VITE PARALLELE
VITE PARALLELE : GIULIO CESARE E SILVIO BERLUSCONI.
La nuova aggressione che subisce Silvio Berlusconi, mi fa venire in mente l'ostinazione con la quale i "boni", gli ottimati, cercarono, coinvolgendo anche Gneo Pompeo Magno, di liquidare un trionfante Caio Giulio Cesare, ponendogli ogni sorta di ostacolo a diventare console per la seconda volta ... con il risultato che tutti conosciamo.
E le varie leggi che il Senato Romano approvava per:
- impedire la candidatura in absentia
- imporre quindi la presentazione di persona a Roma, con conseguente decadenza dall'imperium
- imporgli la rinuncia alle sue legioni
sono incredibilmente simili ai tentativi messi in cantiere dalla sinistra contro il Premier (quello vero, temporaneamente non in carica) Silvio Berlusconi, per impedirgli di ritornare là, dove merita di stare, per sue capacità e nostro interesse: Palazzo Chigi.
Conflitto di interessi
Modifica della Riforma Gasparri sulle Telecomunicazioni.
Tutti provvedimenti ad personam, finalizzati ad eliminare Silvio Berlusconi dalla scena politica, esattamente come i "boni" volevano eliminare Giulio Cesare.
E come gli ottimati erano intenzionati a perseguire Cesare giudizialmente imputandogli ogni nefandezza, così in Italia, ormai da 13 anni, si aprono (inutilmente) filoni di indagini contro Berlusconi.
Ma il paragone non finisce qui.
Cesare ha conquistato un impero, domando la Gallia, prima ancora la Spagna.
Berlusconi ha conquistato un impero finanziario, rischiando nello sfidare il monopolio Rai e vincendo.
Cesare ha passato lunghi anni, prima della impresa gallica, pieno di debiti.
Berlusconi, stando alle male lingue, prima di sfondare era ugualmente indebitato.
Cesare provava un grandissimo affetto per la madre Aurelia.
Berlusconi ne prova altrettanto per la madre Rosa.
Cesare soffriva la sua calvizie, che mascherava nelle occasioni pubbliche con il serto d'alloro della sua carica.
Berlusconi soffriva la sua calvizie che ha combattuto con un trapianto pienamente riuscito.
Berlusconi come Cesare.
Vite parallele.
La Storia ci insegna come finì la guerra tra Cesare e i meschini quaquaraqua degli ottimati.
E se qualche spiritoso cercherà di ricordare come morì Cesare, la risposta è facile: Cesare lasciò una impronta indelebile a Roma e nella Storia e dopo di lui Roma non era più la stessa, ma quell'Impero che durò altri 5 secoli.
Aspettiamo solo che Berlusconi decida di varcare il Rubicone, con le sue legioni ...
La nuova aggressione che subisce Silvio Berlusconi, mi fa venire in mente l'ostinazione con la quale i "boni", gli ottimati, cercarono, coinvolgendo anche Gneo Pompeo Magno, di liquidare un trionfante Caio Giulio Cesare, ponendogli ogni sorta di ostacolo a diventare console per la seconda volta ... con il risultato che tutti conosciamo.
E le varie leggi che il Senato Romano approvava per:
- impedire la candidatura in absentia
- imporre quindi la presentazione di persona a Roma, con conseguente decadenza dall'imperium
- imporgli la rinuncia alle sue legioni
sono incredibilmente simili ai tentativi messi in cantiere dalla sinistra contro il Premier (quello vero, temporaneamente non in carica) Silvio Berlusconi, per impedirgli di ritornare là, dove merita di stare, per sue capacità e nostro interesse: Palazzo Chigi.
Conflitto di interessi
Modifica della Riforma Gasparri sulle Telecomunicazioni.
Tutti provvedimenti ad personam, finalizzati ad eliminare Silvio Berlusconi dalla scena politica, esattamente come i "boni" volevano eliminare Giulio Cesare.
E come gli ottimati erano intenzionati a perseguire Cesare giudizialmente imputandogli ogni nefandezza, così in Italia, ormai da 13 anni, si aprono (inutilmente) filoni di indagini contro Berlusconi.
Ma il paragone non finisce qui.
Cesare ha conquistato un impero, domando la Gallia, prima ancora la Spagna.
Berlusconi ha conquistato un impero finanziario, rischiando nello sfidare il monopolio Rai e vincendo.
Cesare ha passato lunghi anni, prima della impresa gallica, pieno di debiti.
Berlusconi, stando alle male lingue, prima di sfondare era ugualmente indebitato.
Cesare provava un grandissimo affetto per la madre Aurelia.
Berlusconi ne prova altrettanto per la madre Rosa.
Cesare soffriva la sua calvizie, che mascherava nelle occasioni pubbliche con il serto d'alloro della sua carica.
Berlusconi soffriva la sua calvizie che ha combattuto con un trapianto pienamente riuscito.
Berlusconi come Cesare.
Vite parallele.
La Storia ci insegna come finì la guerra tra Cesare e i meschini quaquaraqua degli ottimati.
E se qualche spiritoso cercherà di ricordare come morì Cesare, la risposta è facile: Cesare lasciò una impronta indelebile a Roma e nella Storia e dopo di lui Roma non era più la stessa, ma quell'Impero che durò altri 5 secoli.
Aspettiamo solo che Berlusconi decida di varcare il Rubicone, con le sue legioni ...