Lunedì 8 giugno 2026
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QUOTIDIANO LIBERO...pura carta igienica

ANIMAL · · 62 interventi
e' incredibile come vittorio feltri,difenda a spada tratta,berlusconi,mussolini,e tutto quello che di piu' schifoso esiste in italia.perche' non lo arrestano per apologia del fascismo o nazismo a feltri...... tanto e' un gran perdente,sta vedendo il suo impero di cartapesta crollare,e si ritrovera' con le copie del suo pseudo giornale ,usate come carta igienica,nei bagni pubblici in turchia.ECCO IL PARAGONE TRA NO GLOBAL E TERRORISTI........feltri ma va...
Quali che siano gli individui, i gruppi, gli stati-canaglia che,
progettando e ponendo in essere azioni distruttive di vite
innocenti e di beni-simbolo dell'America, ci hanno resi tutti
infinitamente meno sicuri di prima, con peggioramento
generalizzato e diffuso della qualità della vita, una cosa appare
certa: che costoro sono mossi da odio profondo e sconfinato per
quella che, semplificando, possiamo indicare come la civiltà
occidentale. L'aver colpito la maggiore potenza economica e
militare nei palazzi che ne sono, al contempo, espressione e
motore, la minaccia - niente affatto da sottovalutare, per la
relativa facilità di metterla in atto - di colpire attraverso la
basilica di San Pietro a Roma, il simbolo della maggiore potenza
spirituale del mondo, sono la conferma dell'ideologia che ispira
e sorregge i nuovi portatori di morte. L'appartenenza al mondo
occidentale e alla cristianità diviene marchio di colpevolezza e
ragione di definitiva condanna.
Si tratta di un'ideologia di fondo comune a movimenti diversi, la
cui strategia varia non con riferimento agli obiettivi da colpire
ma al prezzo che si è disposti a pagare per farlo. Così se i
portatori di morte in America non hanno esitato a mettere nel
mucchio la loro stessa esistenza, i cosiddetti no-global non
hanno dubbi se si tratta di attentare alla vita di appartenenti
alle forze dell'ordine, però immediatamente rifugiandosi nel
branco dei complici: Genova insegna.
Non è la scala dei valori che distingue Bin Laden da coloro che
lanciano sassi e molotov contro le forze dell'ordine ma,
semplicemente, la misura del coraggio. Negli uni e negli altri
v'è la determinazione di colpire, di eliminare fisicamente chi
viene visto come espressione della civiltà occidentale. I seguaci
di Bin Laden colpiscono mettendo in gioco la vita, gli emuli
nostrani colpiscono mettendo in gioco la vita altrui,
preferibilmente quella di poliziotti e carabinieri.
E' sconsolante che la sinistra faccia mostra di non capirlo. Non
solo: quella commissione presentata come di inchiesta sui fatti
di genova, ma in realtà sull'operato della Polizia, che è giunta
a sentire chi aveva dichiarato che sarebbe stata guerra allo
Stato, l'eliminazione dei vertici della Polizia, le inchieste
giudiziarie pendenti su suoi dirigenti ai quali lo Stato avrebbe
dovuto mostrare invece gratitudine per averle difese, sono il
segno preoccupante che organi politici istituzionali e la stessa
magistratura non hanno colto la pericolosità di movimenti
operanti in casa nostra sulla base di un'ideologia che non è
diversa da quella che ha mosso i portatori di morte a New York.
Chi vuole uccidere un poliziotto per quel che gli rappresenta non
è migliore dal punto di vista morale, né meno pericoloso dal
punto di vista sociale, di colui che si ponga ai comandi di un
aereo per farlo schiantare contro un palazzo per quel che questo
rappresenta.
Quando la sinistra giustifica le ragioni che ispirerebbero i
movimenti no global, quando la magistratura, in nome o sotto
l'usbergo di formalismi, dà l'impressione di attribuire la colpa
di quel che è successo a genova alla Polizia o, in contrasto col
buon senso ancora prima che col diritto, accusa di omicidio
volontario un carabiniere che ha sparato mentre era sotto tiro
assieme ai suoi compagni, viene il dubbio che, consapevolmente o
no, si voglia portare il paese sull'orlo di una crisi grave.
La tragedia che ha avuto per teatro l'America e per vittima
l'intera umanità deve indurre ciascuno , quali che ne siano la
posizione politica e il livello di responsabilità, a una
riflessione seria, onesta, non più procrastinatribile, sulla
potenzialità pffensiva e distruttiva dei movimenti il cui
obiettivo sia la guerra alla civiltà occidentale.
Sottovalutare il pericolo che questi movimenti rappresentano
significa non tenere in conto per un verso l possibilità di una
loro involuzione verso metodi di lotta estremi e, per altro
verso, che proprio in seno ad essi potrebbero spuntare individui
disposti al sacrificio di se stessi pur di colpire lo "Stato
nemico".
Forse tutti gli Stati sono in ritardo nella lotta al terrorismo.
Ma sarebbe suicida per il nostro Paese non stroncare con la
determinazione che esige la posta in gioco e che è la vita e la
sicurezza di ciascuno di noi, qualsiasi movimento che porti con
sé il germe mortale del terrorismo. E, di movimenti siffatti, in
Italia, purtroppo, ne esistono.
❤️
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