Hugo Hugo Hugo Hugo Hugo
da Mondocane Fulvio Grimaldi
Hugo Chavez 55,14%, Capriles Radonski 44,24%.
E’ nell’interesse del tiranno mantenere povero il suo popolo, in modo che non possa permettersi il costo di proteggersi con le armi ed essere talmente occupato con i suoi oneri quotidiani da non aver tempo per la ribellione. (Aristotele)
Dicono tutto le immagini. Sono anni che non abbiamo avuto una ragione così forte per essere felici e fiduciosi. Alla cupola criminale che vorrebbe fagocitare l’umanità, ai suoi sguatteri e sgherri europei e italiani che vorrebbero continuare a gozzovigliare tra i resti dei popoli e delle classi subalterne, ai decerebrati onanisti dei dogmi duri e puri su come si deve fare una “vera rivoluzione”, ai predatori delle nostre vite, del nostro futuro, ai cerusici dei distinguo, dei pro e contro, del né-né, del sì però, del cerchiobottismo opportunista, impotente e fiancheggiatore, ha risposto il popolo venezuelano.
Hugo Chavez, se la salute glie lo permette, e, se non glielo permette, il popolo venezuelano per lui, per altri 6 anni costruirà nel modo, forse oggi unico possibile, il socialismo nuovo, annichilerà i profittatori nostalgici dei banchetti celebrati del capitalismo con i corpi, con gli eccessi tratti dalle privazioni e dal dolore del 99%, ostruirà la marcia dei cannibali imperialisti, coalizzerà popoli e governi contro i necrofori di Israele, Usa, UE, lavorerà all’emancipazione e all’integrazione dell’America Latina riscattata dal colonialismo, contribuirà al rafforzamento di un fronte di Stati che si erge contro l’imperialismo, mostrerà la via della salvezza dall’olocausto ecologico, starà con i siriani, i palestinesi, gli iraniani, gli afghani, i russi rinati alla dignità e al coraggio, l’Africa cui gli evasi dal manicomio criminale capitalista avevano voluto togliere lo scudo del più grande combattente per la libertà continentale, Muammar Gheddafi. E diffonderà ai dannati nelle spire del rettile, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, OMC, BCE, Goldman Sachs, nella stanza degli specchi costruitagli attorno da collaterali come Amnesty, Human Rights Watch e le Ong del volontariato al servizio dell’Impero, la consapevolezza che senza questi inventori dei trucchi letali alla Saw 1, 2, 3, 4…8, si può vivere bene, anzi, molto meglio. Che vi si può sottrarre, che li si possono cacciare a pedate, come hanno fatto il Venezuela, l’Argentina, l’Islanda. E, di più, che anche il cappio stretto attorno alla nostra sovranità, di popolo e di nazione, dalla dittatura del dollaro, può essere tagliato, come stanno facendo l’Iran e altri paesi con il passaggio per le transazioni allo yuan, o Chavez, quando ha introdotto un’unità valutaria autonoma per certi scambi con paesi della regione. Oggi l’operazione avrà più possibilità di successo che quella indicata e prematuramente attuata da Saddam con l’adozione dell’Euro e, da Gheddafi, con il proposito della moneta unica africana legata a valori veri e fissi. Vediamo se riusciranno a impiccare o linciare anche i loro emuli.
Effetti collaterali
Sono tanti gli echi di questa fenomenale marcia umana, di tutti gli esseri viventi, contro i devastatori della Terra e boia degli esseri viventi. Le “rivoluzioni colorate”, allestite da mercenari locali della piovra annidata nei covi di Washington e Wall Street e i tentacoli a Londra, Bruxelles, Francoforte, Tel Aviv, Roma, Atene, Madrid, Ankara, Kabul…, falliscono una dopo l’altra. Si deve ricorrere a terroristi delle bombe, dei media, della propaganda falsa e bugiarda, per ostacolare la crescita della rivolta mondiale dei dominati e la resistenza degli aggrediti, coscientizzati dall’evidenza abbagliante delle ingiustizie subite per mano della criminalità organizzata in mafie, banche, regimi, e dall’esempio di forza e intelligenza di uomini come Hugo Chavez, Muammar Gheddafi, Bashar el Assad e delle società che li hanno saputo esprimere, ispirare, sostenere.
Hugo Chavez 55,14%, Capriles Radonski 44,24%.
E’ nell’interesse del tiranno mantenere povero il suo popolo, in modo che non possa permettersi il costo di proteggersi con le armi ed essere talmente occupato con i suoi oneri quotidiani da non aver tempo per la ribellione. (Aristotele)
Dicono tutto le immagini. Sono anni che non abbiamo avuto una ragione così forte per essere felici e fiduciosi. Alla cupola criminale che vorrebbe fagocitare l’umanità, ai suoi sguatteri e sgherri europei e italiani che vorrebbero continuare a gozzovigliare tra i resti dei popoli e delle classi subalterne, ai decerebrati onanisti dei dogmi duri e puri su come si deve fare una “vera rivoluzione”, ai predatori delle nostre vite, del nostro futuro, ai cerusici dei distinguo, dei pro e contro, del né-né, del sì però, del cerchiobottismo opportunista, impotente e fiancheggiatore, ha risposto il popolo venezuelano.
Hugo Chavez, se la salute glie lo permette, e, se non glielo permette, il popolo venezuelano per lui, per altri 6 anni costruirà nel modo, forse oggi unico possibile, il socialismo nuovo, annichilerà i profittatori nostalgici dei banchetti celebrati del capitalismo con i corpi, con gli eccessi tratti dalle privazioni e dal dolore del 99%, ostruirà la marcia dei cannibali imperialisti, coalizzerà popoli e governi contro i necrofori di Israele, Usa, UE, lavorerà all’emancipazione e all’integrazione dell’America Latina riscattata dal colonialismo, contribuirà al rafforzamento di un fronte di Stati che si erge contro l’imperialismo, mostrerà la via della salvezza dall’olocausto ecologico, starà con i siriani, i palestinesi, gli iraniani, gli afghani, i russi rinati alla dignità e al coraggio, l’Africa cui gli evasi dal manicomio criminale capitalista avevano voluto togliere lo scudo del più grande combattente per la libertà continentale, Muammar Gheddafi. E diffonderà ai dannati nelle spire del rettile, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, OMC, BCE, Goldman Sachs, nella stanza degli specchi costruitagli attorno da collaterali come Amnesty, Human Rights Watch e le Ong del volontariato al servizio dell’Impero, la consapevolezza che senza questi inventori dei trucchi letali alla Saw 1, 2, 3, 4…8, si può vivere bene, anzi, molto meglio. Che vi si può sottrarre, che li si possono cacciare a pedate, come hanno fatto il Venezuela, l’Argentina, l’Islanda. E, di più, che anche il cappio stretto attorno alla nostra sovranità, di popolo e di nazione, dalla dittatura del dollaro, può essere tagliato, come stanno facendo l’Iran e altri paesi con il passaggio per le transazioni allo yuan, o Chavez, quando ha introdotto un’unità valutaria autonoma per certi scambi con paesi della regione. Oggi l’operazione avrà più possibilità di successo che quella indicata e prematuramente attuata da Saddam con l’adozione dell’Euro e, da Gheddafi, con il proposito della moneta unica africana legata a valori veri e fissi. Vediamo se riusciranno a impiccare o linciare anche i loro emuli.
Effetti collaterali
Sono tanti gli echi di questa fenomenale marcia umana, di tutti gli esseri viventi, contro i devastatori della Terra e boia degli esseri viventi. Le “rivoluzioni colorate”, allestite da mercenari locali della piovra annidata nei covi di Washington e Wall Street e i tentacoli a Londra, Bruxelles, Francoforte, Tel Aviv, Roma, Atene, Madrid, Ankara, Kabul…, falliscono una dopo l’altra. Si deve ricorrere a terroristi delle bombe, dei media, della propaganda falsa e bugiarda, per ostacolare la crescita della rivolta mondiale dei dominati e la resistenza degli aggrediti, coscientizzati dall’evidenza abbagliante delle ingiustizie subite per mano della criminalità organizzata in mafie, banche, regimi, e dall’esempio di forza e intelligenza di uomini come Hugo Chavez, Muammar Gheddafi, Bashar el Assad e delle società che li hanno saputo esprimere, ispirare, sostenere.