Zecche, treni e cani
La norma che impedisce l'accesso ai treni dei cani per evitare problemi di "zecche e pulci" è palesemente assurda e destituita di ogni fondamento scientifico.
Nè le zecche nè tantomeno le pulci sono in grado di creare problemi di infestazione riconducibili ai fenomeni riscontrati negli ultimi due-tre anni su treni e traghetti.
Quando si legge di persone assalite (di solito nelle ore notturne, o comunque in assenza di illuminazione) da "centinaia" di insetti famelici, non si può far riferimento ai parassiti sunnominati, ma si deve invece pensare ad una infestazione da cimici dei letti (Cimex lectularius).
La cimice dei letti è infatti (al ocntrario di pulci e zecche dei cani) un parassita dell'uomo, che esce allo scoperto soltanto in assenza di luce e che si annida di preferenza nelle immediate vicinanze nei luoghi dove gli umani sono soliti dormire (letti, divani, poltrone).
La presenza delle cimici è del tutto indipendente dalle condizioni di pulizia e, in mancanza di azioni specifiche e mirate, anche dagli eventuali interventi di disinfestazione di routine.
Questo parassita, assai comune e diffuso fino ai primi anni '50, era praticamente sparito dalla scena (e dalla memoria comune) in seguito all'avvento dei primi insetticidi di sintesi. Negli ultimi 15 anni si è invece assistito ad una sua progressiva ricomparsa e ad una sempre maggior diffusione (abitazioni, strutture di accoglienza, mezzi di trasporto, etc.).
La diffusione da un ambiente all'altro avviene tramite bagagli e arredi o, più raramente, attraverso gli abiti.
Cani, gatti e altri animali, perciò, non c'entrano nulla, e le nuove direttive di Trenitalia lasciano il tempo che trovano.
Al di là di un notevole disturbo per i possessori di animali domestici, il problema resterà immutato.
Nè le zecche nè tantomeno le pulci sono in grado di creare problemi di infestazione riconducibili ai fenomeni riscontrati negli ultimi due-tre anni su treni e traghetti.
Quando si legge di persone assalite (di solito nelle ore notturne, o comunque in assenza di illuminazione) da "centinaia" di insetti famelici, non si può far riferimento ai parassiti sunnominati, ma si deve invece pensare ad una infestazione da cimici dei letti (Cimex lectularius).
La cimice dei letti è infatti (al ocntrario di pulci e zecche dei cani) un parassita dell'uomo, che esce allo scoperto soltanto in assenza di luce e che si annida di preferenza nelle immediate vicinanze nei luoghi dove gli umani sono soliti dormire (letti, divani, poltrone).
La presenza delle cimici è del tutto indipendente dalle condizioni di pulizia e, in mancanza di azioni specifiche e mirate, anche dagli eventuali interventi di disinfestazione di routine.
Questo parassita, assai comune e diffuso fino ai primi anni '50, era praticamente sparito dalla scena (e dalla memoria comune) in seguito all'avvento dei primi insetticidi di sintesi. Negli ultimi 15 anni si è invece assistito ad una sua progressiva ricomparsa e ad una sempre maggior diffusione (abitazioni, strutture di accoglienza, mezzi di trasporto, etc.).
La diffusione da un ambiente all'altro avviene tramite bagagli e arredi o, più raramente, attraverso gli abiti.
Cani, gatti e altri animali, perciò, non c'entrano nulla, e le nuove direttive di Trenitalia lasciano il tempo che trovano.
Al di là di un notevole disturbo per i possessori di animali domestici, il problema resterà immutato.