Domenica 7 giugno 2026
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Grecia: riorganizzazione interna e revocatoria internazionale

Buona vita · · 0 interventi
La Grecia ha una storia millenaria ed enormi risorse turistico-culturali da utilizzarsi al meglio. Massima solidarietà al popolo greco, specialmente alle fasce più esposte. Dopo di che bisogna affrontare di petto i problemi per risolverli e ognuno deve fare la sua parte!
Generalmente uno stato arriva al dissesto economico per guerre (tradizionali e commerciali) perse, disastrose calamità naturali e per il classico 'passo più lungo della gamba' (spese superiori alle entrate) e relativo indebitamento estero. Lasciamo fuori le fughe dei capitali e i mancati investimenti esteri che dipendono dai fattori precedenti.
Per la Grecia, escludendo guerre, calamità naturali e non entrando nel merito sulla politica delle entrate (dove, mi par di capire ci sia un grosso margine di miglioramento), rimangono esagerate spese interne correnti (stipendi, pensioni, stato sociale, istruzione, sanità, burocrazia, ...), incauti/inutili acquisti di beni non di prima necessità (navi, armi, attrezzature in genere non destinate alla produzione industriale/agricola e al turismo) e svendite di patrimonio nazionale a stati esteri.
Per le spese interne di gestione superiori alle entrate, s'impone una significativa riorganizzazione, anche se dolorosa (non basta solo una, comunque doverosa, più equa distribuzione delle risorse). Non si può vivere al di sopra delle proprie possibilità a spese degli altri. Non è solo colpa dei vari governi, ma anche dei cittadini che l'hanno permesso; per qualcuno è stata una manna (in questo l'Italia non è molto diversa). Stendiamo anche un velo pietoso sui bilanci truccati, spero solo che gli autori abbiano pagato. Indebitarsi per pagare dei privilegi è un assurdo in assoluto e una violenza nei confronti di chi (anche non greci) si deve sobbarcare il debito non avendo avuto nessun beneficio. Privilegiati italiani state in campana!
Eventuali svendite a sottocosto sono da verificare, come pure gli incauti/inutili acquisti, alcuni maligni dicono siano stati imposti a fronte della concessione dei prestiti. Transazioni di questo tipo, fatte negli ultimi anni, quando lo stato di crisi della Grecia era ben noto, hanno peggiorato la situazione. È per questo che si dovrebbe istituire una revocatoria internazionale tra stati (sicuramente almeno quelli europei), che imponga agli acquirenti di restituire beni greci comprati al ribasso e ai venditori di beni non di prima necessità di restituire quanto incassato; in questo modo si potenzia lo stato patrimoniale greco. Si deve risalire a vari anni a ritroso, da quando è iniziato lo stato di crisi del paese ellenico. L'Europa e gli organismi internazionali non possono essere carnefici di una vittima che hanno contribuito a creare!
Ovviamente, dopo tutti questi ricalcoli e assestamenti, il debito residuo è da sanare con dinamiche sostenibili, a fronte della chiusura delle falle più macroscopiche, altrimenti nessun investitore rischierà più un euro sulla Grecia. Chi ha promesso la luna deve fare autocritica, e chi ha pensato di vivere nel paese dei balocchi deve mollare i privilegi. L’Italia è avvertita!
Servono chiarezza, buona volontà, pragmatismo e buon senso, non giochini sulla pelle dei greci, non ideologia a prescindere, non comportamenti infantili (battere i piedi e frignare, non è mai solo colpa degli altri), non solidarietà interessata/pelosa o posizioni da primi della classe. Chi è senza peccato scagli la prima pietra!

Carlo
Europeista della prima ora in crisi d’identità!
❤️
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