Verità, bugie, promesse
Ci sono un po' di questioni che mi piacerebbe riprendere, in parte perché di attualità ed in parte perché dimenticate:
1) Padoa Schioppa ha in questi giorni dichiarato che la stasi dell'economia italiana è in atto da 10-12 anni.. brutto colpo per chi voleva dare la colpa a Berlusconi! Ma Padoa Schioppa è "solo" un tecnico e non un politico, forse verrà chiamato a ritrattare le sue dichiarazioni. Comunque in fondo ha detto una cosa che coloro che sono intellettualmente onesti già sapevano: la situazione attuale dell'Italia ha radici molto lontane: lo sperpero degli anni 80 con democristiani, socialisti ed il compromesso storico con i comunisti che hanno fatto esplodere la spesa pubblica.
2) Il Ministro Damiano ha dichiarato che il governo non intende alzare l'età pensionabile ma anzi ridurla, individuando però disincentivi per chi lascia prima il lavoro (per la serie.. tu puoi andare pure in pensione, ma io te ne pago molto meno.. forse era meglio lasciare le cose come stavano). Inoltre ha dichiarato che sarebbe il caso di aumentare i contributi per i parasubordinati e gli apprendisti. Se da un lato c'è da apprezzare l'attenzione per classi di lavoratori che si troveranno pensioni da fame per via di contribuzioni bassissime (e poi diciamolo, è solo un vantaggio per l'impresa), dall'altro lato c'è sempre questo obbligo di versamento all'Inps che è davvero asfissiante. Ma d'altronde se non si fa così l'Inps dichiara bancarotta.
Sta di fatto che quest'anno c'è stato un boom delle pensioni di anzianità (a causa delle nuove annunciate riforme?) e la spesa pensionistica salirà di 3,8 miliardi di euro!!! Andando avanti così i contributi versati non basteranno più a pagare le pensioni. Le riforme servono, ma perché non è stato detto in campagna elettorale?
3) Il cuneo fiscale: ora Prodi dice che non verrà tagliato da subito ("si scala una montagna un po' alla volta", con una curiosa metafora da buon ciclista), peccato che lo stesso Prodi aveva detto e ribadito (anche su raduno nel confronto con l'innominabile S.B.) che 5 punti di cuneo fiscale sarebbero stati tagliati da subito! Forse fa un po' marcia indietro perché si era dimenticato che questo taglio (il cui beneficio non si sa ancora bene a chi andrà, ma pare in buona parte nelle tasche degli imprenditori) va finanziato in qualche modo? E chi se ne accollerà il costo?
4) Tagli alla spesa sociale: la sinistra radicale aveva improntato la propria campagna elettorale sulla questione della redistribuzione del reddito, sull'equità fiscale e sul non toccare il welfare (e voglio tralasciare la questione delle missioni militari all'estero). Purtroppo i bilanci non si fanno con i sogni, e bisogna fare quadrare i conti. Così sarà ancora necessario intervenire sulla spesa pubblica. D'altronde non ci vuole un genio: per rimettere a posto i conti aumento le entrate o taglio le spese, ed i capitoli più importanti sono sempre gli stessi: pensioni, sanità, enti locali, dipendenti pubblici. Per aumentare le entrate la sola lotta all'evasione non basta, soprattutto nel breve termine... sperando che non vadano ancora a toccare i risparmi!
5) Riforme: Napolitano ne ha parlato in questi giorni, forse non se lo aspettavano al governo. Durante la campagna elettorale per il No al referendum i politici soprattutto del centrosinistra avevano promesso dialogo e riforme dopo il voto (persino di voler portare i parlamentari a 400!!). Invece non c'è stato niente di tutto questo, una volta al potere chi se ne frega di fare le riforme? Ecco che chi era stato ingannato ed aveva votato No per avere comunque delle riforme respingendo quella di parte proposta dal centrodestra è stato tradito. Invece come avevano detto i comitati del Si, votare No significava semplicemente non riformare un bel niente. I fatti lo stanno dimostrando, ed è un'occasione persa.
6) Liberalizzazioni: la grave colpa della destra è stata quella di non farne durante il proprio mandato elettorale. La sinistra si è fatta più furba e le ha nominate.. ma non le sta facendo! Infatti anche il decreto Bersani di fatto non liberalizza niente; farmacie, notai, tassisti.. sono tutte professioni ancora chiuse e senza libero mercato, cioè senza concorrenza. In compenso le tariffe dei taxi sono aumentate, i centri commerciali possono vendere qualche farmaco (i farmaci da banco rappresentano circa il 10% della spesa farmaceutica, con un potenziale risparmio di qualche unità di euro all'anno per una famiglia), e chi compra un'auto usata risparmia 20 euro. Non sono queste le spese per le famiglie, bisogna incidere sui reali monopoli (energia, combustibili, telefonia)
7) Prezzo della benzina: dopo anni di polemiche verso il centrodestra che non faceva nulla per calmierare il prezzo (a parte l'inutile "moral suasion" con le compagnie petrolifere), da quando c'è al governo il centrosinistra... non è cambiato niente!!! Infatti abbiamo ancora la benzina tra le più care d'Europa con la solita strana inerzia del prezzo che sale quando il prezzo del barile sale e non scende quando avviene il contrario. Non sarà il caso di passare dalle parole ai fatti? Se si poteva davvero intervenire così facilmente come ci facevano credere quando erano all'opposizione, perché non l'hanno ancora fatto?
8) Le associazioni consumatori (non faccio nomi... ad esempio adusbef) che hanno appoggiato in maniera appassionata il centrosinistra, si stanno rendendo conto dell'errore commesso? Un'associazione che vuole rappresentare i consumatori e che gode anche di uno status particolare ha sicuramente il diritto di far sentire la propria voce e le proprie proposte, ma astenersi dai giochi politici sarebbe una bella mossa di buon senso, anche perché così si evitano ripensamenti e pentimenti. E soprattutto etichette di parte che vanno a minarne la credibilità.
1) Padoa Schioppa ha in questi giorni dichiarato che la stasi dell'economia italiana è in atto da 10-12 anni.. brutto colpo per chi voleva dare la colpa a Berlusconi! Ma Padoa Schioppa è "solo" un tecnico e non un politico, forse verrà chiamato a ritrattare le sue dichiarazioni. Comunque in fondo ha detto una cosa che coloro che sono intellettualmente onesti già sapevano: la situazione attuale dell'Italia ha radici molto lontane: lo sperpero degli anni 80 con democristiani, socialisti ed il compromesso storico con i comunisti che hanno fatto esplodere la spesa pubblica.
2) Il Ministro Damiano ha dichiarato che il governo non intende alzare l'età pensionabile ma anzi ridurla, individuando però disincentivi per chi lascia prima il lavoro (per la serie.. tu puoi andare pure in pensione, ma io te ne pago molto meno.. forse era meglio lasciare le cose come stavano). Inoltre ha dichiarato che sarebbe il caso di aumentare i contributi per i parasubordinati e gli apprendisti. Se da un lato c'è da apprezzare l'attenzione per classi di lavoratori che si troveranno pensioni da fame per via di contribuzioni bassissime (e poi diciamolo, è solo un vantaggio per l'impresa), dall'altro lato c'è sempre questo obbligo di versamento all'Inps che è davvero asfissiante. Ma d'altronde se non si fa così l'Inps dichiara bancarotta.
Sta di fatto che quest'anno c'è stato un boom delle pensioni di anzianità (a causa delle nuove annunciate riforme?) e la spesa pensionistica salirà di 3,8 miliardi di euro!!! Andando avanti così i contributi versati non basteranno più a pagare le pensioni. Le riforme servono, ma perché non è stato detto in campagna elettorale?
3) Il cuneo fiscale: ora Prodi dice che non verrà tagliato da subito ("si scala una montagna un po' alla volta", con una curiosa metafora da buon ciclista), peccato che lo stesso Prodi aveva detto e ribadito (anche su raduno nel confronto con l'innominabile S.B.) che 5 punti di cuneo fiscale sarebbero stati tagliati da subito! Forse fa un po' marcia indietro perché si era dimenticato che questo taglio (il cui beneficio non si sa ancora bene a chi andrà, ma pare in buona parte nelle tasche degli imprenditori) va finanziato in qualche modo? E chi se ne accollerà il costo?
4) Tagli alla spesa sociale: la sinistra radicale aveva improntato la propria campagna elettorale sulla questione della redistribuzione del reddito, sull'equità fiscale e sul non toccare il welfare (e voglio tralasciare la questione delle missioni militari all'estero). Purtroppo i bilanci non si fanno con i sogni, e bisogna fare quadrare i conti. Così sarà ancora necessario intervenire sulla spesa pubblica. D'altronde non ci vuole un genio: per rimettere a posto i conti aumento le entrate o taglio le spese, ed i capitoli più importanti sono sempre gli stessi: pensioni, sanità, enti locali, dipendenti pubblici. Per aumentare le entrate la sola lotta all'evasione non basta, soprattutto nel breve termine... sperando che non vadano ancora a toccare i risparmi!
5) Riforme: Napolitano ne ha parlato in questi giorni, forse non se lo aspettavano al governo. Durante la campagna elettorale per il No al referendum i politici soprattutto del centrosinistra avevano promesso dialogo e riforme dopo il voto (persino di voler portare i parlamentari a 400!!). Invece non c'è stato niente di tutto questo, una volta al potere chi se ne frega di fare le riforme? Ecco che chi era stato ingannato ed aveva votato No per avere comunque delle riforme respingendo quella di parte proposta dal centrodestra è stato tradito. Invece come avevano detto i comitati del Si, votare No significava semplicemente non riformare un bel niente. I fatti lo stanno dimostrando, ed è un'occasione persa.
6) Liberalizzazioni: la grave colpa della destra è stata quella di non farne durante il proprio mandato elettorale. La sinistra si è fatta più furba e le ha nominate.. ma non le sta facendo! Infatti anche il decreto Bersani di fatto non liberalizza niente; farmacie, notai, tassisti.. sono tutte professioni ancora chiuse e senza libero mercato, cioè senza concorrenza. In compenso le tariffe dei taxi sono aumentate, i centri commerciali possono vendere qualche farmaco (i farmaci da banco rappresentano circa il 10% della spesa farmaceutica, con un potenziale risparmio di qualche unità di euro all'anno per una famiglia), e chi compra un'auto usata risparmia 20 euro. Non sono queste le spese per le famiglie, bisogna incidere sui reali monopoli (energia, combustibili, telefonia)
7) Prezzo della benzina: dopo anni di polemiche verso il centrodestra che non faceva nulla per calmierare il prezzo (a parte l'inutile "moral suasion" con le compagnie petrolifere), da quando c'è al governo il centrosinistra... non è cambiato niente!!! Infatti abbiamo ancora la benzina tra le più care d'Europa con la solita strana inerzia del prezzo che sale quando il prezzo del barile sale e non scende quando avviene il contrario. Non sarà il caso di passare dalle parole ai fatti? Se si poteva davvero intervenire così facilmente come ci facevano credere quando erano all'opposizione, perché non l'hanno ancora fatto?
8) Le associazioni consumatori (non faccio nomi... ad esempio adusbef) che hanno appoggiato in maniera appassionata il centrosinistra, si stanno rendendo conto dell'errore commesso? Un'associazione che vuole rappresentare i consumatori e che gode anche di uno status particolare ha sicuramente il diritto di far sentire la propria voce e le proprie proposte, ma astenersi dai giochi politici sarebbe una bella mossa di buon senso, anche perché così si evitano ripensamenti e pentimenti. E soprattutto etichette di parte che vanno a minarne la credibilità.