Domenica 21 giugno 2026
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ZAIA CHIAMA LA PIAZZA: E ORA TUTTI A VICENZA

L'ispanico · · 0 interventi
Sabato alle 10 in Piazza dei Signori a Vicenza si terrà una imponente manifestazione organizzata dalla Casa delle Libertà. Il Veneto scende in piazza, in battaglia contro la Finanziaria "sinistra". Una manovra che aumenta la pressione fiscale e colpisce indistintamente famiglie e imprese. Una vera "bastonata" al Veneto che lavora, produce, traina e dispensa benessere al resto del Paese. Un condensato di provvedimenti iniqui che appaiono creati ad arte per schiacciare il sistema produttivo e, di conseguenza, inasprire il conflitto sociale.
A Vicenza saranno presenti Silvio Berlusconi, il governatore del Veneto Giancarlo Galan, i massimi vertici della Cdl, compresi i numerosi leghisti con responsabilità istituzionali. Tra questi anche il vicepresidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
Lei ci sarà sabato in Piazza dei Signori?
Io ci sarò, la Lega Nord ci sarà. Il segretario nazionale Gian Paolo Gobbo ha chiamato a raccolta tutte le segreterie e i militanti. Immagino ci sarà anche Umberto Bossi con gli altri leader della Cdl
Che significato ha questo appuntamento?
È la giusta protesta contro una finanziaria che è il requiem per il Nord. Tutto il livore, l'odio, la scarsa considerazione che il Governo ha contro il Nord è espressa tutta in questa manovra che definirei il loro documento ideologico piuttosto che un mero documento di bilancio. Inoltre non è assolutamente federalista. Alcuni esponenti di governo hanno avuto il coraggio di dire che, ad esempio la tassa per il turismo, la cosiddetta tassa di soggiorno, è l'ultima generazione della visione federalista dell'Esecutivo. Invece di consentire che parte del prelievo fiscale resti in Veneto perché qui venga gestito al meglio in favore dei cittadini e del territorio, in pratica da Roma ci dicono: "continuate a mandarci le risorse del vostro territorio e se poi avete qualche esigenza inventatevi nuove tasse". Questa è una vera presa in giro.
Si tratta dunque di una manovra centralista?
Certo. Tanto centralista che grida vendetta. È una Finanziaria da governo di "salute pubblica", ovviamente non in senso positivo, non perché ci porti alla salute pubblica ma perché tutti ne prendono le distanze. Non c'è un esponente del centrosinistra che la sottoscriva. Non ho ancora capito chi la voterà.
In Veneto è difficile trovare qualcuno a cui piacciano le "novità" contenute nella manovra.
Sono tutti incazzati. Il rischio è che alla fine si comportino come faceva una volta qualche vecchio amministratore che annunciava di realizzare in una certa area un ostello per immigrati irregolari albanesi e poi, di fronte alla sollevazione popolare, diceva: «Beh, visto che la mettete così allora ci faccio una bella zona cammerciale». In questo modo riusciva a far passare quel che voleva, addolcendo la pillola. Non vorrei accadesse lo stesso, cioè ci dessero una mezza bastonata per poi oltretutto dirci di aver fatto un grande passo indietro.
Ma il governo vuol punire gli evasori.
Il governo Prodi deve vergognarsi di trattare il Nord come il luogo dell'evasione fiscale. Se c'è un minimo di evasione fiscale oggi, la si combatterà ancora meno con questa pressione fiscale. Vorrei ricordare che quando un contribuente supera i 75 mila euro lordi di reddito, (poco più di 3mila euro al mese e non ha senso avere un'azienda se il titolare non prende 3 mila euro al mese) paga il 50 per cento di tasse, ha un rischio aziendale che non è riconosciuto, un rischio di mercato non riconosciuto, un rischio sanitario, visto che un imprenditore in malattia non ha stipendio. Trattano l'imprenditoria del Nord, del Veneto, che produce il 18 per cento della ricchezza nazionale, cioè di Prodotto interno lordo, alla stregua di quella di Lapo e John Elkann.
Modelli del tutto diversi.
Noi qui non abbiamo avuto un modello di sviluppo "fordista", dove all'interno di un grande contenitore si realizza tutta la produzione. Qui abbiamo distretti industriali diffusi, dove l'80 per cento delle aziende ha meno di 15 dipendenti. Per fare uno scarpone da sci, tanto per citare un prodotto di cui siamo leader mondiali, c'è chi fa il design, chi le decalcomanie, chi i ganci, chi la suola, chi la verniciatura, chi l'imbottitura. Alla fine esce lo scarpone. Qui non ci sono capitani d'industria, la nostra classe imprenditoriale conta al massimo due generazioni. Il governo di Prodi non ha capito nulla del Nord.

Oggi lei sarà a Roma alla riunione della commissione agricoltura delle Regioni e Province autonome dove si discuterà del riparto dei fondi del Piano Strategico Nazionale dello sviluppo rurale. Anche in questo settore il governo è sdraiato sulle ragioni del Sud?
«Le lobby del Sud fanno pressione sul governo per arraffare tutto quello che possono. Ma io non ho nessuna intenzione di dare la mia approvazione al Piano Strategico Nazionale (tassello fondamentale per la stesura definitiva del nuovo Piano di Sviluppo Rurale) senza ottenere in cambio i finanziamenti che spettano al Veneto. Voglio fare luce una volta per tutte su una importante questione. Il Veneto è tra le poche Regioni già pronte con il Psr, è la quinta regione con il 9,3 per cento del totale nazionale in termini di valore aggiunto ai prezzi di base che, nel 2003 ammontava a 2.884,86 milioni di euro. E in quanto a produttività del lavoro agricolo abbiamo raggiunto, nel periodo 2000-2004, valori intorno ai 30.000 euro per unità di lavoro totale superando così di circa il 25 per cento la media nazionale. Purtroppo il percorso è tutto in salita perché le lobby del Sud fanno pressione sul governo piangendo in continuazione il morto e dicendo che noi al Nord non abbiamo bisogno di fondi perché la nostra agricoltura è già sufficientemente forte. Ma che discorsi sono questi? Io sono più che mai determinato a far valere le nostre ragioni a Roma che non può non dare ascolto alle istanze di una regione come il Veneto fatta di lavoratori, tra cui quelli agricoli che la pongono ai vertici dell'agricoltura nazionale con una Produzione Lorda Vendibile di circa 5 miliardi e 50 milioni di euro l'anno.
Nei giorni scorsi lei ha proposto agli imprenditori di Treviso di mandare a Roma le chiavi delle loro aziende. Il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro ha lanciato lo sciopero fiscale che pare stia raccogliendo consensi. Qual'è l'obiettivo della manifestazione di sabato?
Per prima cosa far vedere che il Nord c'è, esiste. È propedeutico a una lotta contro il governo, per salvare il salvabile, ma è anche un monito nei confronti del Nord che non può pensare di continuare a delegare ad altri l'amministrazione delle nostre terre, delle nostre, delle nostre cose. Parte degli elettori del Nord ha infatti votato partiti che si dimostrano meridionalisti, centralisti, antiautonomisti, antifederalisti.
A proposito, dov'è finito il sindacato? Dove sono finiti quei vecchi tromboni che ad ogni Finanziaria del centrodestra pronosticavano le peggiori cose, dove sono finiti i girotondini? Noi non abbiamo i sindacati che ci organizzano le manifestazioni ma dobbiano riempire e bloccare tutte le strade di Vicenza per far capire a lorsignori che nonostante l'elezione "monocolore" di Marini, Napolitano e Bertinotti, esiste più di mezza Italia che non condivide le loro scelte. Il Nord deve venire tutto a Vicenza in piazza. Per legittima difesa, per salvare la vita delle nostre aziende.
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