Wall Street Institute, come ti chiedo i soldi dopo che hai già pagato, rimettendo l'iva che mi avevi detto non dovuta.
La mia ragazza a settembre 2005 si è iscritta ad un corso di inglese della Wall Street Institute, alla succursale di Roma di via
Silvio D'Amico. A parte il fatto, che come ho già letto in molte lettere già pubblicate, anche a lei fra i fogli da firmare le
hanno piazzato sotto i moduli per un finanziamento di cui nessuno le aveva parlato, ma questo purtroppo è stata una sua ingenuità
e non si può fare nulla.
Lei ha acquistato un corso di 20 mesi per circa 2500 euro.
Pochi giorno dopo il contratto riceve la fattura e notiamo che manca l'iva. Vediamo che è presente una esenzione, che però non ci
convince. Facciamo alcune ricerche e notiamo che quell'esenzione non è applicabile ad un corso di inglese. Come ulteriore conferma
telefono all'agenzia delle entrate e mi confermano che per i corsi di inglese l'iva è dovuta.
Quindi mi convinco sempre di più che sia un tentativo di fare concorrenza sleale ai concorrenti, eludendo il pagamento dell'iva.
Facciamo presente la cosa al consulente con cui è stato stipulato il contratto, che ci ha dato quasi dei pazzi, che era tutto
regolare, che lui è laureato in legge, e che se hanno fatto una cosa del genere è tutto regolare.
Pochi giorni fa riceviamo la seguente lettera
"Sulla base di una recente interpretazione data dall'Agenzia delle Entrate di Milano relativamente al trattamento IVA applicabile
ai corsi di lingua così come disciplinati dalla Circolare Ministeriale n.342 del 03/08/1998, applicativa dell'art.352 Dlgs
16/04/1994 n.297, Vi informiamo che abbiamo provveduto all'integrazione IVA delle fatture emesse nei Vs.confronti nell'anno 2005.
Segnaliamo che, ovviamente, si tratta di imposta sul valore aggiunto regolarmente detraibile ai sensi dell'art.19 del DPR633/72.
Vi invitiamo pertanto ad effettuare il pagamento della/e fattura/e summenzionate, allegate alla presente, entro il 30/04/2006.
Vi informiamo, infine, che per ulteriori informazioni, è possibile contattare XXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
RingraziandoVi, cogliamo l'occasione per porgere Cordiali Saluti"
Ricevuta questa comunicazione, chiamo la sede di Roma, dopo alcuni giorni di telefonate mi fanno parlare con un consulente, in
quanto quello vecchio non lavora più lì! Espongo il problema, mi fanno sapere che si prodigheranno per risolvere questo problema (!), che si devono informare perchè prima di quel giorno non era mai capitato. PEccato che la settimana prima, la segretaria mi aveva detto che avevano già chiamato in diversi per lo stesso problema.
Dato che avevano preso a cuore il problema, se ne lavano le mani e mi dicono di chiamare l'ufficio di Milano che loro non hanno competenza. All'ufficio di Milano, la prima cosa che mi chiedono e se la mia ragazza ha la partita iva. Mi si chiarisce così qual'è il loro intendimento. Dovrebbero chiedere i soldi dell'iva a tutti gli iscritti, ma se lo facessero, succederebbe il pandemonio nelle scuole. Allora per i privati ci rimettono loro, sui professionisti e titolari di partita iva, chiedono i soldi, tanto, sarebbero soldi che chi ha la partita iva può dedurre completamente dalle tasse e quindi non ci perde nulla. Però è una questione di principio, se io acquisto una cosa, ed è scritto sul contratto che costa 2500 euro, 7 mesi dopo non puoi chiedermi i il 20% in più [...].
All'ufficio di Milano, cortesemente, mi fanno sapere, che si dispiacciono, che ho ragione, però non ci possono fare nulla, perchè così ha voluto l'agenzia delle entrate. Ho chiesto di rescindere il contratto in quando le condizioni sono cambiate in maniera non prevista, ma mi hanno detto che non accettano null'altro oltre al pagamento di questi soldi.
Come posso far valere i miei diritti, senza subire rappresaglie visto che manca ancora un anno di corso? Posso rivolgermi al giudice di pace? E come devo fare?
Vi ringrazio tantissimo per il lavoro eccezionale che fate in difesa dei consumatori.