per carità, mi indicava la possibilità di frequentare corsi di formazione: dunque avrei dovuto colmare delle presunte lacune teoriche, che il funzionario si è ben guardato dal verificare, pagando un corso di formazione e formandomi tramite un paio di fotocopie e stampe di slide di power point (che sono l'usuale corredo didattico di questi corsi)? Per cortesia.La domanda che mi pongo è questa: sono stato vittima di un zelante bibliotecario o l'aria che si respira è questa? Dunque o si è raccomandati e al dottorando si schiudono delle porte o si è destinati, nella migliore delle ipotesi, a fare altro?

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