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il verbo di fulvio
di lucillafiaccola1796
16 gennaio 2011 20:36
 
16 01 2011 Da Mondocane Fulvio Grimaldi In Libano, dopo l'attentato di destabilizzazione e criminalizzazione delle sinistre a Hariri nel 2004, dalle chiare impronte Mossad come da prove esibite da Hezbollah, un giudice Nato tedesco aveva cercato di incastrare la Siria. Tanto grossolano era il tentativo che è fallito sul nascere e di fronte alle confessioni in tv di testimoni subornati dal gaglioffo in toga. Si è dunque alzata l'asticella giuridica e ci si è inventati il solito tribunale Onu in divisa Nato. E, di colpo, grazie alle debite pressioni dell'angelo Hillary Clinton (così il manifesto) e dell'ultrà sionista Sarkozy, l'imputato è diventato Hezbollah. Che in vita sua mai aveva compiuto attentati che non fossero i sacrosanti razzi sugli israeliani, macellai di Sabra e Shatila e del Sud Libano, a fronte di uno Stato sionista che, dalla nascita, si regge sugli assassinii mirati, sulle stragi di massa, e sul terrorismo bombarolo ovunque. Basta pensare ai tribunali ONU su Ruanda e Jugoslavia per afferrare a quali abissi di infamia e servilismo si sia ridotto il diritto internazionale. Non per nulla questi tribunali sono di solito presieduti da personaggi come Antonio Cassese. Ora questo tribunale fa volare balons d'essay che ventilano la paternità di Hezbollah e, accreditati da Hariri figlio, manutengolo saudita, hanno provocato la caduta di un governo condizionato in senso patriottico dalla Resistenza, il caos, il probabile scatenamento di tumulti e massacri e l'urgente bisogno che Israele, o gli Usa, o la "Comunità Internazionale", intervengano per salvare la pace e ristabilire l'ordine. Nel Sudan della secessione, dopo aver alimentato e armato per mezzo secolo la rivolta di tribù animiste o rintronate dal cristianesimo, comboniani in testa (vero Zanotelli?), per disgregare un Sudan riottoso alla sudditanza, Israele, Vaticano, Usa e Germania, innescato anche il Darfur, si stanno avventando sulle ricchezze minerarie e idriche della martoriata nazione, da decenni sotto sanzioni peggio di Cuba. Ricchezze di cui gli illusi dell'"autodeterminazione" non vedranno neanche una goccia. In più, l'associazione a delinquere internazionale agli ordini dei nazisionisti, chiamata "comunità internazionale", si assicura una posizione strategica che, già garantiti i servizi dei clienti Uganda, Ruanda, Burundi, Etiopia, la pone in condizione di rinnovare, stavolta in chiave stragista, i fasti del colonialismo africano dell'800-900, dal Congo in sù e in giù. Quello contro il quale l'Africa aveva versato fiumi di sangue, riscattando una storia terrificante di spoliazione e schiavismo. Peccato che il sorridente Nelson Mandela, uomo del riscatto dall'apartheid (prima di razza, ora di classe) non abbia nessuna edificante dichiarazione da rilasciare in merito allo stupro del suo continente da parte di gente che l'aveva tenuto in carcere per vent'anni. E anche lì ha fatto la sua parte il solito tribunale dell'Aja quando ha incriminato Omar El Bashir, presidente sudanese, imperdonabile amico dell'Iraq d'un tempo, per genocidio in Darfur. In quel Darfur dove una contesa per l'acqua tra pastori e contadini era stata sfruttata (al pari di quella tra sciti e sunniti, copti e musulmani, tutsi e hutu...) dalla comunità internazionale, con le solite ricche ricadute sui mercenari umanitaristi delle ONG, per armare e scatenare una guerra civile "tra bande assassine arabe agli ordini di Khartum e poveri africani inermi", con le consuete cifre di vittime tanto iperboliche quanto false. Ricordiamoci dei 400mila curdi trucidati da Saddam, mentre tutta la popolazione curda è ancora lì, a parte qualche centinaio caduto nella rivolta secessionista voluta da Bush senior, da Clinton e dagli israeliani. E anche "l'autodeterminazione" del Darfur è all'ordine del giorno delle democrazie occidentali. Hai visto mai che un Sudan unito e libero continui a trafficare con la Cina vendendogli petrolio e importando infrastrutture sfuggite a Impregilo o Halliburton. “Una Truffa Che Lavora Per Il Nemico" Dunque Wikileaks, così caro ai crociati della libertà d'informazione, l'aveva detto! Prima ancora che se ne accorgessero quei posapiano di Tunisi. Il messaggio "rivelato" dell'ambasciatore Usa aveva già scoperto che Ben Ali era un gaglioffo rubacchione e corrotto. Mica se ne erano accorti, in 23 anni di stato di polizia e satrapismo spinto, i morti di fame del paese. E così, ne deducono i crociati, Wikileaks sta rivoluzionariamente al fianco dei rivoltosi. E se invece quell' agenzia della Cia, diretta dal martire con le mesh, avesse voluto, per conto dei suoi mandanti, istigare una rivolta contro il vassallo decaduto e divenuto controproducente, per liberarsene e sostituirlo, nel nome di pacificazione e unità nazionale, col vassallo nuovo, travestito da vindice delle rivendicazioni popolari, però in salsa moderata, degna della "comunità internazionale"? Complottismo? Dietrologia paranoica, come direbbe il "manifesto" e come ha detto rispetto ai dubitatori della manifesta bufala dell'11 settembre? Assange negli anni '90 collaborava con la Nasa e i Laboratori del Centro Militare Fort Alamo. Nel Consiglio di Consulenza di Wikileaks ci sono, o c'erano: Philip Adams, dirigente dell'Ufficio Media del governo australiano, collaboratore dei giornali sionisti "The Times" e "Financial Times" e della catena tv del sionista Murdoch, dirigente del Centro per la Mente di Sidney insieme al criminale di guerra Tony Blair; Michael Spence, membro dell'ente di estrema destra USA incaricato della destabilizzazione dei paesi disobbedienti, Council for Foreign Relations, dove era socio del figlio di Murdoch; Steven Aftergood, esperto di segretezza per il governo USA; Ben Laurie, direttore di Open Rights Group, finanziato da Open Society, la vetrina accademica dello speculatore internazionale e finanziatore di "rivoluzioni colorate", il sionista George Soros. Arricchisce di garanzie imperiali questo Consiglio dei Consulenti di Wikileaks una muta di dissidenti cinesi e tibetani: Tashi Namgyai Khamsitsang, già presidente della Washington Tibet Association, vetrina Cia; Wang Youcai, fondatore del Partito Democratico Cinese, sempre vetrina Cia; Xiao Qiang, dirigente del Movimento Mondiale per la Democrazia, vetrina Cia, collaboratore (come la Politovskaja) delle radio Cia Free Europe/Liberty e ampiamente foraggiato dalla NED (National Endowment for Democracy) che affianca Soros nella destabilizzazione violenta di governi sgraditi a USraele; Wang Dan, editore negli Usa del giornale Bejing Spring (Primavera di Pechino), pure messo in piedi dalla NED. Oggi gran parte di questi nominativi e le loro ascendenze sono stati eliminati dai documenti Wikileaks. Per molto altro, sapendo l’inglese, vedi : www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=22437 . L'ottimo e strabico Travaglio, pur accennando a qualche eccesso di troppo, insiste: "Israele, vera democrazia", perchè manda sotto processo i corrotti e stupratori di ragazze al vertice dello Stato. Neanche un riflesso condizionato della sua perspicacia per lo stupro sessantennale dei nazisionisti al popolo titolare della terra rubatagli in nome di "Gott mit uns". E allora segnaliamo alla sua provata capacità investigativa applicata ai farabutti di regime qualche grano della giaculatoria democratica recitata dal popolo eletto. Il più autorevole bollettino dei rabbini israeliani, Ma'yanei Ha'yeshua ("Fonti della Salvezza"), invita ad allestire "campi della morte" per coloro che danno noia a Israele. Costoro sono paragonati agli Amalechiti, tribù che al tempo del fantasioso esodo dall'Egitto aveva infastidito gli ebrei. Si ripete il modulo del collaborazionismo nazi-ebrei collaudato a suo tempo tra Himmler e il Bund ebraico. Il ritmo degli assassinii di contadini di Gaza e di gassati o fucilati da Gestapo e coloni in Cisgiordania, è di uno al giorno. Ancora largamente sotto quello messicano, gestito anche da specialisti israeliani, di 20 al giorno, ma ci arriveremo. Per aver risposto alle torture israeliane con lo sciopero della fame, modello della nonviolenza tanto cara ai necrofagi della civiltà superiore, la Gestapo israeliana ha chiuso in isolamento totale gli ennesimi prigionieri palestinesi: Ahmed Sa'adat, segretario del FPLP, e Jamal Abu Al-Haija, capo di Hamas nella Palestina occupata. Com’è che Amnesty, tanto pronta su Cuba, Tibet o Myanmar, non se ne occupa? Saddam non ha mai gassato nessuno, come dimostra la stessa Cia (New York Times 31/1/2003). In compenso i nazisionisti hanno ripreso alla grande la guerra chimica pratica dalla Civiltà superiore, Italia in Libia e Etiopia, Austria e Italia nella Grande Guerra, Churchill in Iraq, Usa in Vietnam... Ieri un candelotto ha quasi decapitato un palestinese a Nilin. Poco male, Cossiga me ne aveva fatto lanciare uno sul ginocchio, che da allora funziona alla giacomo-giacomo. Ma cammino. Ma questi non solo sparano candelotti di ferro ad altezza d'uomo. Li riempiono di gas CS e li sparano in bocca, uccidendo (ultima Jawaher a Bil'in), o nei cortili di scuole e case. E il gas CS me l'hanno somministrato pure a me a Ramallah e sono stato male per giorni e chissà che, se facessi un figlio, non verrebbe stortignaccolo di mente e corpo. Già perchè quel gas, prodotto negli Usa, non è un semplice lacrimogeno. E' un veleno proibito dalla Convenzione di Ginevra che impedisce la respirazione, fa morire di asfissia, provoca spasmi spaventosi allo stomaco, danneggia permanentemente polmoni e intestini, attacca il sistema endocrino e riproduttivo. Insomma, come fa la Gelmini e come si propongono coloro che gestiscono la denutrizione (chiamata AIDS) tra le plebi inutili del Sud del Mondo, mira non solo a eliminare dalla scena manifestanti, ma anche a comprometterne per sempre la progenie. Come l'uranio, il napalm, il fosforo, i gas serra e i farmaci diffusi a piene mani là dove occorre sfoltire l'umanità che non consuma, non produce e magari protesta. E non vogliamo noi stare all'altezza delle migliori tecnologie? Il CS di Israele lo usano anche da noi. Dal G8 di Genova in qua. Come tutte le guide della Superiore Civiltà, Israele ruba e rapina a mano armata. Dal Libano da squartare, all'Egitto da far saltare, a Gaza da sopprimere, davanti alle coste si estende un giacimento di idrocarburi da 3.500 miliardi di metri cubi di gas e da 1, 7 miliardi di barili di petrolio. Le parti più cospicue stanno davanti a Gaza, Libano e anche Cipro. E' una fonte di energia che potrebbe fare la fortuna del disastrato Libano e di Gaza agonizzante per fame e sete. E' roba delle loro acque territoriali ai termini del diritto internazionale. Ma se i pescatori di Gaza devono smetterla di pretendere di nutrire sè e gli altri pescando oltre la bagnarola di acciughe delle tre miglia, sennò li mitragliano, così sarebbe il colmo se questi arabi, "scimmie, cani, bastardi" sulle mura di Israele e nelle parole di Ben Gurion e del Talmud, potessero avvantaggiarsi di qualcosa che è loro. Jahve non lo consente, come non consente che fra mezzo secolo, ci siano ancora bastardi arabi tra Nilo ed Eufrate. Tutto il gas e il petrolio sono nostri, hanno sentenziato Pinochet-Netaniahu e Himmler-Liberman. Ma anche Olmert e madama Livni, che lo sterminio di "Piombo fuso" lo fecero apposta, Abu Mazen plaudendo (se permettete, nel 2009 in italiano lo raccontai solo io. Il manifesto c'è arrivato ora). E chi si avvicina a quel dono di dio al suo popolo, muore. Con le armi che il subordinato Usa gli fornisce al ritmo dei 3 miliardi e passa l'anno. Ma chi se ne fotte dei "Protocolli dei Savi di Sion", balla o non balla. Stanno ai nazisionisti di oggi come un gabbiano sui rifiuti sta a un avvoltoio su una gregge di pecore. L'ultima invettiva di Grillo è contro coloro che se la prendono con il mercenariato sessuale femminile del guitto mannaro, piuttosto che occuparsi delle sue malefatte "vere". Per Grillo ci vorrebbe a volte il martello di Pinocchio. Se un mafioso dinamitardo e stragista non può, per ora, essere beccato su mafia e bombe, ben venga che lo si becchi sul modello morale che offre ai nostri giovani. Eppoi, far passare una ragazza prostituita da minorenne per nipote di Mubarak e come Marchionne che fa passare per sindacati degli sciacalli che rosicchiano le ossa finite sotto il suo tavolo. O no?
 
 
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