Web psicoillogico
Immaginate uno nuovo, mai visto internet, non è giovane che "conosce già il mondo" (già perchè quello dei giovani è il mondo), ma di una certa età, persona di un certo comportamento etico nell'ambito della maggior parte della popolazione, non bacchettone,non proprio tutto d'un pezzo, ma "cosiddetto normale", insomma che venisse ad esplorare tutto questo virtuale universo che è il web dei forum, dei socialnetworks, dei consigli, delle confidenze, degli amori e delle simpatie, degli amorazzi da tastiera o poi anche reali, delle cazzeggiate, dei cuori solitari, del collezionismo di "amici", dei record di interventi, della costante presenza grazie al tempo reale, dello sciorinamento di ogni cosa, libri aperti sul numero delle pagine più intime o delle rivelazioni più scabrose, della pedanteria dei saputelli che non vedono l'ora di commentare acidamente correggendo e offendendo i postatori a loro antipatici, rimproverando e censurando, quali supremi detentori del sapere e dell'onnipotenza, ancora web di istruzioni per l'uso come costruire un ordigno nucleare, o montare un'asina, o raffinare le proprie arti drogaiole, o aborrire o difendere il proprio lavoro, o semplicemente stare a leggere ogni cosa pubblicata per poi elogiare ed amare o criticare e condannare il postatore.
Questo nuovo intrufolato, cosa potrà pensare, rispetto a tutto ciò ed altro moltissimo ancora che va ad osservare? Uno psicologo non si meraviglierà più di quanto intravede, perchè la sua professione lo porta sempre ad attribuirne le cause ad un qualcosa che assomigli ai suoi trascorsi, ai contesti educativi ai quali è appartenuto, ai conflitti parentali ecc.
Chi ci è entrato piano piano, non si accorgerà di essere inviluppato in uno strano mondo, quasi bambinesco e dai contorni telenovelleschi, amatissimi, o odiatissimi.
Decisamente troppo materiale per un corso di laurea. Anche per una discussione pacata fra Popper e Lorenz circa il Mondo3 o sul tema della "società aperta".Con l'animo in pace verso i seguaci di Kant, Fichte o Hegel.
Questo nuovo intrufolato, cosa potrà pensare, rispetto a tutto ciò ed altro moltissimo ancora che va ad osservare? Uno psicologo non si meraviglierà più di quanto intravede, perchè la sua professione lo porta sempre ad attribuirne le cause ad un qualcosa che assomigli ai suoi trascorsi, ai contesti educativi ai quali è appartenuto, ai conflitti parentali ecc.
Chi ci è entrato piano piano, non si accorgerà di essere inviluppato in uno strano mondo, quasi bambinesco e dai contorni telenovelleschi, amatissimi, o odiatissimi.
Decisamente troppo materiale per un corso di laurea. Anche per una discussione pacata fra Popper e Lorenz circa il Mondo3 o sul tema della "società aperta".Con l'animo in pace verso i seguaci di Kant, Fichte o Hegel.