Giovedì 11 giugno 2026
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GRAZIE PRODI PER L A FIDUCIA!

Cronista · · 43 interventi


Grazie a Prodi ed alla sua coraggiosa finanziaria (la quale ha colpito solo PARZIALMENTE coloro che si erano avvantaggiati moltissimo dalla scellerata riduzione delle aliquote fiscali volute dal governo degli stallieri berlusconiani) gli italiani sono tornati a sperare in una ripresa che il governo Prodi ha reso oggettivamente possibile, dopo che la caduta dell'infame governo catto-fascio-leghista della CdM ha aperto gli occhi agli elettori, sul devastante quadro economico che il governo di sinistra ha ereditato dai cialtroni che ora dovranno fare i conti con la magistratura per le loro malversazioni e corruzioni su scala "industriale"!

Sotto il governo Berlusconi, gli evasori hanno fatto la pacchia, visto che chi governava deteneva il primato dell'evasione fiscale! Ora, con il cambiamento della guardia a Palazzo Chigi, tutti i macroevasori si sono sbrigati a fare il loro "dovere" verso il Fisco, per paura delle misure che il nuovo governo prenderà verso gli evasori e che il governo Berlusconi si è ben guardato dal prendere!

Tutto ciò ha provocato una "virtuosa" corsa agli "sportelli" del Fisco, provocando un benefico afflusso di miliardi nelle casse dello Stato. Con il "facciaculismo" che contraddistingue da sempre i fascisti della libertà, i berlusconiani, con la faccia sempre più sporca di merda, hanno avuto il coraggio di sostenere che tale afflusso di denaro fosse il frutto della loro "sana" politica economica!!.. Qui non si tratta di avere la faccia come il culo: qui si tratta di avere il culo al posto della faccia!
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Da Repubblica online:

Il 2006 anno nero dell'economia
ma adesso l'Italia è più ottimista

Bilanci dell'anno vecchio e attese per il nuovo nella rilevazione Demos-Eurisko
Nel 2007 Prodi non cadrà. Per la svolta servono i giovani

Saldo a +20 tra chi ha aspettative economiche positive
e chi è pessimista. Ancora critico il giudizio sull'azienda-Paese

di FABIO BORDIGNON

ROMA - Cala il sipario sul 2006, gli italiani danno il benvenuto al nuovo anno: un'ampia rilevazione Demos-Eurisko, per la Repubblica, ha sondato gli umori e le previsioni dell'opinione pubblica. Delusi dagli ultimi dodici mesi, i cittadini salutano con maggiore fiducia l'anno alle porte. Crescono le aspettative positive in ambito economico, mentre, in politica, prevale un quadro di stabilità. Prodi, secondo la maggior parte degli intervistati, resterà in carica per tutto il 2007, e il riconteggio delle schede non produrrà alcun ribaltone. Ma, per rilanciare l'Italia, è necessario puntare di più sui giovani.

Il 2006 è stato un anno importante, segnato, nel giudizio degli italiani, da eventi molto diversi fra loro. Sul piano internazionale, l'anno appena concluso sarà ricordato soprattutto per il viaggio di Benedetto XVI in Turchia, importante tappa nel dialogo fra le religioni. Ma anche per l'aggravarsi della situazione in Medio Oriente, in particolare nel Libano e in Iraq, per la condanna a morte di Saddam Hussein.

A livello italiano, il fatto che ha scosso maggiormente l'opinione pubblica è costituito, senza dubbio, dal tragico rapimento finito con l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri. Al secondo posto troviamo invece un grande momento di festa nazionale: il successo degli azzurri al mondiale tedesco. La vittoria dell'Unione alle ultime elezioni politiche si colloca in terza posizione.

La svolta politica non sembra avere determinato - almeno per ora - quel cambiamento di rotta che molti cittadini auspicavano. Certo, il giudizio sulle dinamiche economiche è migliorato, rispetto a dodici mesi fa. Ma un italiano su due pensa che la situazione, sotto questo profilo, sia ulteriormente peggiorata. E le valutazioni negative prevalgono, in modo netto, un po' per tutti gli ambiti presi in esame dal sondaggio: dalla politica alla televisione, dalla corruzione politica a quella che - nonostante il recente "terremoto" - abita il mondo del calcio. Solo per quanto riguarda la lotta all'evasione le letture positive pareggiano quelle negative.

Tuttavia i cittadini guardano con fiducia al 2007. Cresce l'ottimismo economico: il saldo fra aspettative positive e negative, tornato sopra lo "zero" un anno fa, sale oggi a +20. Il quadro nazionale è destinato a migliorare, secondo la maggioranza delle persone, con ricadute positive anche sulle finanze individuali (+15). Aspettative positive si riscontrano anche in materia di ordine pubblico (+18), di lotta all'evasione (+30), di trasparenza nel mondo del pallone (+20). Mentre il futuro appare più difficile per quanto riguarda la pressione tributaria: il 37%, infatti, prevede di pagare più tasse, nei dodici mesi a venire.

Scarso ottimismo emerge, peraltro, in riferimento alla dimensione politica: il 36% degli intervistati si aspetta, sotto questo profilo, un ulteriore deterioramento. Va precisato, tuttavia, che i cittadini non immaginano, per il 2007, novità significative nel panorama politico. Sei su dieci ritengono che il nuovo governo resterà in carica almeno fino alla fine dell'anno, magari con qualche avvicendamento (26%).

Appena un quinto della popolazione "scommette" sulla possibilità di elezioni anticipate. L'ipotesi della "grande coalizione" è ritenuta probabile da una minoranza, fra le persone interpellate (24%), così come il "ribaltone" prodotto dai controlli sulle schede elettorali viene percepito come eventualità piuttosto remota (30%). Ancora più improbabile appare, poi, l'uscita di scena di Berlusconi (15%). Le uniche novità possono provenire, dunque, dal debutto di nuovi attori sulla scena politica, come nel caso di Luca Cordero di Montezemolo (48%).

Oppure dalla nascita di nuovi "contenitori" politici: circa quattro persone si dieci pronosticano la nascita del Partito unitario del centrodestra (il Partito delle Libertà: 41%) o del Partito Democratico (38%).
Ma qual è la ricetta per rimettere in moto il Paese? Per migliorare l'Italia, secondo gli intervistati, è necessario, innanzitutto, dare più spazio alle nuove generazioni, aumentando la presenza dei giovani nelle posizioni chiave della società (48%). Il 28% chiede maggiore solidarietà sociale, mentre per una quota appena inferiore (26%) servono più autorità e decisione da parte di chi comanda. Un'altra lacuna viene individuata, infine, nella scarsa disponibilità dei cittadini a spendersi per il bene comune (23%).

(2 gennaio 2007)

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