Venerdì 26 giugno 2026
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ZAPATERO INVITA IL PARLAMENTO ITALIANO A RESPINGERE LE INGERENZE VATICANE

Sergio Bagnasco · · 4 interventi
Zapatero da Madrid interviene sul dibattito italiano che si è scatenato intorno ai PACS in salsa italiana. In una intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del settimanale L'Espresso, Zapatero si dichiara sorpreso che il governo di centro-sinistra, dopo tutto il rumore intorno alle unioni di fatto, abbia partorito una legge così debole e chiaramente genuflessa nei confronti della Chiesa Cattolica. E' evidente, ha aggiunto Zapatero, che il Governo e il Parlamento Italiano non riescono ancora a liberarsi della pesante e ingombrante presenza del Vaticano.
Ho avuto un sogno. Zapatero che incita il Parlamento italiano. D'accordo mi sono fatto prendere la mano; Zapatero ha in realtà detto semplicemnte "mi auguro che in Parlamento la legge possa essere migliorata". D'accordo, Zapatero non ha aperto bocca. Ma provate a immaginare se a spronare il Legislatore italiano fosse stato il premier spagnolo. Apriti cielo, giustamente; io per primo avrei invitato gentilmente Zapatero a occuparsi dei cazzi suoi che noi ne abbiamo già abbastanza dei nostri cazzoni e non abbiamo bisogno di quelli d'importazione anche se comunitari. Altro che insignificante letterina degli ambasciatori (diciamoci la verità, la letterina era un po' fastidiosa e irrituale, ma D'Alema è proprio irascibile; madonna, com'è permaloso!).
Però non sognavo, ero ben sveglio, cazzo! quando ho sentito l'intervento del Papa e - invertendo l'ordine dei fattori - il tenore era del tipo di quello sognato. All'indomani di un provvedimento legislativo del Governo della Repubblica Italiana, il Capo di Stato del Vaticano interviene per invitare il Parlamento a fermare quella legge. Ma DiCo! Stiamo scherzando? D'Alema si limita a dichiarare "in altri tempi avremmo definito questa massiccia campagna come clericale". Tutto qui. Il Rigido non va oltre; il Baffo più temuto si limita a un sorriso carezzevole. E il presidente Napolitano è ancora in ansia per le preoccupazioni vaticane? Come Presidente della Repubblica non è preoccupato della dignità e autonomia delle istituzioni democratiche?
Personalmente ritengo che il Papa abbia violato il Concordato e abbia fatto una pesante invasione di campo. Ritengo che le massime cariche della Stato debbano chiedere e pretendere le scuse ufficiali del Papa. Ritengo che il governo italiano debba immediatamente denunciare il Concordato e chiederne unilateralmente la decadenza.
Ministro D'Alema, altro che letterina di sei ambasciatori: la sortita del Papa è una molotov contro il preoccupato Quirinale e l'indiano Prodi; fatti sentire, non farci rimpiangere Andreotti e De Michelis, cazzo!
Il ministro Ferrero arriva a interrogarsi se l'interventismo delle gerarchie ecclesiastiche non vada oltre i limiti del Concordato. Mamma mia che coraggio ministro Ferrero, dove trova la forza per osare così tanto!
Mi sembrate un branco di pusillanimi; ma non vi rendete conto che più voi siete timorosi di urtare le sensibilità clericali, più provocate l'irrigidimento del potere ecclesiastico? Non vi rendete conto che non c'è nulla di etico nelle parole del Papa e della Chiesa (che infatti non scatenarono un'offensiva simile quando leggi ben più coraggiose furono approvate in Spagna, Francia, Germania.) ma solo la strenua difesa degli interessi politici ed economici. Le uniche persone - tra quelle che ho sentito - che mi sembra conservino senso dello Stato sono Boselli e Rodotà: bravi, andate avanti e schiodate i codardi sempre al seguito dei fantasmi cattolici!
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