I VALDESI IN POLITICA
dal sito della chiesa valdese www.chiesavaldese.org riprendo e propongo queste riflessioni legate all'elezione di Paolo Ferrero a segretario di Rifondazione.
NOTIZIE DAL MONDO EVANGELICO
I valdesi in politica
"In riferimento all'articolo di L. Sal., apparso sul Corriere del 28 luglio sull'appartenenza alla Chiesa valdese di Paolo Ferrero - al quale per altro ho inviato auguri di buon lavoro per il suo nuovo incarico - ribadisco che la nostra comunità crede fermamente in quel principio di laicità che distingue e separa la confessione di fede di ciascun credente dalle sue opzioni politiche. Nella nostra chiesa, pertanto, convivono credenti di diverso orientamento politico, in uno spirito di libertà, responsabilità e di laicità che costituisce un tratto qualificante della nostra tradizione spirituale e teologica. Un tratto che molti italiani, che liberamente destinano il loro otto per mille alle nostra chiesa, mostrano apprezzare e condividere".
Past. Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese
28 luglio 2008
Si riporta di seguito l'articolo cui si riferisce la dichiarazione di Maria Bonafede
Dall'ex ministro al rivale azzurro Lucio Malan
I valdesi n politica
ROMA - È la seconda volta che Paolo Ferrero viene eletto segretario. Ieri per Rifondazione, nel 1986 per la Fgei, la Federazione giovanile valdese. Sì, perché il successore di Giordano è credente anche se la sua è una fede particolare. Valdese, religione «laica» favorevole alla regolamentazione delle coppie di fatto e pure all'eutanasia. Cinquantamila fedeli in tutto il mondo, 30 mila in Italia guidati da una donna, sono protestanti, gli ultimi eredi di un movimento nato in Francia nel 1200 e che adesso fa il pieno con l'8 per mille. Concentrati in Piemonte, si tramandano la fede di generazione in generazione. Era valdese il regista Luigi Comencini e lo è sua figlia Cristina Stesso discorso per lo storico Giorgio Spini e suo figlio, il politico Valdo. Anche se di ispirazione liberale, in Italia sono considerati più vicini alla sinistra. Ma come in tutte le regole c'è un'eccezione, il senatore di Forza Italia Lucio Malan. che da valdese si congratula con «l'amico Ferrero» ma poi parte all'attacco: «Gran parte dei valdesi vota a sinistra ma a sinistra è il 100% della nomenklatura. Hanno attuato la dottrina gramsciana dell'occupazione del potere. E con l'elezione di Ferrero il cerchio si chiude».
L. Sal.
Abbiamo ricevuto dal sen. Lucio Malan la seguente precisazione:
Sono rammaricato su come il Corriere della Sera ha riportato le mie parole a proposito di Paolo Ferrero. Un colloquio di dieci minuti è stato malamente condensato in tre concetti:
- le congratulazioni al neo-segretario, che però io avevo unito all'apprezzamento per la sua onestà intellettuale, la sobrietà e la coerenza;
- non ho in nessun modo collegato l'azione politica di Ferrero alla Chiesa Valdese come tale (le parole "con la sua elezione il cerchio si chiude" sono inventate dal giornalista nella forma e nella sostanza);
- il mio commento sull'egemonia di sinistra nella Chiesa era la mia risposta (a colloquio concluso, credevo) alla domanda del giornalista: "come mai secondo lei tutti i valdesi sono di sinistra ?"
Si sa che non rifuggo dalla polemica, ma questa volta è stato il giornalista a fabbricarla.
A Paolo ho inviato un messaggio personale di cui riporto il finale: poiché condividiamo la stessa fede, sia pure vivendola in modi diversi, ti manifesto la mia fraterna solidarietà per il tuo sforzo di tradurla in azione politica: che Dio ti aiuti e illumini il tuo cammino.
Condivido infine le parole della Moderatora, che ringrazio per aver ricordato il "principio che distingue e separa la confessione di fede di ciascun credente dalle sue opzioni politiche". Il Signore ci aiuti a renderlo manifesto nei nostri atti e parole, anche di fronte a interpretazioni malevole.
Con un saluto fraterno
Lucio Malan
NOTIZIE DAL MONDO EVANGELICO
I valdesi in politica
"In riferimento all'articolo di L. Sal., apparso sul Corriere del 28 luglio sull'appartenenza alla Chiesa valdese di Paolo Ferrero - al quale per altro ho inviato auguri di buon lavoro per il suo nuovo incarico - ribadisco che la nostra comunità crede fermamente in quel principio di laicità che distingue e separa la confessione di fede di ciascun credente dalle sue opzioni politiche. Nella nostra chiesa, pertanto, convivono credenti di diverso orientamento politico, in uno spirito di libertà, responsabilità e di laicità che costituisce un tratto qualificante della nostra tradizione spirituale e teologica. Un tratto che molti italiani, che liberamente destinano il loro otto per mille alle nostra chiesa, mostrano apprezzare e condividere".
Past. Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese
28 luglio 2008
Si riporta di seguito l'articolo cui si riferisce la dichiarazione di Maria Bonafede
Dall'ex ministro al rivale azzurro Lucio Malan
I valdesi n politica
ROMA - È la seconda volta che Paolo Ferrero viene eletto segretario. Ieri per Rifondazione, nel 1986 per la Fgei, la Federazione giovanile valdese. Sì, perché il successore di Giordano è credente anche se la sua è una fede particolare. Valdese, religione «laica» favorevole alla regolamentazione delle coppie di fatto e pure all'eutanasia. Cinquantamila fedeli in tutto il mondo, 30 mila in Italia guidati da una donna, sono protestanti, gli ultimi eredi di un movimento nato in Francia nel 1200 e che adesso fa il pieno con l'8 per mille. Concentrati in Piemonte, si tramandano la fede di generazione in generazione. Era valdese il regista Luigi Comencini e lo è sua figlia Cristina Stesso discorso per lo storico Giorgio Spini e suo figlio, il politico Valdo. Anche se di ispirazione liberale, in Italia sono considerati più vicini alla sinistra. Ma come in tutte le regole c'è un'eccezione, il senatore di Forza Italia Lucio Malan. che da valdese si congratula con «l'amico Ferrero» ma poi parte all'attacco: «Gran parte dei valdesi vota a sinistra ma a sinistra è il 100% della nomenklatura. Hanno attuato la dottrina gramsciana dell'occupazione del potere. E con l'elezione di Ferrero il cerchio si chiude».
L. Sal.
Abbiamo ricevuto dal sen. Lucio Malan la seguente precisazione:
Sono rammaricato su come il Corriere della Sera ha riportato le mie parole a proposito di Paolo Ferrero. Un colloquio di dieci minuti è stato malamente condensato in tre concetti:
- le congratulazioni al neo-segretario, che però io avevo unito all'apprezzamento per la sua onestà intellettuale, la sobrietà e la coerenza;
- non ho in nessun modo collegato l'azione politica di Ferrero alla Chiesa Valdese come tale (le parole "con la sua elezione il cerchio si chiude" sono inventate dal giornalista nella forma e nella sostanza);
- il mio commento sull'egemonia di sinistra nella Chiesa era la mia risposta (a colloquio concluso, credevo) alla domanda del giornalista: "come mai secondo lei tutti i valdesi sono di sinistra ?"
Si sa che non rifuggo dalla polemica, ma questa volta è stato il giornalista a fabbricarla.
A Paolo ho inviato un messaggio personale di cui riporto il finale: poiché condividiamo la stessa fede, sia pure vivendola in modi diversi, ti manifesto la mia fraterna solidarietà per il tuo sforzo di tradurla in azione politica: che Dio ti aiuti e illumini il tuo cammino.
Condivido infine le parole della Moderatora, che ringrazio per aver ricordato il "principio che distingue e separa la confessione di fede di ciascun credente dalle sue opzioni politiche". Il Signore ci aiuti a renderlo manifesto nei nostri atti e parole, anche di fronte a interpretazioni malevole.
Con un saluto fraterno
Lucio Malan